mar 5 2010

E se lei spruzza?

bobo blaster

Ieri sera,dopo una settimana di corteggiamenti ed uscite varie, finalmente Lei accetta di venire a casa mia a bere qualcosa. Eccitatissimo, seguo il vecchio consiglio di masturbarmi prima che lei arrivi per evitare di eiaculare troppo in fretta.
Quando suona il campanello e vado ad aprire la porta, me la vedo comparire in mini inguinale di trucidex e mini toppino che mette in mostra un ombelichino capriccioso impreziosito da un piercing di brillantini. Rimango qualche istante immobile come un deficiente a guardare quel musetto da cerbiatta su quel corpicino da urlo e poi la faccio accomodare sul divano.
Metto un pò di musica, parliamo un pò e poi la bacio cominciando ad accarezzarle i seni.
Ci trasciniamo seminudi sul letto dove la penetro con forza e a lungo finchè lei mi urla “SPRUZZO; SPRUZZO” e decido di lasciarmi finalmente andare anch’io.
Mentre vengo, lo tiro fuori e mi accorgo che mentre a me erano fuoriuscite poche gocce, lei spruzzava dalla vagina fiotti di sperma caldi che mi inondavano le gambe.
Ma è normale? Non avevo mai visto spruzzi simili da una donna.

Grazie in anticipo per le risposte.

Aronne


mar 4 2010

Fly Robin Fly

bobo blaster

Fly Robin Fly


mar 3 2010

L’ABBRUCIATA

bobo blaster

per fare la bruciata vera, quella bella bella che mette a tacere diecine di auto in una manciata di secondi, bisogna usare alcuni accorgimenti di tipo tecnico e di tipo tattico.

sì, ma che minchia è la bruciata?

beh, innanzi tutto si fa con le auto, e solitamente nelle città per cercare di essere sempre in pul position al semaforo successivo.

ovvio che se non hai urgenze, non la si fa, o al massimo viene accennata se quello davanti ha il cappello e due lenti così e tu non hai nel cruscotto una pistola.

bene, allora quando si decide di farla, è inportantissimo l’approccio;
con la coda a tre file che hai davanti che t’impedisce, con il suo flusso lento eternamente parallelo, di guadagnare posizioni ancorchè, e questo t’innervosisce maggiormente, sei consapevole che se solo riuscissi a passare quella dozzina di auto davanti che avanzano in parata come carri armati, avresti davanti tutto un rettilineo deserto che ti porterebbe in qualche secondo a raggiungere le retrovie delle auto ferme al semaforo successivo, dove potrai fare un’altra bruciata e così via fintanto sia necessario…

la tattica:

arrivare sempre piano per non dar nell’occhio, ricordarsi quando ci si affianca ad un’altra auto, di non guardare mai il guidatore. bisogna assolutamente farlo prima, attraverso il lunotto ed i vetri laterali posteriori cercando di capire dall’età e dall’auto, se potrà cercare di opporre un’inutile resistenza o meno.
è altrettanto ovvio che dovrete analizzare sempre nell’approccio, che anche per questo motivo, si deve fare piano e silenzioso, tutte le altre auto: la loro posizione, il modello e se ce la fate, anche i guidatori.
dato che è quasi sempre difficile poter fare la bruciata subito dal primo semaforo, l’approccio serve più che altro a rassicurare i tuoi vicini.
Mai farti notare da quelli più avanti che sono solitamente i paracarri più prepotenti e invece studiare le loro partenze e stile di guida fino al semaforo successivo cercando di eliminarne il più possibile con una guida corretta e pulitissima con le frecce per dar l’inpressione del rilassato ed arrivare al semaforo decisivo almeno in 3a, massimo 4 fila; nel frattempo dovrai aver rilevato ed analizzato anche il comportamento di quelle che ti troverai ancora in pur position e forse j’hanno sgamato

la tecnica:

la prima regola è lasciare almeno un paio di metri tra te e chi ti precede, questa tra l’altro dev’essere una regola fissa per ogni pilota esperto: quando vi fermate per qualsiasi motivo dietro un’auto in coda, lasciaye sempre lo spazio per poterla scartare e togliersela dalle palle se s’incasina.
questa regola inportantissima è normalmente disattesa dal 90% dei guidatori che invece di effettuare sempre questo fondamentale accorgimento, preferiscono per esempio allargare esageratamente l’entrata delle curve perchè pare, che la leggenda metropolitana inponga di farle così per guidare bene (le donne sono maestre in questa manovra, l’unica che fanno senpre!!)
   
dunque, eravamo rimasti con il consilio di lasiare senpre qualche metro tra sè e quello che ci precede in modo da verificare anche se s’avvererà il conportamento di guida degl’altri conducenti che avevamo tenuto d’occhio in precedenza.

prima che scatti il verde, assicurarsi nuovamente di avere la prima marcia inserita 

giallo al semaforo per chi c’incrocia…..mi preparo col piedino e ricontrollo le varie posizioni….

