A night in the jungle

bobo blaster

Beh, procediamo con ordine…
Ritirata a Bangalore l’Enfield che lascerò in seguito a Goa all’amico che mi ha organizzato la cosa con il concessionario, munito di mappa e zaino contenente qualche cambio di vestiario, dopo qualche difficoltà per uscire dalla città, imbocco la strada per Mysore.
Durante questa tappa di circa 180 km, ho previsto una sosta a Srirangapatna dove sorge un antico tempio gianista con la più alta statua monolitica in india dedicata a Brama.
La strada non è male per gli standard indiani e riesco a tenere una media di 50 km/h.
Arrivo al tempio alle 14 circa, l’orario meno consono per scalare i 640 scalini che portano alla statua in cima alla collina, la temperatura è approssimativamente 38/40gradi.
Dopo aver mangiato un’insalata di pollo al curry accompagnata da una king fisher (ottima birra locale), verso le 16.30 mi rimetto in cammino per Mysore.
Il caldo opprimente mi costringe a fermarmi ogni mezz’ora per bere e riposarmi sotto i grandi alberi di sandalo che costeggiano la strada.
Durante il tragitto a circa una 30ina di km dalla destinazione il motore della mia Bullet 500 incomincia a singhiozzare come se nn arrivasse benzina al carburatore finché si spegne definitivamente.
Accosto e metto la moto sul cavalletto per capire cosa può essere successo.
Problemi meccanici sono da escludere, il motore girava perfettamente e non ho avvertito nessuna vibrazione o rumore sospetto provenire dal motore.
Controllo quindi i cavi della batteria e quelli del blocchetto di accensione e paiono tutti a posto.
Smonto la candela e la controllo tenendola inserita nella pipetta appoggiata al cilindro se fa scintilla agendo sulla pedivella d’accensione: niente corrente.
Cazzo, incomincio a preoccuparmi perché sta tramontando il sole e su questo short cut che mi hanno consigliato di fare da Srirangapatna a Mysore non passa quasi nessuno, solo qualche rara corriera e qualche carro trainato da bufali con sopra contadini che tornano dai campi e che non parlano una parola d’inglese.
Decido di proseguire spingendo la moto nella speranza di arrivare ad un villaggio.
Percorsi 3/4 km, esausto e demoralizzato decido di fermarmi, ormai è buio pesto.
Non so perché ma il buio in India è veramente buio, non una luce neppure in lontananza e in cielo c’è solo una piccola mezzaluna orizzontale che non illumina per nulla.
Guardo l’orologio che segna le 20, intorno solo fitta vegetazione di ogni tipo, palme, canne, grandi alberi con liane penzolanti ed erba alta.
Cerco il miglior posto per passare la notte, una piccola radura sotto un enorme banano.
Spingo la moto accanto a me e dallo zaino estraggo una sari che mi servirà da giaciglio, acqua ne ho e frutta pure, sigarette poi, addirittura una stecca; il caldo è meno opprimente e non me la prendo più di tanto.
Un po’ di filosofia nell’accettare le cose è d’obbligo da queste parti, d’altronde non ho impegni per la serata.
Fumo una Marlboro guardando il cielo, intorno a me si sentono i classici rumori della notte, grilli di almeno 20 kg a giudicare dall’intensità del loro canto accompagnano i miei pensieri sul prosieguo del viaggio, finché proveniente dalle mie spalle un suono doppio, simile all’antifurto delle auto americane che si vedono nei films mi fa quasi collassare dallo spavento…

Che ..azzo e’?

Ancora quel doppio suono KIUK… KIUK…

Questa volta proveniente dalla mia destra mi fa accapponare la pelle.
I miei occhi si sono abituati all’oscurità ma intorno a me non vedo altro che l’erba alta e la cima delle canne piegarsi dal vento.
KIUK…KIUK…

Ho la pelle d’oca alta un metro.
Che animale sara’?
Inizio a farmi mille mila films, penso a tutti gli animali feroci del creato finché ad una ventina di metri da me vedo un’ombra scura sparire velocemente tra l’erba alta.
Sta cosa mi ha innervosito parecchio, probabilmente sarà stato un cinghiale, ne ho avvistati parecchi durante il giorno ai bordi della strada.
I miei sensi di colpo sembrano essersi centuplicati, adesso percepisco ogni più piccolo rumore.
Anche i miei pensieri iniziano ad essere tutt’altro che sereni, mi viene immediatamente alla mente le teste di 2 tigri imbalsamate che erano in bella mostra nella sala del breakfast dell’albergo del giorno precedente.
Sotto le teste, una targhetta d’ottone riportava: LE FEROCI TIGRI DI MYSORE.
Fanculo, mi sono pure appena cosparso di balsamo di tigre per non essere punto dagl’insetti, magari il balsamo è stato ricavato da una tigre femmina in calore.
E adesso un bel esemplare maschio di 300 kg mi sta cercando per trombare.
E se invece sopra il mio albero ci fosse un bel cobra reale che infesta l’India del sud??
Ma i cobra di notte dormono? Dovevo stare piu’ attento ai programmi di National Geographic.
KRA.. KRA..,KRAAAA…

Rana toro?
Toro rana?

ROI…ROI…ROI…

Marabu’ affamati?

shhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh…..
Il vento della notte agita le cime degli alberi.
Fottuta Iindia, odio la tua selvaticità.
Ma la moto, non poteva fermarsi tra Crema e Pandino?
Vinto dalla stanchezza mi addormento di botto.
Forse però avrei preferito restare sveglio con le mie paranoie perché sogno di spezzarmi tutti i denti mangiando una noce di cocco.
Il bello e’ che nell’incubo i denti che mi spezzo non sono 32 ma centinaia e mi ritrovo la bocca piena di denti grandi quanto chicchi di riso che perdo correndo a cercare il mio dentista che naturalmente nn trovo perché in vacanza.
Fortunatamente ci pensa il sole a farmi uscire dalla tragedia, tutto sudato mi sveglio di colpo.
E’ l’alba ma ci saranno già almeno 30 gradi.
La Bullet è ancora li che mi aspetta sul cavalletto centrale.
Fisso lo zaino col ragno e mi appresto a spingere quando noto un cavo penzolare sotto il parafango posteriore.
Guardo meglio, il lungo cavo nero con una mezzaluna di rame si e’ staccato dal suo fermo probabilmente per le vibrazioni.
Lo riattaco e giro il quadro, adesso arriva corrente.
Cicchetto il carburatore, tiro l’aria e spingo la leva del decompressore facendo pressione sulla pedivella dopo aver trovato il punto morto.
VROOOM VROOOOOOM VROOOOOOOOOOMMMMMMMMMMM….
Ma vaffanculovà!!!!!!!!!
Riprendo il cammino.


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