feb 6 2010

Messaggio subliminale

titoi d.c.

Stamattina, come tutti i sabati mattina vado dalla Rita, la mia panettiera di Borgo Santa Caterina. Siamo amici, molto amici da tempo. E’ una MILF. La conosco perchè mia sorella teneva suo figlio all’asilo. Sovente ci scambiamo CD e DVD. Stamattina però, soli in panetteria, mi ha raccontato che ieri sera, tutta sola in casa, ha messo nel lettore DVD un film horror che gli ha prestato un cliente/spasimante. Ma dopo pochi minuti si è stufata, era un filmaccio. Allora si è messa su GOLA PROFONDA. Con Linda Lovelace. Anno domini 1972. Mi racconta la trama. Sono uscito dal negozio con il leggerissimo dubbio che sotto sotto ci fosse un messaggio subliminale…..


gen 27 2010

Gli Apanati

bobo blaster

Gli Apanati, sono una folta tribù di automobilisti perseguitati dal vapore acqueo.
Solitamente gli Apanati sono costretti a procedere lentamente con la freccia di sinistra sempre accesa nell’eventualità di un sorpasso che non porteranno mai a termine, bloccati dal terrore di essere schiacciati da un autoarticolato.
Se si vuole incontrare un gran numero di Apanati, è preferibile farlo la mattina presto o la sera quando il riscaldamento delle loro auto è a manetta, tuttavia non è facile vederli a causa dei vetri completamente oscurati dal vapore acqueo.
Solamente quelli muniti di un’auto con deflettore, si potranno intravedere giusto per qualche secondo, ma ormai è sempre più raro incontrarne uno.
Estate o inverno, giorno o notte, basta un’eccessiva escursione termica tra la temperatura interna dell’auto e quella esterna che per l’Apanato non c’è scampo, in pochi secondi si potranno vedere i finestrini della sua auto appannarsi velocemente dal basso verso l’alto finchè si oscureranno totalmente, solo a quel punto l’Apanato tirerà giù il finestrino pur sapendo che sarà solo questione di attimi prima che il vapore acqueo riprenda il sopravvento e vano sarà ogni suo tentativo di impedirlo.
Si pensava che grazie alla tecnologia dei nuovi climatizzatori, gli Apanati potessero scomparire ma, purtroppo, anche sulla modalità “automatic”, gli Apanati riescono sempre manipolando a vanvera i comandi delle ventole, a produrre magicamente la quantità di vapore acqueo necessaria per appannare tutti i vetri in pochi istanti.
Ci sono quelli con i capelli svolazzanti dalle ventole e quelli col passamontagna e la sciarpa per proteggersi dal gelo, ma il risultato non cambia, tutti hanno i vetri oscurati e l’eterna freccia a sinistra.
Gli Apanati più intraprendenti puliscono con movimenti circolari il loro vetro laterale ma ai più basta pulire con un guanto il proprio lato di parabrezza, rassegnati a non vedere un cazzo.
Si dice che fin dai primi impianti di riscaldamento per auto, gli Apanati si siano subito trovati in difficoltà con le levette sfumate di rosso e di blu e, dato che non riuscivano a capire come funzionassero, decisero di convivere col vapore acqueo.
Oggi gli Apanati, invece di diminuire, sembrano aumentare di anno in anno, colpa della tecnologia, dell’innovativa climatizzazione separata, davanti e dietro, destra e sinistra: un rebus irresolvibile.


gen 25 2010

Ode alla pellicola

kowalski

La cara vecchia pellicola, quella che mi forzava a imparare per non buttare via gli scatti, che costavano, mica come adesso, che scatti, guardi e decidi di tenere o scattare di nuovo, oppure se hai tanta memoria tieni tutto e guardi dopo sul computer.
Dovevi essere bravo a prevedere le reazioni della pellicola, all’esposizione scelta, a guardare bene la provenienza della luce, a tenere la mano ferma, a comporre la foto prima nell’occhio poi nel mirino.

Quando si portava il rullino al negozio, si aspettava uno o anche due-tre giorni, se era periodo di vacanza, per vedere i risultati della tua immaginazione.
Il fatto era che le stampe costavano sempre un botto e c’era chi come me faceva largo uso di diapositive, a cui seguiva il rito della proiezione in compagnia degli amici fotoamatori, con i quali si commentavano gli scatti e si passavano i pomeriggi, invece di studiare. Continue reading


