La certezza della pena, il dolore e la felicità

bobo blaster

C’è in tutto il mondo, ma non dipende in alcun modo dal sistema giudiziario più o meno efficiente dei vari paesi, la certezza della pena si ha appena apriamo gli occhi in questo mondo. Se il bimbo piccolo tocca la pentola bollente, sconta la sua pena e così via fino alla fine della sua vita. Così è per tutti, l’unica vera forma di democrazia concreta esistente. Superficialmente si potrebbe affermare che la pena genera comunque una sua scala di sofferenza, il dolore fisico. Tuttavia, il dolore fisico costituisce solo una minima parte della pena e di solito occupa uno spazio relativamente breve nella vita di un essere umano, esattamente come il piacere, suo opposto, quindi entrambi non dovrebbero meritare troppa attenzione da parte nostra. Il malessere e il benessere costituiscono invece la parte più importante della pena da scontare ed è bene riflettere meglio del perché. Da sempre il malessere ha condizionato la vita degli uomini di ogni razza e ceto sociale. Il malessere è la pena della gelosia, dell’invidia, dell’ingordigia, esso si sviluppa piano piano, fin dalla tenera età, subdolamente, senza alcun sintomo apparente di disagio. Nei bambini viene spesso identificato nel capriccio e, erroneamente, non gli si da’ particolare importanza finché, in età adulta, nei soggetti predisposti, si trasforma in quella patologia che oggi viene comunemente chiamata depressione. esiste però anche una pena positiva, si chiama benessere e non è esclusivamente una prerogativa delle persone sane e ricche anzi, questa pena sembra prediligere le persone umili e portatrici di handycap, persone che hanno saputo dare grande valore alle piccole cose, che sono stati abituati alle rinunce, che hanno saputo gioire della felicità altrui, che non hanno mai ambito di essere “di più” degli altri, che hanno saputo accettare la propria vita serenamente. queste persone sono molto spesso quelle che ci vergogniamo a guardare quando li incontriamo per la strada perchè ci creano imbarazzo e sensi di colpa, persone che consideriamo un peso per la società, persone che ci fanno sentire per qualche attimo fortunati anche nel giorno più sfigato della nostra vita, ma non è così, perchè loro, anche soli sotto la pioggia e su una misera carrozzella, riescono a trovare la serenità nell’inaspettata compagnia di un cane randagio con cui condividere il poco che possiedono, fosse anche solo la frescura della notte dopo una giornata rovente.


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