lug 29 2010

Quelli che realmente annoiano la moto

bobo blaster

subito verrebbe da pensare ad un paracarro, un rigagniolo, all’immancabile turistone krukko stivalato che va a 90 all’ora, ma non è così.
Il paracarro, non annoia la moto semplicemente perchè la moto è sempre andata piano, per lei è normale non salire di giri, non aver mai troppo caldo, aver le sospensioni scariche, i dischi infiammati, le gomme callose. La moto del paracarro conduce una vita serena e longeva e quando le posteggiano vicino una collega con i dischi bluastri, i collettori rossi e le carene sfrisate, si domanda come la poveretta si sia potuta conciare così, cosa per lei, assolutamente disdicevole e senza senso.

Anche la moto del Rigagniolo non si annoia bensì s’incazza perchè viene guidata a strappi, pianissimo, avanti piano, meno piano, piano mediocre, piano veloce, sfollata, doppietta, fuori giri, frenata lenta, sgassata semaforica in folle, innesto sdentellato e abbrivio con risalto dei buchi di mappatura: neanche lei ha mai visto gli ottomila se non da ferma.
La moto del rigagniolo ha vita abbastanza lunga 2 anni circa prima di essere sostituita dal nuovo modello, Questo mezzo snobba le altre moto perchè ha un look posticcio che la fa sembrare vissuta.

La moto del Krukkone stivalato non è annoiata ma è tristissima. Ne ha viste di tutti i colori, ha patito il caldo, il freddo, l’hanno operata d’urgenza più e più volte, la sa lunghissima, ha visto cose che le altre moto manco si possono immaginare. Eppure è assai triste probabilmente perchè non le hanno mai dato la possibilità di fare una bella sgroppata, sempre a tremiladuecentocinquantacinque giri, per tutta la vita, eppure il suo padrone aveva tutta l’esperienza necessaria per farla divertire almeno senza rischi. Gniente. La moto del Turistico è quella che vive più a lungo, è sempre curatissima e quando viene posteggiata vicino alle altre, incute rispetto e curiosità ma nonostante questo, le altre fanno finta di niente perchè sanno che se inizia a parlare, non la smetterebbe più con noiosissime storie di viaggi infiniti a 90 km all’ora.

poi c’è la moto dello svelto, quello che arriva a motore spento mentre la gente si guarda intorno e si chiede dove sarà andato a finire quello che stava arrivando facendo ululare il motore.
Lei sa che al bar ed ai semafori non si urla, non è buona educazione e arriva silenziosa come un giaguaro.
lo svelto le ha insegnato a fare un sacco di cose senza tante smancerie ed ora lei è consapevole della sua forza, non ha bisogno di esibirla da ferma al semaforo, sa quando scattare, quando accennare il monoruota per far felice il padrone, come cadere senza impuntarsi, come derapare dolcemente, si sente spronata a migliorare ad ogni uscita, a sentirsi a proprio agio andando sempre più veloce e sicura
Non le importa di non uscire spesso, sa però che quando viene portata a spasso si divertie un mondo su e giù per strade di tutti i tipi e tornerà a casa sfinita, piena d’adrenalina e orgogliosa di aver sfilato colleghe più blasonate nonostante il suo look sozzo e un po demodè.
La moto dello svelto vive quanto il suo padrone e di solito muoiono insieme; quando viene posteggiata accanto ad altre moto, di solito spruzza un pò di liquidi per marcare il territorio e si accende una ventola senza filtro. Questo tipo di moto incute terrore alle altre moto che spesso cadono dal cavalletto senza motivo.

La vera moto annoiata, è quella solo pista, tutta la vita a girare in tondo, martoriata negli organi, ne ha le palle piene di far divertire chi la guida senza essere sfruttata appieno. la moto del pistaiolo moderno si chiede perchè le hanno montato tutti quegli aggeggi che non vengono usati che pesano un sacco e la stancano un casino.
la cosa più grave è che è affetta perennemente da congiuntivite per via del continuo passaggio dal buio del furgone alla accecante luce di una pista assolata e l’eterno girare in tondo peggiora le cose facendola spesso perdere l’equilibrio e quando succede, per mesi viene rinchiusa al buio in uno stanzone in attesa di essere svenduta.
la moto da pista non è amata da nessuno, neppure dal suo padrone che la accusa spesso di chattering o altre problematiche di cui lei non c’entra proprio nulla.
solitamente, la moto da pista ha purtroppo, una vita abbastanza lunga e travagliata perchè cambia padrone spessissimo. Tutte le moto solo pista soffrono di labirintite e molte cadono in depressione perchè vengono insultate costantemente nonostante ce la mettano tutta a fare e rifare le stesse curve, le stesse frenate, di sentire continuamente le natiche sudate di chi le guida spostarsi a destra e sinistra in un susseguirsi di noiosissimi pif paf inutili.