gen 12 2010

Un dritto alla esse lunga

bobo blaster

Mi aveva appena sfilato toccandomi leggermente all’interno.
Non l’avevo visto arrivare da dietro, eppure era stracarico di wurstel wolevù.
Conosco bene i piloti della wolevù, sono velocissimi nei corridoi dei salumi ma dei veri cipressi nelle corsie delle verdure, è li che solitamente li doppio.
Restituisco con gli interessi al pilota sudamericano della wulevù la toccata con una secca sportellata che spaventa il bambino incautamente in piedi sul carrello stracolmo di wurstel e fagioli.
Calmare un bimbo sudamericano quando il suo lecca lecca è finito sotto il banco dei formaggi è un casino, specialmente se il bambino vede la mamma cadere con l’olio in mano mentre accorre spaventata dal suo pianto isterico.
Questo col cazzo che adesso arriva alla cassa prima di me.
Ma ho ancora davanti a me 2 piloti velocissimi: il balcano Vuncic e il famoso Mimmo Spataro di veduggio.
Vuncic ha già effettuato l’ultima sosta, è stracarico di burro Lurpack, il suo carrello è così pesante e unto che per andare dritto dev’essere tenuto su un fianco anche dalla moglie che crista dalla difficoltà nel farlo a causa degli stivaloni leopardati dal tacco 18.
Li vedo puntare la cassa che si sta liberando in fondo all’ultimo rettilineo, davanti ha solo mimmo spataro con la suocera che è un paracarro e la moglie con le ciabatte sformate che le rallentano l’andatura già claudicante per l’eccessivo sovrapeso da cipolline sott’olio Polli e noccioline Giffoni.
Accelero tutto, o la va o la spacca.
La fortuna mi assiste, un tacco della donna di Vuncic si spezza e dopo incomprensibili bestemmie i 2 son costretti al ritiro.
Non riesco però a passare lo Spataro pilota del team Polli-Giffoni che arriva alla cassa prima di me.
I controlli sono lunghissimi i commissari sono severissimi, la moglie del pilota vincitore è costretta ad andare a bordo delle sue ciabattone sformate su e giù per i lunghissimi rettilinei dei sott’olio per recuperare innumerevoli codici a barre della linea Giffoni famiglia.
Finalmente la signora con le calcagna ormai sanguinolente riesce a portare a termine le operazioni di controllo.
E’ passata quasi mezz’ora tra recuperi vari, prodotti dimenticati, prodotti contestati, scarti.
Alla fine hanno riempito 250 sacchetti(portati da casa) per un peso superiore alla tonnellata.
Dopo aver esibito 4/5 tessere presentano il conto ai vincitori:
12 euro e cinquanta.
Tocca a me, ho un quarto della loro merce, nessuna tessera e tra le bestemmie di quelli dopo di me, impiego il doppio del loro tempo per caricare la roba che ho comprato.
Mi presentano il conto: 185 euro.
Fuori, il nigger di turno mi scherma 2 euro per “aiutarmi” a caricare la macchina.
Mi metto al volante e, con raccapriccio, vedo appoggiato sul cofano della macchina appena lavata, un grosso sacchetto bisunto di Gamberi Atlantico Pescanova che 2 marocchini ubriachi di Sangria Roqueta si stanno magiando crudi.
Metto rabbiosamente la retromarcia cozzando pesantemente su un panettone di cemento senza che gli avvisatori acustici facciano in tempo ad avvisarmi prima di spegnersi per sempre con un rantolio elettronico.
Grondante di sudore nonostante il freddo, sgommo via perdendo la sigaretta tra i sedili di pelle.


gen 11 2010

Backyard extreme riding

kowalski

Ho voluto la bicicletta, e mo’ mi tocca pedalare.
In realtà non l’ho voluta io, me l’ha praticamente imposta la Dottoressa Viviani dell’Ospedale Maggiore Niguarda, colei che mi ha fatto il check up in vista di un’operazione chirurgica che ho subito tre mesi fa.
” Signor Kowalski, lei per ora sta bene, ma nelle sue analisi si vedono chiari i segnali di una persona non più giovane e sovrappeso, se non inizia a fare attività fisica regolare, in capo a quattro/cinque anni, comincerà col dover prendere pastiglie per la pressione, poi per il cuore, poi per il fegato, il mal di schiena… ”
“Ok ok ok… ho capito dottoressa, mi risparmi il triste percorso del crepuscolo della mia vita”
Buona la Viviani, una MILF di rango, magra, bionda, due occhi azzurri spietati, coronati da bellissime rughe, probabile regalo di nottate passate in Pronto Soccorso a salvare vite umane; il camice sterile e immacolato presenta un casto ma autorevole rigonfiamento a livello toracico.
Lava sotto la cenere…
Immediatamente i suoi consigli hanno fatto breccia nel mio cuore.
Allora…perdere peso, attività fisica… uhm, scarto a priori la palestra di body building, ne ho frequentate in un’altra vita, puzzano di sudore chimico da diete improbabili, condite da steroidi anabolizzanti, da dare il voltastomaco; ci sarebbero le arti marziali, anche quelle le ho praticate un paio di vite fa, puzza di piedi, nasi rotti e disciplina militare: non ci siamo neanche qui.
Nel frattempo mi capita per le mani un libro di tre pazzi che a fine anni ‘90 si fanno in bicicletta da Trieste a Istanbul, oltre duemila km attraverso i Balcani martoriati da una guerra appena terminata, in rotta verso lo Stargate dell’Islam.
Folgorato sulla via per Istanbul.
Ho deciso, mi compro la bici.
Andare per strada in bici lo ritengo troppo pericoloso, poi da motociclista ho un odio viscerale verso i ciclisti, sempre in mezzo ai coglioni, te li trovi normalmente affiancati in gruppo a trenta all’ora dietro alla curva che tu fai a ottanta, riesci compiendo un miracolo ad evitare una strage, gli suoni e loro ti rispondono cantandoti un coro di vaffanculo.
Rimane la mountain bike, che essendo io amante della montagna, della solitudine, del silenzio, mi appare come l’unica scelta sensata.
Mi metto subito alla ricerca del mezzo, rimanendo inorridito dai prezzi da capogiro delle biciclette, conseguenza naturale dell’evoluzione dei materiali e dei componenti.
Inevitabilmente mi rivolgo al mercato dell’usato, dove grazie ai preziosi consigli di amici già praticanti dello sport, riesco a orientarmi nella intricata selva delle offerte di mercato.
Allora… l’ho voluta, l’ho cercata, l’ho inseguita e alla fine l’ho trovata. Una bella Mountain Bike, full suspended, usata ma tenuta bene, come diceva Luca Carboni.
E mo’ mi tocca pedalare.