VERDE

mai partire subito, non è un GP, è la bruciata, gl’altri manco s’immaginano che tu al prossimo semaforo sarai in pur position al posto loro che sono 3/4 d’ora che fanno a sportellate per mantenerla 

le auto come previsto si sgranano proprio mentre dietro di te incominciavano a strombazzare.

adesso hai una manciata di secondi per arrivare in testa prima che gli spazi creati dalla sgranatura delle partenze si riconpattino nella solita andatura parallela invalicabile.

in questi secondi TUTTO è permesso, a condizione che tu metta le freccie ogni volta che ti sposterai, non inporta se dalla corsia di sorpasso ti porterai all’estrema destra della strada per ritornare sulla sinistra dopo qualche decimo di secondo!! nessuno sa durante la bruciata, dove alla fine degli spostamenti uscirà: se a dx sa solo che sarà davanti a tutti e le freccie, gli serviranno per non prendere un sacco di legniate al semaforo successivo 

la bruciata può essere fatta con qualsiasi auto meno che con la 2 cavalli 

più l’auto sarà vistosa, più cercheranno di farti fallire.

buon divertimento

bobo blaster


mar 2 2010

urlaz et biankeggia il mare

bobo blaster


mar 2 2010

Nasty Shanka

bobo blaster

detto ” o’ straccio’


mar 1 2010

Regole, cavilli, democrazia

bobo blaster

Loro se ne fottono dell’aria fritta che sentono in giro, delle regole scritte male, della democrazia per pochi, loro…

Votano per loro stessi.

Parlano per loro stessi.

Ascoltano loro stessi.

Rispettano le loro regole.

Non hanno l’impunità.

Neppure l’impedimento.

Neanche i cavilli.

Un tempo però avevano i cavalli.

Oggi hanno solo 2 pistole.

Finte.


feb 28 2010

La staccattona

bobo blaster

Un lap a monza con il Presidente


feb 18 2010

Braccato da un samurai

titoi d.c.

Finita la storia del casco partiamo per Casola, dove speriamo di arrivare in tempo per la MOTOGP. Sono 9 km dritti e 12 km di Cisa. Ovviamente faccio strada io, e la presenza del buon Kowalski alle ns spalle con i frigobar appesi alla ST mi fa propendere per tenere un passo tranquillo, insomma le classiche due pieghe fra amici. Avere bobo alle spalle è un tremore continuo, guidi costantemente in fibrillazione. A lui non importa che la strada sia sconosciuta, a lui importa di BRACCARTI, PEDINARTI. E lo fa in un modo che incute timore e tensione. La regola per lui è quella di allineare il proprio perno ruotas anteriore sx al tuo perno ruota posteriore destro. Questo anche a costo di verificare la tenuta sulle margherite dei Dunlop Qualifier. A Ozzano Taro per questo motivo ha rischiato di andare in tabaccheria a prendere le sigarette con tutta la moto. Quindi normalmente visionando lo specchio dx ti trovi gli occhi insanguinolenti di bobo ingobbito nel cupolino. L’ansia comincia a venirti quando iniziano le curve. Quando esci lo cerchi non lo trovi più negli specchi, e l’istinto ti porta a chiederti se possa avere avuto un problema. Ma non è così. Lui è come i gemelli Derrick nel cartone animato di Shingo Tamai, quelli che non sapevi se erano uno o due. Lui o sparisce o si sdoppia. Guardi a destra e invece è a 40 cm a sx. Guardi a sx e lui è a dx. Un’ansia costante. L’esperienza più bella sono i tornanti. Io, che conosco la strada a menadito, dentro di me penso di fargli vedere dove mettere le ruote, anche perchè la strada è messa malino. Ma lui non ha bisogno di tutto ciò. Lui il tornante lo allarga a filo carreggiata, butta giù l’MV e ti ricompare all’interno in uscita, con le valvole radiali che ti urlano nel casco. Non è una sfida, ma un avvertimento. Anzi una tutela per te, poi ho capito il motivo. La curva dopo sparisce ancora dagli specchi, e il tornante successivo hai ancora il suo Qualifier nel padiglione auricolare.

Poco dopo arrivati, davanti agli insaccati, al formaggino e al rosso gli chiedo:

- bobo, ma che bisogno hai di braccarmi in quel modo all’interno? Se mi succede qualcosa mi sei addosso in un attimo!Stiamo andando tranquilli….

- Io lo faccio per te. Se perdi l’anteriore io ti entro nella fiancata risollevandoti ed evitandoti la caduta

Un vero amico.


feb 18 2010

S’è fumato tutte le siepi

titoi d.c.

Gli accordi con Bobo erano: a sx al casello di Fornovo prendiamo il caffè poi si va a Varano. Preciso arrivo al bar verso Varano, apro il cell, trovo 5 chiamate di bobo. Era al bar a DESTRA. Vabbè. Cominciamo bene. “E Kowalski?” “E’ già là, era stufo di aspettare”. Mah… Facciamo gli 8 km che ci separano da Varano, arriviamo in circuito e parcheggiamo.

