apr 20 2009

RENOLTTONE

bobo blaster

domenica mattina h 8,45, alzo del tutto la tapparella ed invece di essere accecato dal sole come predetto dal corriere della sera, una leggera pioggerellina primaverile scende da un cielo grigio preoccupatamente uniforme, senza nuvoloni da passeggero temporalone stagionale.
inzomma, sti cazzi.
merda, avevo pure la supergomma pirelli corsa diabblo III nuova di pacca, quelle con dentro il lattice di Afef, mi aveva assicurato il gommista, ” con le diabblo trimescola puoi…”

“…prendere una facciata al t-day e finire al pronto soccorso di fornovo dove una sedicente dottoressa russa alta 1,82 e con jeans attillati che ti siringa la testa per tirar fuori l’aria dal ematoma che ti sei fatto sull’ asfalto umido di pioggia” penso, sogghignando tra me e me…”le conosco già, ottime”

trascinandomi incazzato verso la cucina a piedi nudi, tanto per fare incazzare mia moglie, vedo attraverso i vetri della sala che dalla parte delle montagne è chiaro, se è chiaro laggiù, mi dico con ottimismo, fra un paio di ore esce il sole.

paraponziponzipò, checculo checciò 8)

prendo la tuta più leggera, sotto solo una t-shirt e il paraschiena, guanti e casco “BELL” LA LI che mi si scolla tutto, in carbonio vero però, leggerrrissimo anche con tutti pezzi, figguriamoci ora.

già che ci sono rabbocco l’olio dello speed, stando ferma giorni sul cavalletto laterale, mi sgocciola dalla parte sx, nn ci faccio molto caso, è giusto così.

appoggio zanna bianca al muro per tenerla dritta e guardo la spia sotto il carter : 0

appoggiandola su un fianco appena appena….. azz ci andrà almeno mezzo kilo :shock:

rabbocco, alla fine ci metto quasi settecento grammi, pulisco e guardo il cielo, come avevo detto, ecco i primi raggi di sole.

azz, però…ci saranno ancora le strade bagnate, aspetta un pò che ne approfitto per lucidarla per bene e fumarmi una sigaretta.

appena finito il lavoro, mi accorgo che sul serbatoio ci sono un sacco di goccie, ha iniziato nuovamente a piovere.

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apr 16 2009

In moto con papà

Rocket68

In moto con papà

Quest’oggi è stato un giorno importante con per me, mio figlio è salito, anzi è voluto salire in moto con me, non per un vero giro ma un paio di kilometri.

Ho ceduto il mio casco a lui e l’ho sistemato dietro di me, lui mi stringeva forte mentre io camminavo un pelo più veloce del passo d’uomo.

Ero forse più emozionato io che lui, fino ad ora non lo avevo mai fatto salire in moto con me anche se lui mi aveva già manifestato la voglia e non so bene il perchè, devo dire che da quando è nato mio figlio più di 5 anni fà sono diventato più apprensivo e attento ad eventuali pericoli che lo possano colpire.

Ma la gioia che mi ha dato vedere il suo volto sorridente alla fine di quel breve tratto è stato qualcosa di difficilmente descrivibile, un ricordo che porterò sempre con me, come quello che ho di me che stringo mio padre mentre andavamo in giro in Lambretta.


apr 16 2009

La bruciata

bobo blaster

Per fare la bruciata vera, quella bella bella che mette a tacere diecine di auto in una manciata di secondi, bisogna usare alcuni accorgimenti di tipo tecnico e di tipo tattico.

Sì, ma che minchia è la bruciata?

Beh, innanzi tutto si fa con le auto, e solitamente nelle città per cercare di essere sempre in pul position al semaforo successivo.

Ovvio che se non hai urgenze, non la si fa, o al massimo viene accennata se quello davanti ha il cappello e due lenti così e tu non hai nel cruscotto una pistola.

Bene, allora quando si decide di farla, è importantissimo l’approccio;
con la coda a tre file che hai davanti che t’impedisce, con il suo flusso lento eternamente parallelo, di guadagnare posizioni ancorché, e questo t’innervosisce maggiormente, sei consapevole che se solo riuscissi a passare quella dozzina di auto davanti che avanzano in parata come carri armati, avresti davanti tutto un rettilineo deserto che ti porterebbe in qualche secondo a raggiungere le retrovie delle auto ferme al semaforo successivo, dove potrai fare un’altra bruciata e così via fintanto sia necessario…

La tattica:

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apr 1 2009

un cogli*ne, la buona stella del Dott.LeClou e qualche sfumatura del verde.

LeClou

Stanotte Diego ha dormito, non che di solito non dorma, ma oggi di più.
Non so se sia stata la focaccia di Tacco o una congiuntura astrale, ma ha dormito come un sasso.

Sveglia.
Doccia, casco, guanti e via: una scaldatina al duca, via Friuli, circonvalla esterna, corsia preferenziale.
Bus, scuter, scuter, hornet, uno sciame di vespette a vita bassa e caschetti alla moda, qualche auto contrassegno acca, che a milano, statistiche alla mano, ci devono essere novecentomila portatori di acca.
Viale Tibaldi, la circonvalla piega irrimediabilmente a destra, una seconda in appoggio, ma con il furgone della vigilanza e le vespette davanti, una prima un po’ allegra. Si raddrizza, semaforo verde, un prato primaverile , uno smeraldo di Muzo, mai visto nulla di più verde.

Gaz, pelo di frizione, monoruota.
Leggero, ascendente, seconda.

Vigilessa. Continue reading