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gen 9 2010

Rosarno, Alabama

bobo blaster

Nigger caga sullo zerbino del caporale Alfio Zafferano.
La guerra dei penultimi sugli ultimi: la prova che il razzismo è la rivincita dell’ignoranza.
Meno male che ci sono i saldi, l’oppio degli sconfitti.
Avanti così italians :mrgreen: :mrgreen:

Alfio Zafferano alla vista del nigger che gli caga sullo zerbino (Ansia)

il caporale Alfio Zafferano


dic 25 2009

Un giorno…

bobo blaster

Sì, dev’essere proprio così!! Anch’io un giorno diventerò famoso come Valentino Rossi, me lo dicono sempre gli amici quando mi vedono parcheggiare e pulire i motorini dei clienti. “Sei il più bravo Raji, il migliore di mumbai!!” mi urlano vedendomi sfrecciare zig zagando a velocità folle tra una miriade di camioncini, risciò e autobus per andare a far benzina al motorino del postino o del venditore di bibite.
Spesso dopo aver fatto benzina non torno immediatamente e ne approfitto per fare un giretto nel quartiere e andare a farmi vedere da Ajia, la bambina più bella della città che, quando sarò campione, sposerò. Mi piacerebbe andare fino in centro, magari sul lungomare, ma la polizia mi fermerebbe, sono ancora troppo minuto per sembrare grande e perderei il lavoro.
Sono felice del mio lavoro, sono molto più fortunato della maggior parte dei miei amici che vendono statuette ai turisti o l’elemosina agli incroci, almeno io mi posso allenare per diventare campione, ormai son capace di andare senza mani e far derapare la gomma dietro quando non mi vedono i clienti. Eppoi riesco sempre ad addormentarmi al caldo la sera quando faccio la guardia al motorino del capo stazione del mio quartiere. Dopo averlo parcheggiato col motore ancora bollente mi rannicchio contro il muro e il profumo della benzina mi aiuta ad immaginare i miei prossimi grand prix. Ecco, anche questo natale è passato.


dic 24 2009

BUON NATALE NASTY DONKEYS

bobo blaster

BUON NATALE A TUTTI NOI ANCHE SE DI SOLITO I NASTY NON HANNO DEI BUONI NATALE , MA SE NE FREGANO, L’OBBLIGO DEL BEL NATALE LO LASCIANO AI BAMBINI.

LA VITA E’ DURA, NON PEGGIORAMOLA SPRECANDO ENERGIE PER CHI NON SE LA MERITA, GODIAMOCELA FINCHE’ IL CUORE BATTE PIU’ FORTE A 270 ALL’ORA O ALLA VISTA DI UNA BELLA FEMMINA.

SE MAOMETTO VA ALLA MONTAGNA, NOI SI VA AL MARE


nov 23 2009

Baby Nasty Donkey

bobo blaster

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nov 21 2009

Splatter

Rocket68

Punti di sutura

Come ogni cosa anche gli incidenti sono ciclici , cioè ogni tot di tempo tocca a tutti assaggiare l’asfalto , non fosse per altro di non dimenticare il gusto .
Questo giro ho fatto il botto centrando una vecchia Panda, il ragazzo che guidava ha pensato bene di svoltare sulla sua sinistra cosi io gli sono entrato nel finestrino.
Volo di rito e mi ritrovo qualche metro più in là sotto la moto , che già bestemmiavo anche perchè le mie mani erano piene di sangue e non capivo da dove veniva .
Mi rialzo capisco che i danni miei e della moto sono relativamente limitati e mi rivolgo al ragazzo che guidava ( che non si era fatto niente) che era più scosso di me .
Per tranquillizzarlo gli inizio a battere la mano piena di sangue sulla spalla,” Stai tranquillo amico che tutto si sistema , non è successo niente” dopo la quarta pacca sulla spalla con la mano ferita lo guardo un pò cosi, miiiiiii sembrava un personaggio di un film splatter dove il sangue sgorga copioso .
Quelli del 118 stavano per portare via lui :-)


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