Secondo dramma: povca tvoia non va il bloccadisco!
In sostanza l’aver depositato il bloccadisco nel sottosella dell’MV ha fuso la parte in plastica, rendendolo inutilizzabile. Ma questo lo si è saputo dopo, ossia dopo che mi ha fatto tirare fuori la trousse degli attrezzi della Speed per cercare di sistemarlo. Ovviamente essendo bollente si è pure scottato. Poi dopo aver appurato che non si poteva utilizzare, gli è venuto in mente che l’MV ha il bloccasterzo. Bene. Moto chiusa, possiamo andare. E per due orette abbiamo guardato le vecchiette.

Terzo dramma: “Vacca boia il casco in tvibuna!
Succede che, dopo la parata dei campioni, io kowa e il blaster ci appropinquiamo alle motorelle per andare a cibarci. Ma la visione di Kent Andersson incartapecorito e di Carlos Lavado con la badante lo manda in estasi fotografica. Scena: Kowa tienimi il casco che vado a fare le foto. Va a fare le foto, kowalski va verso l’uscita, dopo 5 min il blaster torna da me e mi fa: c…o IL CASCO!!!! L’HO LASCIATO IN TVIBUNA!!!!!!!!!! Corre in un nanosecondo le scale, io lo guardo sparire basito, mentre da tergo mi appare kowalski con due caschi in mano. Telefonata dai contenuti irripetibili e problema risolto.


feb 17 2010

L’appuntamento

kowalski

Andare in giro una giornata col blaster è ugualmente divertente e stancante, in quanto Bobo è l’espressione motociclistica del Dadaismo.

“Allora domani appuntamento alle dieci casello melegnano col pieno fatto ok ok ok ciao”.

Alle dieci e venti mi erano passate davanti tutte le marche dell’annuario Motociclismo, compresa la Hyosung, ma MV niente…

Dieci e ventidue, al casello c’è una moto rossa che è circa tre minuti che sta prendendo il biglietto, non può essere che il nostro eroe futurista.

E’ in ritardo perche doveva caricare le batterie della Nikon che gli avevo chiesto di portare.

Hai fatto almeno il pieno? Sìssì, ieri sera, ok partiamo.

Siamo in ritardo, ma le dieci di mattina per un artista del suo rango, è il massimo che si può chiedere; fosse stato per me sarei già a Varano da due ore, per assaporare il risveglio del paddock, ma lasciamo perdere…

Parto davanti io, per punirlo del ritardo, lui si sta ancora infilando il casco, vienimi a prendere, che tanto vado piano .

Appena vedo il puntino rosso che si ingrandisce nel retrovisore apro tutto l’apribile, 210, 220, 230, 240… guardo dietro, niente più puntino rosso… possibile, il blaster che non raccoglie…?
Mi sposto verso la corsia centrale, passo in mezzo a due macchine al doppio della loro velocità, riguardo lo specchietto, mi appare Bobo Blaster in Full Screen.
Era a non più di quaranta centimetri dalla mia ruota… poi mi supera in un latrato di RG 3 assolutamente “not for road use”.
Si era nascosto come un ninja,è sempre così, quando vai in giro col Blaster, lui non ti segue, ti bracca. SI MUOVE FRA LE ZONE D’OMBRA DEI TUOI SPECCHIETTI, NASCONDENDOSI ALLA VISTA DEL PROPRIO NEMICO.
A Fiorenzuola, mi passa facendomi il segnale col pollice verso, tipico di chi deve fare benzina.
Entriamo nell’area di servizio, io mi faccio da parte, oltre le pompe di benzina, vedo che lui mi segue.
Mi levo il casco.
Ma non dovevi fare benza?
No, volevo fumare una sigaretta .

Non puoi strangolare un tuo amico per così poco, ma il pensiero, per un attimo ce l’ho avuto, lo confesso. Il segnale della benzina sarebbe stata l’unica cosa che mi avrebbe fatto fermare e quindi perdere tempo, e il nostro Marinetti delle due ruote lo sapeva bene…

Arriviamo a Fornovo in anticipo di mezz’ora sulla tabella di marcia, nonostante la partenza in ritardo e la sosta inutile. Spero che la mia teoria sul Tutor sia valida, altrimenti dovrò emigrare in Brasile…
Casello, il blaster, davanti a me, per tre minuti si incarna nella Dea Kali e mi regala uno spettacolo teatrale diviso in due tempi:
Primo tempo: “La Dea Kali alla ricerca del biglietto” durata un minuto.
Secondo tempo: La Dea Kali alla ricerca del portafogli” durata due minuti.
Rimasi talmente incantato da tutto quel soave roteare di mani, da dimenticarmi di preparare a mia volta biglietto e soldi, causando probabilmente una crisi di nervi all’auto che seguiva dietro .