gen 11 2010

Backyard extreme riding

kowalski

Ho voluto la bicicletta, e mo’ mi tocca pedalare.
In realtà non l’ho voluta io, me l’ha praticamente imposta la Dottoressa Viviani dell’Ospedale Maggiore Niguarda, colei che mi ha fatto il check up in vista di un’operazione chirurgica che ho subito tre mesi fa.
” Signor Kowalski, lei per ora sta bene, ma nelle sue analisi si vedono chiari i segnali di una persona non più giovane e sovrappeso, se non inizia a fare attività fisica regolare, in capo a quattro/cinque anni, comincerà col dover prendere pastiglie per la pressione, poi per il cuore, poi per il fegato, il mal di schiena… ”
“Ok ok ok… ho capito dottoressa, mi risparmi il triste percorso del crepuscolo della mia vita”
Buona la Viviani, una MILF di rango, magra, bionda, due occhi azzurri spietati, coronati da bellissime rughe, probabile regalo di nottate passate in Pronto Soccorso a salvare vite umane; il camice sterile e immacolato presenta un casto ma autorevole rigonfiamento a livello toracico.
Lava sotto la cenere…
Immediatamente i suoi consigli hanno fatto breccia nel mio cuore.
Allora…perdere peso, attività fisica… uhm, scarto a priori la palestra di body building, ne ho frequentate in un’altra vita, puzzano di sudore chimico da diete improbabili, condite da steroidi anabolizzanti, da dare il voltastomaco; ci sarebbero le arti marziali, anche quelle le ho praticate un paio di vite fa, puzza di piedi, nasi rotti e disciplina militare: non ci siamo neanche qui.
Nel frattempo mi capita per le mani un libro di tre pazzi che a fine anni ’90 si fanno in bicicletta da Trieste a Istanbul, oltre duemila km attraverso i Balcani martoriati da una guerra appena terminata, in rotta verso lo Stargate dell’Islam.
Folgorato sulla via per Istanbul.
Ho deciso, mi compro la bici.
Andare per strada in bici lo ritengo troppo pericoloso, poi da motociclista ho un odio viscerale verso i ciclisti, sempre in mezzo ai coglioni, te li trovi normalmente affiancati in gruppo a trenta all’ora dietro alla curva che tu fai a ottanta, riesci compiendo un miracolo ad evitare una strage, gli suoni e loro ti rispondono cantandoti un coro di vaffanculo.
Rimane la mountain bike, che essendo io amante della montagna, della solitudine, del silenzio, mi appare come l’unica scelta sensata.
Mi metto subito alla ricerca del mezzo, rimanendo inorridito dai prezzi da capogiro delle biciclette, conseguenza naturale dell’evoluzione dei materiali e dei componenti.
Inevitabilmente mi rivolgo al mercato dell’usato, dove grazie ai preziosi consigli di amici già praticanti dello sport, riesco a orientarmi nella intricata selva delle offerte di mercato.
Allora… l’ho voluta, l’ho cercata, l’ho inseguita e alla fine l’ho trovata. Una bella Mountain Bike, full suspended, usata ma tenuta bene, come diceva Luca Carboni.
E mo’ mi tocca pedalare.

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nov 21 2009

Splatter

Rocket68

Punti di sutura

Come ogni cosa anche gli incidenti sono ciclici , cioè ogni tot di tempo tocca a tutti assaggiare l’asfalto , non fosse per altro di non dimenticare il gusto .
Questo giro ho fatto il botto centrando una vecchia Panda, il ragazzo che guidava ha pensato bene di svoltare sulla sua sinistra cosi io gli sono entrato nel finestrino.
Volo di rito e mi ritrovo qualche metro più in là sotto la moto , che già bestemmiavo anche perchè le mie mani erano piene di sangue e non capivo da dove veniva .
Mi rialzo capisco che i danni miei e della moto sono relativamente limitati e mi rivolgo al ragazzo che guidava ( che non si era fatto niente) che era più scosso di me .
Per tranquillizzarlo gli inizio a battere la mano piena di sangue sulla spalla,” Stai tranquillo amico che tutto si sistema , non è successo niente” dopo la quarta pacca sulla spalla con la mano ferita lo guardo un pò cosi, miiiiiii sembrava un personaggio di un film splatter dove il sangue sgorga copioso .
Quelli del 118 stavano per portare via lui :-)


nov 20 2009

They got the power

bobo blaster

La foto è stata scattata di nascosto da dentro una macchina nel quartiere a lci rosse di Mumbai.
I tipi a cavallo, sono quelli che controllano che i traffici del quartiere non abbiano problemi.
Ovviamente non gradiscono essere ripresi.

