L’appuntamento

kowalski

Andare in giro una giornata col blaster è ugualmente divertente e stancante, in quanto Bobo è l’espressione motociclistica del Dadaismo.

“Allora domani appuntamento alle dieci casello melegnano col pieno fatto ok ok ok ciao”.

Alle dieci e venti mi erano passate davanti tutte le marche dell’annuario Motociclismo, compresa la Hyosung, ma MV niente…

Dieci e ventidue, al casello c’è una moto rossa che è circa tre minuti che sta prendendo il biglietto, non può essere che il nostro eroe futurista.

E’ in ritardo perche doveva caricare le batterie della Nikon che gli avevo chiesto di portare.

Hai fatto almeno il pieno? Sìssì, ieri sera, ok partiamo.

Siamo in ritardo, ma le dieci di mattina per un artista del suo rango, è il massimo che si può chiedere; fosse stato per me sarei già a Varano da due ore, per assaporare il risveglio del paddock, ma lasciamo perdere…

Parto davanti io, per punirlo del ritardo, lui si sta ancora infilando il casco, vienimi a prendere, che tanto vado piano .

Appena vedo il puntino rosso che si ingrandisce nel retrovisore apro tutto l’apribile, 210, 220, 230, 240… guardo dietro, niente più puntino rosso… possibile, il blaster che non raccoglie…?
Mi sposto verso la corsia centrale, passo in mezzo a due macchine al doppio della loro velocità, riguardo lo specchietto, mi appare Bobo Blaster in Full Screen.
Era a non più di quaranta centimetri dalla mia ruota… poi mi supera in un latrato di RG 3 assolutamente “not for road use”.
Si era nascosto come un ninja,è sempre così, quando vai in giro col Blaster, lui non ti segue, ti bracca. SI MUOVE FRA LE ZONE D’OMBRA DEI TUOI SPECCHIETTI, NASCONDENDOSI ALLA VISTA DEL PROPRIO NEMICO.
A Fiorenzuola, mi passa facendomi il segnale col pollice verso, tipico di chi deve fare benzina.
Entriamo nell’area di servizio, io mi faccio da parte, oltre le pompe di benzina, vedo che lui mi segue.
Mi levo il casco.
Ma non dovevi fare benza?
No, volevo fumare una sigaretta .

Non puoi strangolare un tuo amico per così poco, ma il pensiero, per un attimo ce l’ho avuto, lo confesso. Il segnale della benzina sarebbe stata l’unica cosa che mi avrebbe fatto fermare e quindi perdere tempo, e il nostro Marinetti delle due ruote lo sapeva bene…

Arriviamo a Fornovo in anticipo di mezz’ora sulla tabella di marcia, nonostante la partenza in ritardo e la sosta inutile. Spero che la mia teoria sul Tutor sia valida, altrimenti dovrò emigrare in Brasile…
Casello, il blaster, davanti a me, per tre minuti si incarna nella Dea Kali e mi regala uno spettacolo teatrale diviso in due tempi:
Primo tempo: “La Dea Kali alla ricerca del biglietto” durata un minuto.
Secondo tempo: La Dea Kali alla ricerca del portafogli” durata due minuti.
Rimasi talmente incantato da tutto quel soave roteare di mani, da dimenticarmi di preparare a mia volta biglietto e soldi, causando probabilmente una crisi di nervi all’auto che seguiva dietro .


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