lug 7 2010

Moyenne Corniche

bobo blaster

La costiera era troppo trafficata e così ho preso la via della collina per raggiungere Montecarlo.
In Francia, specialmente nel sud, i motociclisti ci danno dentro nel customizzare le moto e loro stessi, di solito viaggiano su naked giapponesi di grossa cilindrata con il copriserbatoio in pelle e giubbotto per lo più nero in pelle, con scritto il proprio nome sulla schiena.
Il primo che ho incontrato, un certo Jean Claude S come citava il suo giubbotto, non aveva una giap ma un nuovo Multistrada Ducati 1200R nero.
Quando mi ha visto arrivare da dietro, avvisato dai miei tromboni aperti, dopo avermi guardato in tutte le salse dagli specchietti per capire che moto stavo guidando, si è fatto affiancare incuriosito.
Lo vedo strabuzzare gl’occhi e accennare a un sorriso sarcastico mentre guarda i miei sandali di Chanel prima di scalare 2 marce e spalancare il gas per darmi una lezione.

VRAAAAAAAAAAA….WRAAAAAA…..WRAAAAAAA….
inserendo una marcia dietro l’altra il tipo sorpassa rischiosamente 3 auto.

Io non scalo nemmeno per paura di perdere i miei sandali e parto singhiozzando all’inseguimento del francese
WRAAA…SPLUT SPLUT…WRAAAAAAAAAA…SDENG SPLUT…..WRAAAAAAAAAA
lo raggiungo dopo un paio di km guidando con i piedi rattrappiti per non perdere i sandali.

Jean Claude S mi vede arrivare a bomba e comincia ad armeggiare con dei pulsanti.
Troppo tardi. Lo passo all’interno di una lunga curva a destra a cui segue un bel rettilineo, “ciao ciao” penso quando però vedo affiancarsi a me la moto del tipo a candela con lui aggrappato al manubrio che cerca correndo di risalire in sella.
“Merde la centraline c’est cassè…putain fottù….” lo sento urlare terrorizzato mentre perde uno stivale iseguendo la moto appeso al manubrio.
Zig zagando sempre in impennata, vedo il tipo andare a sbattere contro il cancello di una villa.
Non faccio a tempo a fermarmi che dal cancello escono due energumeni vestiti di nero che incominciano a prenderlo a calci in faccia inveendogli contro in russo
“???? ???????????? ????????? ????????? ?????? ???????!!! tu ne peu pas disturbè le matin compris adess? compris?” e giù botte.
Povero Jean Claude S, tradito da 20 mila euro di elettronica.
Sì, il mondo può davvero cambiare schiacciando un pulsante.
Uno dei due energumeni mi fa cenno di andare via minacciandomi dello stesso trattamento.
Proseguo cautamente con la paura di andare a sbattere contro il cancello di una delle numerose ville affacciate sul mare che costeggiano la corniche.
Inizia la discesa che porta al principato e mentre la sto percorrendo a passo tranquillo sento dietro di me il classico rumore di un motore a 2 tempi con i tromboncini aperti.
Guardo negli specchietti e vedo arrivare a palla un tipo sdraiato sul serbatoio con un casco a scodella e gl’occhialoni vintage che tengono fermo sul naso un foulard bianco svolazzante.
UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

Riesco a malapena a leggere sul serbatoio azzurro del mezzo MOTOBECANE che il tipo appeso ai semimanubri, mi sorpassa con una piede di fuori a mo di saluto vecchio stile.

Dietro, sul giubbotto di pelle la scritta C.LAVADO.

Cazzo non è LAVADO non è possibile!!!

