Un dritto alla esse lunga

bobo blaster

Mi aveva appena sfilato toccandomi leggermente all’interno.
Non l’avevo visto arrivare da dietro, eppure era stracarico di wurstel wolevù.
Conosco bene i piloti della wolevù, sono velocissimi nei corridoi dei salumi ma dei veri cipressi nelle corsie delle verdure, è li che solitamente li doppio.
Restituisco con gli interessi al pilota sudamericano della wulevù la toccata con una secca sportellata che spaventa il bambino incautamente in piedi sul carrello stracolmo di wurstel e fagioli.
Calmare un bimbo sudamericano quando il suo lecca lecca è finito sotto il banco dei formaggi è un casino, specialmente se il bambino vede la mamma cadere con l’olio in mano mentre accorre spaventata dal suo pianto isterico.
Questo col cazzo che adesso arriva alla cassa prima di me.
Ma ho ancora davanti a me 2 piloti velocissimi: il balcano Vuncic e il famoso Mimmo Spataro di veduggio.
Vuncic ha già effettuato l’ultima sosta, è stracarico di burro Lurpack, il suo carrello è così pesante e unto che per andare dritto dev’essere tenuto su un fianco anche dalla moglie che crista dalla difficoltà nel farlo a causa degli stivaloni leopardati dal tacco 18.
Li vedo puntare la cassa che si sta liberando in fondo all’ultimo rettilineo, davanti ha solo mimmo spataro con la suocera che è un paracarro e la moglie con le ciabatte sformate che le rallentano l’andatura già claudicante per l’eccessivo sovrapeso da cipolline sott’olio Polli e noccioline Giffoni.
Accelero tutto, o la va o la spacca.
La fortuna mi assiste, un tacco della donna di Vuncic si spezza e dopo incomprensibili bestemmie i 2 son costretti al ritiro.
Non riesco però a passare lo Spataro pilota del team Polli-Giffoni che arriva alla cassa prima di me.
I controlli sono lunghissimi i commissari sono severissimi, la moglie del pilota vincitore è costretta ad andare a bordo delle sue ciabattone sformate su e giù per i lunghissimi rettilinei dei sott’olio per recuperare innumerevoli codici a barre della linea Giffoni famiglia.
Finalmente la signora con le calcagna ormai sanguinolente riesce a portare a termine le operazioni di controllo.
E’ passata quasi mezz’ora tra recuperi vari, prodotti dimenticati, prodotti contestati, scarti.
Alla fine hanno riempito 250 sacchetti(portati da casa) per un peso superiore alla tonnellata.
Dopo aver esibito 4/5 tessere presentano il conto ai vincitori:
12 euro e cinquanta.
Tocca a me, ho un quarto della loro merce, nessuna tessera e tra le bestemmie di quelli dopo di me, impiego il doppio del loro tempo per caricare la roba che ho comprato.
Mi presentano il conto: 185 euro.
Fuori, il nigger di turno mi scherma 2 euro per “aiutarmi” a caricare la macchina.
Mi metto al volante e, con raccapriccio, vedo appoggiato sul cofano della macchina appena lavata, un grosso sacchetto bisunto di Gamberi Atlantico Pescanova che 2 marocchini ubriachi di Sangria Roqueta si stanno magiando crudi.
Metto rabbiosamente la retromarcia cozzando pesantemente su un panettone di cemento senza che gli avvisatori acustici facciano in tempo ad avvisarmi prima di spegnersi per sempre con un rantolio elettronico.
Grondante di sudore nonostante il freddo, sgommo via perdendo la sigaretta tra i sedili di pelle.


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