Quelli che realmente annoiano la moto

bobo blaster

subito verrebbe da pensare ad un paracarro, un rigagniolo, all’immancabile turistone krukko stivalato che va a 90 all’ora, ma non è così.
Il paracarro, non annoia la moto semplicemente perchè la moto è sempre andata piano, per lei è normale non salire di giri, non aver mai troppo caldo, aver le sospensioni scariche, i dischi infiammati, le gomme callose. La moto del paracarro conduce una vita serena e longeva e quando le posteggiano vicino una collega con i dischi bluastri, i collettori rossi e le carene sfrisate, si domanda come la poveretta si sia potuta conciare così, cosa per lei, assolutamente disdicevole e senza senso.

Anche la moto del Rigagniolo non si annoia bensì s’incazza perchè viene guidata a strappi, pianissimo, avanti piano, meno piano, piano mediocre, piano veloce, sfollata, doppietta, fuori giri, frenata lenta, sgassata semaforica in folle, innesto sdentellato e abbrivio con risalto dei buchi di mappatura: neanche lei ha mai visto gli ottomila se non da ferma.
La moto del rigagniolo ha vita abbastanza lunga 2 anni circa prima di essere sostituita dal nuovo modello, Questo mezzo snobba le altre moto perchè ha un look posticcio che la fa sembrare vissuta.

La moto del Krukkone stivalato non è annoiata ma è tristissima. Ne ha viste di tutti i colori, ha patito il caldo, il freddo, l’hanno operata d’urgenza più e più volte, la sa lunghissima, ha visto cose che le altre moto manco si possono immaginare. Eppure è assai triste probabilmente perchè non le hanno mai dato la possibilità di fare una bella sgroppata, sempre a tremiladuecentocinquantacinque giri, per tutta la vita, eppure il suo padrone aveva tutta l’esperienza necessaria per farla divertire almeno senza rischi. Gniente. La moto del Turistico è quella che vive più a lungo, è sempre curatissima e quando viene posteggiata vicino alle altre, incute rispetto e curiosità ma nonostante questo, le altre fanno finta di niente perchè sanno che se inizia a parlare, non la smetterebbe più con noiosissime storie di viaggi infiniti a 90 km all’ora.

poi c’è la moto dello svelto, quello che arriva a motore spento mentre la gente si guarda intorno e si chiede dove sarà andato a finire quello che stava arrivando facendo ululare il motore.
Lei sa che al bar ed ai semafori non si urla, non è buona educazione e arriva silenziosa come un giaguaro.
lo svelto le ha insegnato a fare un sacco di cose senza tante smancerie ed ora lei è consapevole della sua forza, non ha bisogno di esibirla da ferma al semaforo, sa quando scattare, quando accennare il monoruota per far felice il padrone, come cadere senza impuntarsi, come derapare dolcemente, si sente spronata a migliorare ad ogni uscita, a sentirsi a proprio agio andando sempre più veloce e sicura
Non le importa di non uscire spesso, sa però che quando viene portata a spasso si divertie un mondo su e giù per strade di tutti i tipi e tornerà a casa sfinita, piena d’adrenalina e orgogliosa di aver sfilato colleghe più blasonate nonostante il suo look sozzo e un po demodè.
La moto dello svelto vive quanto il suo padrone e di solito muoiono insieme; quando viene posteggiata accanto ad altre moto, di solito spruzza un pò di liquidi per marcare il territorio e si accende una ventola senza filtro. Questo tipo di moto incute terrore alle altre moto che spesso cadono dal cavalletto senza motivo.

La vera moto annoiata, è quella solo pista, tutta la vita a girare in tondo, martoriata negli organi, ne ha le palle piene di far divertire chi la guida senza essere sfruttata appieno. la moto del pistaiolo moderno si chiede perchè le hanno montato tutti quegli aggeggi che non vengono usati che pesano un sacco e la stancano un casino.
la cosa più grave è che è affetta perennemente da congiuntivite per via del continuo passaggio dal buio del furgone alla accecante luce di una pista assolata e l’eterno girare in tondo peggiora le cose facendola spesso perdere l’equilibrio e quando succede, per mesi viene rinchiusa al buio in uno stanzone in attesa di essere svenduta.
la moto da pista non è amata da nessuno, neppure dal suo padrone che la accusa spesso di chattering o altre problematiche di cui lei non c’entra proprio nulla.
solitamente, la moto da pista ha purtroppo, una vita abbastanza lunga e travagliata perchè cambia padrone spessissimo. Tutte le moto solo pista soffrono di labirintite e molte cadono in depressione perchè vengono insultate costantemente nonostante ce la mettano tutta a fare e rifare le stesse curve, le stesse frenate, di sentire continuamente le natiche sudate di chi le guida spostarsi a destra e sinistra in un susseguirsi di noiosissimi pif paf inutili.


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