Scalo 3 marce e parto all’inseguimento, ci metterò un attimo a raggiungere quel trabiccolo penso mentre lo vedo scomparire e riapparire tra una curva e l’altra davanti a me.

Niente di più sbagliato, LAVADO sa bene come sfruttare una MOTOBECANE sulla corniche.

UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE……UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE……UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE….. Carlos scala e mette le marce forsennatamente facendo torcere i vecchi ammortizzatori posteriori e fumare i grossi tamburi anteriori non riesco a guadagnare un metro mentre lo vedo far fare scintille alle pedane arretrate.

Ho già rischiato 2 traversi e comincio a perdere terreno, adesso vedo la sua sagoma sempre più piccola, sbiadita dal fumo azzurro degli scarichi.
UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee ueeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee ueeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Ormai nn sento neppure più il rumore della sua moto, è sparito, nn potrò più stringergli la mano.

Mi fermo ad un chiosco per bere qualcosa e togliermi dalla gola il gusto dell’olio di ricino.

“Un ICE TROPEZ ghiacciato”

“Oui monsieur….mais porquoi piange? Qualcosa que ne vas pas??”

Ma che ne sa questo paysan di Carlos Lavado?


giu 20 2010

la nuova arrivata

bobo blaster


giu 17 2010

Lo sputo al Mugello

bobo blaster


giu 11 2010

Test auto cinese

bobo blaster

nel we ho provato questa x una decina di km, prima di darvi le mie impressioni, giudichiamola a vista. alcuni dati tecnici: motore 4 cilindri di 1.100 cc alimentazione: ibrida (benza+metano) CV: non percepiti Freni: 4 dischi servo assistiti con abs cambio: manuale a 5 rapporti posti: 4 air bag: c’è la scritta sul volante e sul lato passeggero capacità baule: 4 kelly + 2 birkin e un bollitore iNutil ventilazione: aria condizionata univoca intrattenimento: radio ma nn testata ripresa: la prossima volta acellerazione: se la gioca con la renault diane prezzo ventilato: euro 11.500 su provinciale con pieno sigla e nome commerciale: xi’cin nien quaffo(quattro, iPard pronunciation quaffo) a voi il giudizio: 1) favolosa, impacchettala 2) fa cagare ma un ibrida a quel prezzo, yes! 3) è una smart 4 posti! figaaaaaaaaaaa 4) ma andate a cagare

ed ora le immagini

la prova.
” I doppi scarichi bassi ti caricano di adrenalina solo a guardarli, altro che smart brabus, e quando avvii il motore col pulsante da vera nascar, senti un lieve odore di benzina avio che ti inebria la mente per alcuni istanti catapultandoti in un mondo ignoto fatto di bandiere a scacchi e traiettorie mozzafiato.
Il rombo del plurifrazionato ad iniezione ibrida sembra avvisarti subito di non scaricare a terra tutti i cv di colpo ma di prendere confidenza con la vettura a poco a poco.
il cruscotto è essenziale da vera super car, senza tante smancerie che vanno tanto di moda adesso.
cerco la retromarcia,
crack…crack…crack…la frizzione rinforzata nn agevola l’inserimento a freddo.
CRETINO E’ NUOVA!!! mi urlano dai box.
finalmente, districandomi dai giornalisti esco dalla corsia che immette in pista.
crack…crack….inserisco la prima e mollo la frizione.
la prima cosa che vedo sono i miei occhiali da sole nuovi che volano via dal finestrino aperto.
crack crack seconda…
vengo schiacciato sullo schienale e la plastica di protezione mi si incolla sulla tuta ignifuga.
crack crack seconda…crack crack…terza, l’auto tende a patinare intraversandosi a destra e sinistra, devo mettere del mio per tenerla dritta.

Coglione è in rodaggio!! sento nell’interfono dall’ingegnere che segue la telemetria dai box.

crack metto la quarta, inizio ad aver dimestichezza col cambio.

non c’è tempo per controllare la velocità, in un attimo il lungo rettilineo finisce e sono già sotto il primo curvone.

freno invano e rischio di finire nella sabbia.

” imbecille, hai ancora i freni freddi!!! mi ricorda l’ingegnere.

rimedio con una doppietta e scalo 2 marce.

CRAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKK.

stacco l’interfono e percorro la variante in derapata mentre sento il controllo di trazione lavorare freneticamente per mantenere in assetto la vettura.

il caldo nell’abitacolo è straziante, inserisco il condizionatore pur sapendo che mi toglierà una manciata di cavalli.

FRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR un’ondata di aria caldo umida mi appanna la visiera del casco.

non è bello scartare i doppiati a quella velocità avvolti in una nebbia di vapore.

cerco il pulsante dei finestrini ma nn lo trovo.

in quinta piena sono attimi di panico anche se la velocità di punta nn è stata dichiarata le vibrazioni e l’urlo dell’ibrido ti danno l’idea di aver superato i settanta abbondantemente.

l’adrenalina è alle stelle ma adesso finalmente con i finestrini aperti la visuale è tornata perfetta e con la coda dell’occhio vedo il paesaggio intorno a me sfilare vorticosamente.

CRETINO!!! mi urla una mamma con la carrozzina.

IHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH….le gomme sembrano chiedere giustizia per la mia troppa pressione sul pedale dell’acelleratore.

davanti a me una Panda EST che zig zagando cerca di nn farsi prendere la scia.

CRACK 4a…CRACK 3a mi affianco alla Panda in staccata.

Ma vaffanculo imbecille! mi urla il pilota della fiat dai capelli bianchi.

IHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH….lo passo ai 50 metri con una staccata fuori dall’ordinario.

SBRANG il bottiglione di vino che l’ingegnere aveva dimenticato sul sedile dietro sfonda la plancia del passeggero e fa entrare in azione un airbag.

il pallone protettivo grande quanto una bubble gum si gonfia in un attimo ma poi esplode in mille pezzi appiccicosi che s’incollano ovunque.

rientro nella corsia dei box.

crack…crack …crack… metto in folle, scendo dall’auto e corro verso l’uscita del circuito inseguito dai meccanici.

scavalco le reti e riesco a dileguarmi nella boscaglia.

in lontananza l’eco delle urla di rabbia dell’ingegnere rimasto senza Lambruscone.


giu 8 2010

Il vecchio e lo sportello

Rocket68

Questa mattina vado al centro commerciale a fare un po di spesa …lunedi mattina , presto parcheggio semivuoto.
Io finisco di caricare i sacchetti in macchina e mi avvio a posare il carrello , lascio lo sportello aperto ” tanto non do fastidio ” ho pensato .
Con la coda dell’occhio vedo un auto avvicinarsi , con un vecchio alla guida ..mi volto lo guardo , guardo lo sportello , e penso ” stai a vedere che con tutto lo spazio che c’è si viene a posteggiare accanto a me , e che lo portiera gli da fastidio”
Infatti dopo qualche momento e considerazione su dove fermarsi il vecchio decide …..si proprio li vicino , la manovra gli viene anche un pelo difficoltosa , visto che sembra litigato con lo sterzo .
Io osservo tutto da lontano ,mi avvicino e lui mi guarda stizzito e mi fa cenno verso lo sportello …certo ha ragione, non c’era spazio dove parcheggiare……… ma va va !!!!!

Quando elimini ogni più plausibile opzione …l’impossibile sarà l’unica soluzione possibile


giu 4 2010

Alfio Corvara

bobo blaster

Si chiama Alfio, ma non è italiano, è della virginia e non ha fissa dimora, si sposta in continuazione sul suo camper spesso inseguito dai residenti di qualche paesino di confine dopo essersi accorti che alfio non si limita a svolgere semplici lavoretti di campagna per pochi dollari ma, al contrario, di lavoretti alle donne ne fa parecchi sul comodo divano di pelle del suo camper facendosi pagare molto di più.

