Tatuaggi

Jean Sapeur

La tradizione del tatuaggio è molto antica e nulla ha a che vedere con il vezzo di oggi di farsi dipingere sul corpo in modo indelebile disegni e simboli spesso ridicoli o senza alcun senso per chi li porta.
Epici son diventati i tatuaggi tribali rubati agli aborigeni e sfoggiati da calciatori,tronisti, harleysti e qualche miglione di minkioni senza identità.
Anche le donne occidentali, fino a qualche anno fa, fatta eccezione delle prostitute e delle attrici porno, solitamente erano pulite da tatuaggi, adesso invece ostentano come minimo delle grosse ali sul fondoschiena per non parlare di rose, serpenti e quantaltro di pessimo gusto sui seni o nei pressi della vagina anch’essa modaiolamente depilata come nei secoli scorsi era d’obbligo avere per poter svolgere il meretricio.
Insomma sembra che la volgarità e il superficialismo dettino le regole del bon ton del coatto medio moderno.
L’arte e la tradizione del tatuaggio intesa come espressione di appartenenza di un gruppo o di sofferenza individuale, sono tuttavia rimaste in enclavi protette ognuna delle quali ha leggi e regole ben precise alle quali è obbligatorio attenersi per non incorrere a severe punizioni culminanti, nei casi più gravi, anche con la morte del trasgressore.
Oggi ci sono in giro parecchi minkioni che si portano tatuati sul corpo simboli sacri esibendoli in discoteca come se fossero camicette o infradito alla moda senza immaginare che se un giorno per sfiga, capitasse loro di incontrare le persone sbagliate, non avrebbero lacrime sufficenti per evitare qualche settimana in ospedale per riempire di carne nuova il buco che gli lasceranno al posto del tatuaggio.
Pochi sanno che il tatuaggio non si “fa” ma si “soffre”, è d’uso in gergo criminale dire “mi soffro il tatuaggio” e non mi faccio un tatuaggio perchè viene inciso dopo una sofferenza (carcere,tortura, omicidio, perdita di una persona cara); sono solo i minkioni che si fanno i tatuaggi, quelli che non hanno la minima idea del perchè e del per come, basta averlo, possibilmente il più visibile e colorato possibile, un pò come il rolex, l’auto o la moto che non potrebbero permettersi.
Anche le varie parti del corpo hanno una loro importanza, la regola non scritta osservata da quasi tutte le comunità criminali o guerriere, impongono che i tatuaggi vengano incisi a partire dalle parti periferiche del corpo, si parte dai piedi e dalle mani per finire sulle braccia, il petto e la schiena vengono per ultimi
E di solito si vedono su persone dai quarant’anni in poi.
Per il volto e il cranio è un discorso a parte, se in alcune tribù guerriere viene fatto in giovane età, nella società criminale vengono sofferti solo se non c’è più spazio sulle altre parti del corpo.
Il tatuaggio è spesso usato come lasciapassare, una garanzia per non essere aggrediti o addirittura come un messaggio preciso, decifrabile solo all’entourage criminale, tanto che ad esempio, nella russia comunista i tatuaggi erano vietati e puniti con il carcere duro.
Io, se fossi in qualcuno di voi, dormirei preoccupato.

Jean Sapeur

(traduzione bobo blaster)


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