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nov 2 2009

Lonely Rider

bobo blaster

Con che cosa “prendere il largo” è poco importante, può essere una moto, un’auto, una barca o un aereoplano, basta farlo da soli.
Solamente viaggiando in solitario si possono gustare delle sensazioni uniche, profonde, lunghe, di quelle che arrivano direttamente al cuore, di quelle che ti fanno venire la pelle d’oca e gli occhi lucidi.
Sono sensazioni raramente condivisibili e proprio per questo straordinarie, perché fanno parte del tuo vissuto più intimo e segreto, storie che hanno lasciato un segno indelebile nella tua mente,anche senza rendersene conto, storie che ti hanno fatto maturare, soffrire, gioire, piangere.
Sono momenti che anche dopo tanto tempo,hanno la capacità di scuoterti come la prima volta, non c’è bisogno di sforzarsi nei ricordi per farli riemergere, essi si fanno spazio nella mente quando si è soli con se stessi, basta un profumo, un suono, un colore, una situazione particolare ed ecco che d’improvviso, una sorta di dejà vu fa riaffiorare uno di questi momenti e, per qualche secondo, li riesci a rivivere fin nei minimi particolari con tutti i cinque sensi.
Per ritrovarli non c’è spazio per gli altri, si deve essere soli altrimenti non si formerebbe quel vortice di energia misteriosa che permette alla mente di trasformare un semplice ricordo in una sensazione reale, capace di ingannare il tempo e lo spazio.
Ecco, li riconosci i tipi così, stanno in disparte da soli con i loro pensieri, guardano come se non vedessero, sentono come se non sentissero, si muovono con estrema calma e disinvoltura in ogni situazione, i loro volti non più giovani non lasciano affiorare nessuna emozione,non pensano al futuro, ne hanno visto troppo.
arrivano e ripartono senza che nessuno se ne renda conto, non si sa da quanto erano lì e da quanto se ne siano andati, ma il loro sguardo oltre le cose, rimarrà impresso.

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ago 18 2009

I North West

kowalski

partono in molti ed arrivano in pochi.
difficile trovarne con i capelli bianchi in giro.
s’incontrano di giovanissimi, si giudicano dei pazzi e ce ne se dimentica subito dopo ammenochè non ce li si ritrovi stesi davanti sotto un lenzuolo.
ma qualche north west vivo c’è ancora in giro.
lo riconosci dalla moto carabistata ma posticcia.
magari guardandola meglio, la moto monta pezzi pregiati ma senza tanti fronzoli.
spesso accosta un impianto frenante da gp a tubi e raccordi che trasudano rappezzati alla bene e meglio con del nastro americano. Continue reading


ago 5 2009

Braccio a penzoloni

bobo blaster

Il braccio a penzoloni fuori dall’auto è il segno distintivo del tamarro, tuttavia in alcuni casi può anche rappresentare imbarazzo, insicurezza, finta spavalderia.
In estate il fenomeno si moltiplica in maniera esponenziale complice il caldo che giustifica in parte questo atteggiamento tipicamente country in america e agricolo in italia.
Come è noto, lo spopolamento delle campagne, ha fatto sì che questo vezzo a partire dagli anni 60 si trasferisse a poco a poco nei nostri centri urbani, oggi con l’arrivo dei peruviani, equadoregni, e sud americani in genere, il fenomeno ha assunto dimensioni preoccupanti sia per la sicurezza che per lo stress neurologico degl’altri automobilisti.
Ma andiamo con ordine e cerchiamo di classificare questi genotipi.

Il pulotto

Non c’è niente di più stressante che avere davanti un’auto della polizia che non ha una minchia da fare guidata da un pulotto con il braccio a penzoloni.
Di solito l’auto procede a 30/35 km/h in mezzo alla strada con il conducente che tiene il braccio fuori perchè sta fumando, a volte si possono incontrare auto della polizia con 2 braccia a penzoloni perchè ambedue i pulotti fumano, tuttavia la velocità di crociera rimane la medesima per non consumare la sigaretta, a questo punto ti puoi mettere il cuore in pace perchè l’auto prenderà tutti i semafori rossi del viale.