L’ultima l’ha combinata a Broken Bow, vicino a Nashville in Arkansas, mettendo in cinta la giovane moglie del predicatore del paese e quelle dello sceriffo e del padrone dell’emporio, ma non solo, sembra che per accarezzare e succhiare il gingillone di alfio, tutti i giorni c’era sempre una gran fila di donne.
Questi strani movimenti sono stati notati da alcuni rangers a cavallo che hanno avvertito lo sceriffo scatenando la più grande caccia all’uomo dello stato dai tempi di Dillinger.

da broken Bow, per ora è tutto…

Continue reading


mag 25 2010

Ma pecchè, pecchè?

bobo blaster

Dopo essermi rifocillato dal Tacco, decido di andare a vedere dal verniciatore a che punto è con la Mondial.
Durante il tragitto son stato bersagliato da mosconi così irritanti che mio malgrado ho dovuto schiacciare.
Come il primo, un moscone con una lacoste(?) rosa che ronzava come un forsennato appena mi ha visto arrivare da dietro grazie ai suoi grandi occhi esagonali.
Il rumore ciofetico del marmittone assai più grande del suo spooterone avrebbe irritato anche ecclestone con le cuffie.
Il casco nero momo designe oscillava in continuazione da destra a sinistra benchè nn facesse il minimo scarto per districarsi dall’autobus e le 2 auto che da più di un semaforo lo facevano proseguire a scatti assordanti.
Siccome normalmente do la chance a chi mi procede, sono stato bello quieto per alcuni minuti finchè capito lo spiraglio che si sarebbe aperto nel giro di qlc secondo, apro il gas per togliermi di torno.
E invece no! Quando sono praticamente con l’anteriore a fianco del suo marmittone, mi rendo conto che anche lui ha capito da che parte passare.
lo lascio fare xchè lui nn s’immaginava neppure quanto gli fossi vicino e mi sembrava troppo sporca; tanto dopo ci sono 200 mt liberi e me lo tolgo dalle palle lì, in modo pulito.
Macchè!!! Il moscone fa lo spocchioso e invece di darmi strada, apre a manetta e se ne sta sulla corsia di sorpasso.
Colto di sorpresa, non riesco a superarlo in modo pulito.
Davanti c’è la coda di auto che procedono parallele, se arriva prima lui, non me ne libero più per altri 3 semafori.
Beh, vediamo quando frena…
Lo vedo chiedersi “ma dove cazzo è finito quello con la bmw? era sulla sx….no è a destra…ma nn c’è neppure a destra, dov’è adesso??”
ed ecco che fa l’errore: gira la testa per capirci qualcosa e si trova con il mio casco a 3 dita dai peli del suo avambraccio sinistro che immediatamente gli si rizzano come la pelle d’oca che gli vedo sul braccio mentre un pò di traverso per via della scalata col cardano, gli passo davanti in mezzo alla coda di auto.

SDENG…CRACK…SDENG…

Guardo dallo specchietto: una la lacoste rosa si sta rialzando agitando un braccio per il bruciore, mentre l’altro lo sorregge con la mano all’altezza de gomito…
SBUZZIATURA AHi AHI???

Ma moscone, perchè ti giri se hai gli occhi esagonali??

Gli altri, non sono neanche stato li a pormi il problema, SCIAFF e morta lì, così nessuno si è sbucciato.

Eppoi, uno col casco così se avessi uno spooterone, starei skiazzato :D :D :D


mag 24 2010

adozioni a distanza

bobo blaster

stasera, una mail dal mozambico dove ho adottato una bimba 2 mesi fa.
voi che fareste? :roll: :roll:

Caro pai adotivo, sua filha precisa un apparecchio dentes aqui nos custos Moçambique 300 mil dólares.
Notar que, se você não enviar imediatamente o dinheiro sua filha vai ser dado para alimentar os crocodilos.

O diretor de la Escola

Padre Afonso Edmundo Carlos

mira la foto de los dentes, està urgiente y dolente por la nina!!


mag 24 2010

Tra un tornante e l’altro

bobo blaster

Me lo ritrovo sulla destra fermo sul ciglio della strada piegato in due con le mani sullo stomaco.
Inchiodo per prestargli soccorso.
La moto per terra, non pare danneggiata, sembra un kawa vecchiotto, anche lui è tutto verde come la tuta e la moto, a vomita pezzi di panino al formaggio, i pantaloni della tuta e le mutande sono calate fino alle caviglie, una lunga scia di escrementi liquidi portano ad un cespuglio vicino.
A terra 2 pepsi cola vuote.
” Ero sudato e ho bevuto delle bibite ghiacciate del chiosco laggiù…” biascica a stento prima di saltellare scomparendo dietro il cespuglio…

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

Gli rimetto la moto sul cavalletto.