Moyenne Corniche

bobo blaster

La costiera era troppo trafficata e così ho preso la via della collina per raggiungere Montecarlo.
In Francia, specialmente nel sud, i motociclisti ci danno dentro nel customizzare le moto e loro stessi, di solito viaggiano su naked giapponesi di grossa cilindrata con il copriserbatoio in pelle e giubbotto per lo più nero in pelle, con scritto il proprio nome sulla schiena.
Il primo che ho incontrato, un certo Jean Claude S come citava il suo giubbotto, non aveva una giap ma un nuovo Multistrada Ducati 1200R nero.
Quando mi ha visto arrivare da dietro, avvisato dai miei tromboni aperti, dopo avermi guardato in tutte le salse dagli specchietti per capire che moto stavo guidando, si è fatto affiancare incuriosito.
Lo vedo strabuzzare gl’occhi e accennare a un sorriso sarcastico mentre guarda i miei sandali di Chanel prima di scalare 2 marce e spalancare il gas per darmi una lezione.

VRAAAAAAAAAAA….WRAAAAAA…..WRAAAAAAA….
inserendo una marcia dietro l’altra il tipo sorpassa rischiosamente 3 auto.

Io non scalo nemmeno per paura di perdere i miei sandali e parto singhiozzando all’inseguimento del francese
WRAAA…SPLUT SPLUT…WRAAAAAAAAAA…SDENG SPLUT…..WRAAAAAAAAAA
lo raggiungo dopo un paio di km guidando con i piedi rattrappiti per non perdere i sandali.

Jean Claude S mi vede arrivare a bomba e comincia ad armeggiare con dei pulsanti.
Troppo tardi. Lo passo all’interno di una lunga curva a destra a cui segue un bel rettilineo, “ciao ciao” penso quando però vedo affiancarsi a me la moto del tipo a candela con lui aggrappato al manubrio che cerca correndo di risalire in sella.
“Merde la centraline c’est cassè…putain fottù….” lo sento urlare terrorizzato mentre perde uno stivale iseguendo la moto appeso al manubrio.
Zig zagando sempre in impennata, vedo il tipo andare a sbattere contro il cancello di una villa.
Non faccio a tempo a fermarmi che dal cancello escono due energumeni vestiti di nero che incominciano a prenderlo a calci in faccia inveendogli contro in russo
“???? ???????????? ????????? ????????? ?????? ???????!!! tu ne peu pas disturbè le matin compris adess? compris?” e giù botte.
Povero Jean Claude S, tradito da 20 mila euro di elettronica.
Sì, il mondo può davvero cambiare schiacciando un pulsante.
Uno dei due energumeni mi fa cenno di andare via minacciandomi dello stesso trattamento.
Proseguo cautamente con la paura di andare a sbattere contro il cancello di una delle numerose ville affacciate sul mare che costeggiano la corniche.
Inizia la discesa che porta al principato e mentre la sto percorrendo a passo tranquillo sento dietro di me il classico rumore di un motore a 2 tempi con i tromboncini aperti.
Guardo negli specchietti e vedo arrivare a palla un tipo sdraiato sul serbatoio con un casco a scodella e gl’occhialoni vintage che tengono fermo sul naso un foulard bianco svolazzante.
UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

Riesco a malapena a leggere sul serbatoio azzurro del mezzo MOTOBECANE che il tipo appeso ai semimanubri, mi sorpassa con una piede di fuori a mo di saluto vecchio stile.

Dietro, sul giubbotto di pelle la scritta C.LAVADO.

Cazzo non è LAVADO non è possibile!!!

Scalo 3 marce e parto all’inseguimento, ci metterò un attimo a raggiungere quel trabiccolo penso mentre lo vedo scomparire e riapparire tra una curva e l’altra davanti a me.

Niente di più sbagliato, LAVADO sa bene come sfruttare una MOTOBECANE sulla corniche.

UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE……UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE……UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE….. Carlos scala e mette le marce forsennatamente facendo torcere i vecchi ammortizzatori posteriori e fumare i grossi tamburi anteriori non riesco a guadagnare un metro mentre lo vedo far fare scintille alle pedane arretrate.

Ho già rischiato 2 traversi e comincio a perdere terreno, adesso vedo la sua sagoma sempre più piccola, sbiadita dal fumo azzurro degli scarichi.
UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee ueeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee ueeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Ormai nn sento neppure più il rumore della sua moto, è sparito, nn potrò più stringergli la mano.

Mi fermo ad un chiosco per bere qualcosa e togliermi dalla gola il gusto dell’olio di ricino.

“Un ICE TROPEZ ghiacciato”

“Oui monsieur….mais porquoi piange? Qualcosa que ne vas pas??”

Ma che ne sa questo paysan di Carlos Lavado?


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