The crash

bobo blaster

Doveva essere il giorno dell’arrivo a destinazione, l’ultima tappa, da Badami ad Arpora in Goa, 360 km che avevo previsto di coprire in 7/8 ore.
Dopo una sosta per mangiare a poco più di meta’ strada, verso le 16 attraversavo finalmente il confine tra il Karnakta e la regione di Goa.
Felice di aver finalmente concluso il viaggio, non vedevo l’ora di potermi finalmente tuffare in mare e rilassarmi un po’; negli ultimi 3 giorni quando andavo a dormire, il solo pensiero di montare in moto per ore ed ore da solo sotto un caldo allucinante mi metteva di cattivo umore.
Ormai mi mancavano solo 2 ore, neanche mi immaginavo quanto sarebbe successo di lì a pochi minuti.
Tutto accade in una frazione di secondo.
Dietro una curva, mi trovo una corriera proveniente in senso opposto, completamente nella mia corsia.
Il conducente aveva allargato la traiettoria per sorpassare un carretto trainato da buoi.
Istintivamente mi sono buttato all’interno per schivarlo, senza neppure avere il tempo di  decelerare.
STUMP! Sento un dolore lancinante al piede e la botta mi sposta di un metro fuori strada, sullo sterrato che costeggia la carreggiata.
Miracolosamente riesco a non cadere, il grosso paraurti della corriera mi ha colpito di striscio e il conducente nemmeno se n’è reso conto perché lo vedo proseguire nella sua corsa come se nulla fosse successo.
Scendo dalla moto ma non riesco a stare in piedi, mi sdraio sullo sterrato con le mani tra i capelli per il dolore.
Non so che fare… Il mio piede destro e’ gonfissimo, penso immediatamente di essermelo fratturato.
Fortunatamente l’incidente è accaduto vicino ad una casetta col tetto di palme abitata da una famiglia di contadini che accorre per soccorrermi.
Non parlano inglese ma riesco a farmi portare del ghiaccio ed una seggiola di plastica per tenere la gamba alzata.
Adesso anche la caviglia si e’ gonfiata a dismisura e mi trovo in mezzo al niente.
Il dolore è veramente tosto.
Una donna mi porta dell’acqua ed una coperta per appoggiare la schiena poi mi trovo attorniato da una decina di persone che parlano tra loro in un dialetto sconosciuto fissandomi dall’alto e scuotendo la testa.
Cerco il cellulare ma non riesco a trovarlo… Mi sollevo un poco e lo vedo in terra sotto la moto, lo indico ad un uomo con il turbante in testa che mi sembra il più civilizzato.
My mobile please… Look there close the motorbike… Please… Look the mobile….
Finalmente un ragazzino lo vede e me lo porta…
Cazzo, fà che non si sia rotto e ci sia la linea…..
Non e’ rotto e ci sono 2 tacche.
Rubrica…. Nomi…. Il numero di Betta… Invio la chiamata.

ERRORE DI CONNESSIONE

Riprovo

ERRORE DI CONNESSIONE

Le tacche che indicano il segnale vanno e vengono…
Il piede mi pulsa ma evito di guardarlo.
Riprovo, questa volta prende!!!

TU..TU..TU..TU..TU..TU..TU..TU..TU..TU..TU..TU…

Perche’ non rispondi???????

TU..TU…TU…

Sto per riattaccare quando finalmente mi risponde

BOBO?

Si, ciao… senti…ho…ehm..ho avuto un incidente….

COSA? STAI SCHERZANDO VERO?…

No…ma niente di grave…solo che mi son fatto male ad un piede e…dovresti chiamare un’ambulanza, tu sei gia’ arrivata all’albergo?

Si, adesso vengo a prenderti, dove sei?

Guarda, esattamente non lo so, ho appena passato il paese di Ponda… Fammi parlare col tuo driver che lo passo ad uno del posto…

Passo il telefono all’uomo col turbante che si mette a parlare col driver di betta poi mi ripassa il telefono.

Bobo, fra tre quarti d’ora, un’ora al massimo siamo li e ti portiamo all’ospedale.

Riattacco.

Un’ora????????? Porca troia porca mi fa un male cane, come cazzo faro’ a stare un ora ad apettare?…..

– Please give to me some more ice….-

– Sorry sir, no more ice..-

Zio cane!!!

Guardo sopra di me, 2 grossi corvi neri appollaiati sui rami di un albero mi fissano piegando ritmicamente la testa da una parte all’altra

KRAAA…KRAAA…KRAAA…

Ma annate affanculo và che non sono ancora morto.

Il tempo sembra non passare più, meno male che ho le Marlboro, il piede non lo guardo più perché ogni volta che lo faccio sembra che il dolore aumenti… Sono tutto sudato, ogni tanto mi danno dell’acqua.
Una ragazza mossa da compassione mi porta del ghiaccio che era andata a prendere al paesino vicino.
Mi porge il bicchiere sorridente.
Per qualche secondo non sento più dolore.

Finalmente arriva la jeep con la Betta, è bianca come un cencio.

Mi caricano sui sedili dietro.

– Bobo a mezz’ora di strada c’è un piccolo ospedale-

Non sto a dilungarmi sull’ospedale, posterò il video, comunque hanno la sala raggi.

Dalle radiografie risulta una frattura al tallone ed un vasto trauma al dorso del piede.

Mi fanno un antidolorifico, l’antitetanica per via di alcune escoriazioni, un bendaggio rigido e mi danno 2 stampelle più delle medicine e delle pomate

La mia vacanza non e’ finita nella maniera che avrei voluto.

Adesso sono su un letto.

Non e’ il massimo, ma poteva andare molto peggio.

Un abbraccio a tutti.

bb


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