mag 19 2009

Un Presidente per amico III

titoi d.c.

IN MOTO CON BOBO (BRACCATO DA UN SAMURAI)

Finita la storia del casco partiamo per Casola, dove speriamo di arrivare in tempo per la MOTOGP. Sono 9 km dritti e 12 km di Cisa. Ovviamente faccio strada io, e la presenza del buon Kowalski alle ns spalle con i frigobar appesi alla ST mi fa propendere per tenere un passo tranquillo, insomma le classiche due pieghe fra amici. Avere bobo alle spalle è un tremore continuo, guidi costantemente in fibrillazione. A lui non importa che la strada sia sconosciuta, a lui importa di BRACCARTI, PEDINARTI. E lo fa in un modo che incute timore e tensione. La regola per lui è quella di allineare il proprio perno ruotas anteriore sx al tuo perno ruota posteriore destro. Questo anche a costo di verificare la tenuta sulle margherite dei Dunlop Qualifier. A Ozzano Taro per questo motivo ha rischiato di andare in tabaccheria a prendere le sigarette con tutta la moto. Quindi normalmente visionando lo specchio dx ti trovi gli occhi insanguinolenti di bobo ingobbito nel cupolino. L’ansia comincia a venirti quando iniziano le curve. Quando esci lo cerchi non lo trovi più negli specchi, e l’istinto ti porta a chiederti se possa avere avuto un problema. Ma non è così. Lui è come i gemelli Derrick nel cartone animato di Shingo Tamai, quelli che non sapevi se erano uno o due. Lui o sparisce o si sdoppia. Guardi a destra e invece è a 40 cm a sx. Guardi a sx e lui è a dx. Un’ansia costante. L’esperienza più bella sono i tornanti. Io, che conosco la strada a menadito, dentro di me penso di fargli vedere dove mettere le ruote, anche perchè la strada è messa malino. Ma lui non ha bisogno di tutto ciò. Lui il tornante lo allarga a filo carreggiata, butta giù l’MV e ti ricompare all’interno in uscita, con le valvole radiali che ti urlano nel casco. Non è una sfida, ma un avvertimento. Anzi una tutela per te, poi ho capito il motivo. La curva dopo sparisce ancora dagli specchi, e il tornante successivo hai ancora il suo Qualifier nel padiglione auricolare.

Poco dopo arrivati, davanti agli insaccati, al formaggino e al rosso gli chiedo:

bobo, ma che bisogno hai di braccarmi in quel modo all’interno? Se mi succede qualcosa mi sei addosso in un attimo!Stiamo andando tranquilli….

Io lo faccio per te. Se perdi l’anteriore io ti entro nella fiancata risollevandoti ed evitandoti la caduta

Un vero amico. :shock:


mag 18 2009

Un Presidente per amico II

titoi d.c.

PARTE SECONDA

Gli accordi con Bobo erano: a sx al casello di Fornovo prendiamo il caffè poi si va a Varano. Preciso arrivo al bar verso Varano, apro il cell, trovo 5 chiamate di bobo. Era al bar a DESTRA. Vabbè. Cominciamo bene. “E Kowalski?” “E’ già là, era stufo di aspettare”. Mah… Facciamo gli 8 km che ci separano da Varano, arriviamo in circuito e parcheggiamo.

Secondo dramma: povca tvoia non va il bloccadisco!
In sostanza l’aver depositato il bloccadisco nel sottosella dell’MV ha fuso la parte in plastica, rendendolo inutilizzabile. Ma questo lo si è saputo dopo, ossia dopo che mi ha fatto tirare fuori la trousse degli attrezzi della Speed per cercare di sistemarlo. Ovviamente essendo bollente si è pure scottato. Poi dopo aver appurato che non si poteva utilizzare, gli è venuto in mente che l’MV ha il bloccasterzo. Bene. Moto chiusa, possiamo andare. E per due orette abbiamo guardato le vecchiette.

Terzo dramma: “Vacca boia il casco in tvibuna!
Succede che, dopo la parata dei campioni, io kowa e il blaster ci appropinquiamo alle motorelle per andare a cibarci. Ma la visione di Kent Andersson incartapecorito e di Carlos Lavado con la badante lo manda in estasi fotografica. Scena: Kowa tienimi il casco che vado a fare le foto. Va a fare le foto, kowalski va verso l’uscita, dopo 5 min il blaster torna da me e mi fa: CAZZO IL CASCO!!!! L’HO LASCIATO IN TVIBUNA!!!!!!!!!! Corre in un nanosecondo le scale, io lo guardo sparire basito, mentre da tergo mi appare kowalski con due caschi in mano. Telefonata dai contenuti irripetibili e problema risolto.

FINE SECONDA PARTE


mag 18 2009

Un Presidente per amico I

kowalski

Andare in giro una giornata col blaster è ugualmente divertente e stancante, in quanto Bobo è l’espressione motociclistica del Dadaismo.

“Allora domani appuntamento alle dieci casello melegnano col pieno fatto ok ok ok ciao”.

