Braccato da un samurai

titoi d.c.

Finita la storia del casco partiamo per Casola, dove speriamo di arrivare in tempo per la MOTOGP. Sono 9 km dritti e 12 km di Cisa. Ovviamente faccio strada io, e la presenza del buon Kowalski alle ns spalle con i frigobar appesi alla ST mi fa propendere per tenere un passo tranquillo, insomma le classiche due pieghe fra amici. Avere bobo alle spalle è un tremore continuo, guidi costantemente in fibrillazione. A lui non importa che la strada sia sconosciuta, a lui importa di BRACCARTI, PEDINARTI. E lo fa in un modo che incute timore e tensione. La regola per lui è quella di allineare il proprio perno ruotas anteriore sx al tuo perno ruota posteriore destro. Questo anche a costo di verificare la tenuta sulle margherite dei Dunlop Qualifier. A Ozzano Taro per questo motivo ha rischiato di andare in tabaccheria a prendere le sigarette con tutta la moto. Quindi normalmente visionando lo specchio dx ti trovi gli occhi insanguinolenti di bobo ingobbito nel cupolino. L’ansia comincia a venirti quando iniziano le curve. Quando esci lo cerchi non lo trovi più negli specchi, e l’istinto ti porta a chiederti se possa avere avuto un problema. Ma non è così. Lui è come i gemelli Derrick nel cartone animato di Shingo Tamai, quelli che non sapevi se erano uno o due. Lui o sparisce o si sdoppia. Guardi a destra e invece è a 40 cm a sx. Guardi a sx e lui è a dx. Un’ansia costante. L’esperienza più bella sono i tornanti. Io, che conosco la strada a menadito, dentro di me penso di fargli vedere dove mettere le ruote, anche perchè la strada è messa malino. Ma lui non ha bisogno di tutto ciò. Lui il tornante lo allarga a filo carreggiata, butta giù l’MV e ti ricompare all’interno in uscita, con le valvole radiali che ti urlano nel casco. Non è una sfida, ma un avvertimento. Anzi una tutela per te, poi ho capito il motivo. La curva dopo sparisce ancora dagli specchi, e il tornante successivo hai ancora il suo Qualifier nel padiglione auricolare.

Poco dopo arrivati, davanti agli insaccati, al formaggino e al rosso gli chiedo:

– bobo, ma che bisogno hai di braccarmi in quel modo all’interno? Se mi succede qualcosa mi sei addosso in un attimo!Stiamo andando tranquilli….

– Io lo faccio per te. Se perdi l’anteriore io ti entro nella fiancata risollevandoti ed evitandoti la caduta

Un vero amico.


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