Il tamarro

E’ noto che il tamarro non sa guidare, neppure quando simula partendo a razzo dal semaforo;  l’auto ce l’ha solo per sfoggiarla e lavarla a mano, unico hobby insieme alla gita fuori porta la domenica.
Il tamarro vero di solito è basso e porta i capelli lisci che coprono le orecchie con un pò di ciuffo e la riga di lato molto bassa.
La posizione alla guida è un classico: sedile in posizione alta e schienale parecchio inclinato perchè fa molto racing.
Il tamarro non sa che le auto da corsa hanno lo schienale dritto ma lui fin da piccolo vedeva i tamarri più grandi che guidavano così ed è convinto che più si è sdraiati e più si è temuti dagl’altri automobilisti.
Il tamarro tiene il braccio a penzoloni con il polsino della camicia slacciato e rimboccato di un giro, lui pensa che faccia figo avere il polsino rimboccato di un giro e un pò lasco perchè lascia intravedere il braccialetto a catena e l’orologio non sapendo però che invece il rimboccarsi a quel modo le maniche della camicia, è un vezzo inconscio risalente alle origini quando i suoi progenitori zappavano la terra. Continue reading


lug 27 2009

Rosso Corsa

bobo blaster

Niente da fare, dopo una serrata bagarre, riesco a superarlo all’esterno mentre vengo investito dalle scintille delle sue pedane che strusciano sull’asfalto bruciato dal sole.
Allargando il ginocchio sinistro il tipo tenta di spingermi fuori traiettoria per non farmi passare ma all’ultimo riesco cmq a chiudergli la porta ed arrivare per primo al traghetto.
Mi fermo e lo vedo arrivare imprecando con l’indice puntato verso di me.
” emmevuista, smettila di guardare la mia moto che altrimenti va a finire che l’effe4 la butti nella spazzatura…. ringrazia piuttosto che nn conosco bene la strada…..”
Poi si toglie il casco, mi si avvicina e sputa in direzione della mia moto.

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lug 20 2009

La visione II

bobo blaster

Era già da qualche chilometro che l’anteriore mi giocava brutti scherzi mentre dall’air box una specie di nitrito aveva preso il posto del solito risucchio del tre cilindri; qualcosa non andava quando all’improvviso una strana sagoma bianca mi è apparsa fuori da una curva…

 

 

 

 

 

 

 

 

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lug 7 2009

Kowalski e la guerra dei pezzenti

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Monza, tribuna Ascari, week-end di prove libere organizzato da un motoclub svizzero, mi accendo una sigaretta godendomi lo spettacolo degli amici di mio fratello coi loro bombardoni in pista.
Il cellulare mi vibra nella tasca… « Pronto ? »… è mio fratello, ho la sua moto.
“Dove cazzo sei ?”
“All’Ascari”.
“Vieni qua al box subito !”
“Cazzo è success… ?”… mette giù.
“Muoviti che si gira in pista, ci fanno provare le loro moto…”
Succede che durante la giornata di prove libere, gli accompagnatori e/o i meccanici hanno una mezz’ora a disposizione per provare le moto degli amici che si fidano a prestargliele.
Nel nostro caso si tratta di due Suzuki GSXR 1000 K5 pronto pista. Il buon Fujio Yoshimura ci aveva ben messo del suo per renderle una coppia di missili terra-terra. Da non trasformare, possibilmente, in terra-aria…
Una è gialla con grafiche Alstare Corona come quella di Biaggi. L’altra è riverniciata tutta nera. Il lato oscuro della potenza. Essendo arrivato prima di me, il bastardo di mio fratello aveva ovviamente già agguantato la nera…
Gli faccio: “No, cazzo, ma sei fuori ? Non me la sento di guidare questa specie di mostro che mi fa paura solo a sentirlo in moto, poi qui a Monza, dove si stacca a 300 all’ora… dove non ci ho mai girato !”
Lui, prima d’infilarsi il casco e uscire tuonando dal box, mi dice “Non fare il bastardo, mi fai entrare da solo ?”
Fine del discorso.
E’questione di sangue, non mi posso rifiutare. Continue reading


giu 25 2009

Summer Time

Rocket68

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L’estate è ufficialmente arrivata anche se le condizioni meteo non sono proprio perfette e contro ogni regola di sicurezza spesso ci troviamo a guidare le nostre moto con la sola T Shirt , la sensazione di velocità data dal vento che ti sferza la pelle è veramente impagabile , tranne per quel pensiero che ti passa per la mente : ” Ma se cado ora con la sola maglietta addosso, ma quanto male mi faccio ? ”
Questo è quello che ho pensato l’altra mattina mentre tornavo a casa percorrendo al tangenziale , ma per sfuggire al pensiero ho dato gas cosi da lasciarlo indietro .
Motociclisti…… persone irrazionali

A dimostrazione di quello che dico guardate come va in giro il President