Al mattino

afkt

Al mattino c’è silenzio. Si sente solo cinguettare felice la vita che si sveglia.
Al mattino c’è silenzio. Tutto intorno è avvolto da una sorta di coperta ancora lieve, pronta per essere tolta e, così facendo, mostrare una giornata piena di cose belle.
Al mattino il sole quasi è rispettoso. Ancora non cuoce col calore la strada che ti appresti a fare e, con in suoi raggi, leggermente ti accompagna nei primi momenti della pedalata.
Al mattino trovi solo qualche matto come te, che ha deciso di passare il suo tempo libero sudando e faticando come un pazzo. Lasciando le strade trafficate per cercare quelle che passano silenziose tra le campagne e che ti portano, forse con un po’ più di tranquillità e lentezza, negli stessi posti delle altre, ma facendoti vedere quello che passa accanto a te.
Al mattino anche i gesti più semplici, avvolti però dal silenzio, sembrano magici.
Il suono del pedale che si blocca nella tacchetta.
Il cicalio del pignone perfettamente lubrificato la sera prima.
Il frullare dei raggi della ruota nel vento e quel suono incredibilmente rilassante che la gomma specialistica da discesa produce sull’asfalto.
Al mattino si è più predisposti agli sguardi. All’atleta accanto a te che sembra come quelli veri. Nerboruto, sodo e asciutto come un professionista. Con i muscoli incredibilmente potenti e una pelle quasi invisibile. Eppure ha almeno 25 anni più di te…ma come cazzo farà?
Si osserva la bici di quello che hai accanto, si guardano le marche (mai due bici uguali, ma mai, eh?), si controlla se quello che hai portato con te potrebbe bastare come rifornimento.
Si ascoltano i veterani, decine di migliaia di chilometri ogni anno nelle loro gambe (uno con cui ho parlato ne fa, mediamente, 35000 trentacimequila!!! )
Si chiedono consigli, si cerca, umilmente, di ascoltare quello che non si dice, ma si fa intuire.
E ti accorgi che hai il cuore che pompa fortissimo. Cazzo, manco son partito che già è a 150…
E il caffè, che paga Pino con la bici nuova.
E la risata perché ci sarà quello che viene fatto scoppiare…
E il consiglio di chi ti dice di stare a guardare perché per esser bravi, bisogna pedalare davvero, ma davvero tanto.
Al mattino 50 biciclette che viaggiano a 45km/h sono una forza della natura. Quasi non devi pedalare perché è come una corrente, ti prende e tu devi solo tenere il ritmo giusto.
E c’è un silenzio ancora più assordante, perché si è concentrati e si va veloci.
E’ vero, non ho più la moto e i ciclisti sono insopportabili (però, effettivamente, basterebbe rallentare un momento per poi superarli in tranquillità senza dover fare una manovra azzardata…cacchio devono correre come dei cretini, che è domenica?).

Al mattino le colline piacentine sono bellissime, ma non le vedrò…devo staccare tutti in progressione.

…spirito competitivo dimmerda… 😀

La verità?

Vivere è una figata!


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