Little child running wild

bobo blaster

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Questa celebre foto mi ricorda un amico del liceo che già in terza media quando, passati gli esami, stavamo tutti con i 50ini da enduro nuovi, iniziò la sua carriera di futuro malavitoso chiedendo in prestito al più debole della compagnia, il motorino per fare il giro dell’isolato.
Andò invece a s.margherita percorrendo le strade provinciali.
Fu rintracciato solo dopo dieci giorni perchè nn disse nulla neppure ai suoi che lo aspettavano quella sera a casa per cena.
Aveva solo 14 anni.
A sedici, dava una mancia al custode del garage e sabato sera uscivamo con la jaguar del padre.
A qell’età, aveva già capito come funzionava il mondo.
Bel ragazzo, dai lineamenti quasi femminili per la loro minuta perfezione che, a prima vista, avrebbe potuto trarre in inganno i malintenzionati e la stessa polizia, svelava la sua fortissima personalità appena apriva bocca con quelle labbra dal sorriso beffardo alla mick jagger.
Aveva una voce profonda e leggermente rauca, parlava sempre con tono deciso e sicuro di sè guardando chiunque fisso negl’occhi come se le storie del mondo girassero intorno a lui.
L’ho visto più volte mentre cercava di resistere alle botte che gli venivano somministrate da due o tre malavitosi chissà per quale ragione; ma lui il giorno dopo era ancora li, allo stesso bar del quartiere dove, nella milano di vallanzasca, si era fatto un nome.
La cosa che più mi affascinava di lui era che, nonostante fosse di famiglia più che abbiente, rinunciò a tutto pur di fare una vita esagerata, fatta di nottate a partite a poker con personaggi illustri e in circoli esclusivi oppure di partite a dadi nelle più bieche bische clandestine a cielo apertotanto in voga a milano a quei tempi.
Belle ragazze, belle auto, begli alberghi.
Tutto al massimo, senza dover chiedere a nessuno, neanche quando finiva a san vittore, ormai non ne aveva bisogno neppure la dentro.
Un giorno lessi sul corriere della sera nella pagina dedicata alla cronaca nera di milano, di un conflitto a fuoco in un grande residence del centro nel corso di alcune retate.
L’avevano crivellato a colpi di mitraglietta prima che potesse premere il grilletto di una delle due 38 che quel mattino di novembre teneva sul letto.
Alla polizia non serviva, era un cane sciolto e sapevano che non si sarebbe mai pentito, un rompicoglioni recidivo.
Forse nei rapporti psichiatrici avevano scritto che il soggetto avendo fatto una scelta così radicale fin da adolescente senza costrizioni o motivi di bisogno, era irrecuperabile.
Aveva 29 anni.
Io personalmente e per sentito dire, non l’ho mai visto toccare una donna, era un tipo generoso con i più deboli che spesso difendeva dai prepotenti procurandosi per questo dei fastidi senza motivo.
rispettava gli anziani ai quali non mancava di aprire la porta e cedere il passo.
Ed amava i bambini con cui spesso si soffermava a far due chiacchere o a rincuorarli un pò e non era raro che lo vedessi di nascosto sganciare qlch moneta ai ragazzini.
Peccato, nella vita giusta un tipo così avrebbe avuto successo.


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