Alle dieci e venti mi erano passate davanti tutte le marche dell’annuario Motociclismo, compresa la Hyosung, ma MV niente…

Dieci e ventidue, al casello c’è una moto rossa che è circa tre minuti che sta prendendo il biglietto, non può essere che il nostro eroe futurista.

E’ in ritardo perche doveva caricare le batterie della Nikon che gli avevo chiesto di portare.

Hai fatto almeno il pieno? Sìssì, ieri sera, ok partiamo.

Siamo in ritardo, ma le dieci di mattina per un artista del suo rango, è il massimo che si può chiedere; fosse stato per me sarei già a Varano da due ore, per assaporare il risveglio del paddock, ma lasciamo perdere…

Parto davanti io, per punirlo del ritardo, lui si sta ancora infilando il casco, vienimi a prendere, che tanto vado piano.

Appena vedo il puntino rosso che si ingrandisce nel retrovisore apro tutto l’apribile, 210, 220, 230, 240… guardo dietro, niente più puntino rosso… possibile, il blaster che non raccoglie…?
Mi sposto verso la corsia centrale, passo in mezzo a due macchine al doppio della loro velocità, riguardo lo specchietto, mi appare Bobo Blaster in Full Screen.
Era a non più di quaranta centimetri dalla mia ruota… poi mi supera in un latrato di RG 3 assolutamente “not for road use”.
Si era nascosto come un ninja,è sempre così, quando vai in giro col Blaster, lui non ti segue, ti bracca. SI MUOVE FRA LE ZONE D’OMBRA DEI TUOI SPECCHIETTI, NASCONDENDOSI ALLA VISTA DEL PROPRIO NEMICO.
A Fiorenzuola, mi passa facendomi il segnale col pollice verso, tipico di chi deve fare benzina.
Entriamo nell’area di servizio, io mi faccio da parte, oltre le pompe di benzina, vedo che lui mi segue.
Mi levo il casco.
Ma non dovevi fare benza?
No, volevo fumare una sigaretta.

Non puoi strangolare un tuo amico per così poco, ma il pensiero, per un attimo ce l’ho avuto, lo confesso. Il segnale della benzina sarebbe stata l’unica cosa che mi avrebbe fatto fermare e quindi perdere tempo, e il nostro Marinetti delle due ruote lo sapeva bene…

Arriviamo a Fornovo in anticipo di mezz’ora sulla tabella di marcia, nonostante la partenza in ritardo e la sosta inutile. Spero che la mia teoria sul Tutor sia valida, altrimenti dovrò emigrare in Brasile…
Casello, il blaster, davanti a me, per tre minuti si incarna nella Dea Kali e mi regala uno spettacolo teatrale diviso in due tempi:
Primo tempo: “La Dea Kali alla ricerca del biglietto” durata un minuto.
Secondo tempo: La Dea Kali alla ricerca del portafogli” durata due minuti.
Rimasi talmente incantato da tutto quel soave roteare di mani, da dimenticarmi di preparare a mia volta biglietto e soldi, causando probabilmente una crisi di nervi all’auto che seguiva dietro.

FINE PRIMA PARTE


mag 15 2009

Quando i motociclisti ti salutano

kowalski

Estate 1982, avevo vent’anni, la moto e la fidanzata.
Ogni giorno cavalcavo sia l’una che l’altra.
Il mondo mi sembrava una cosa meravigliosa.

La mia moto era una Honda XL 500 S, una delle primissime “Enduro” comparse sulle strade italiane alla fine degli anni ‘70, appena dopo la celeberrima Yamaha XT 500.
La mia fidanzata era la mitica Eva, mora, siciliana, oscuro e imperscrutabile oggetto del desiderio dell’adolescenza di quartiere, la classica strafiga di periferia che non cagava nessuno, fino a quando il suo sguardo di ambra non incontrò il mio.

Una Domenica decidemmo di andare in montagna a fare un pic-nic.
Trovammo il nostro Eden in alta Valle Brembana, in un altipiano a 2000 metri a ridosso del Rifugio Calvi, un posto incantevole, raggiungibile solo tramite una mulattiera, terreno ideale per le ruote tassellate della mia Honda.

Stesi il lenzuolo su di un prato fiorito, nei pressi di un torrentello. Sembrava veramente di essere in paradiso, c’ero io, c’era Eva e c’era il serpente con il frutto proibito, che venne mangiato fra un panino e una Coca Cola.

Fu proprio una bella giornata e verso sera sbaraccammo per tornare nella metropoli maledetta.
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apr 20 2009

RENOLTTONE

bobo blaster

domenica mattina h 8,45, alzo del tutto la tapparella ed invece di essere accecato dal sole come predetto dal corriere della sera, una leggera pioggerellina primaverile scende da un cielo grigio preoccupatamente uniforme, senza nuvoloni da passeggero temporalone stagionale.
inzomma, sti cazzi.
merda, avevo pure la supergomma pirelli corsa diabblo III nuova di pacca, quelle con dentro il lattice di Afef, mi aveva assicurato il gommista, ” con le diabblo trimescola puoi…”

“…prendere una facciata al t-day e finire al pronto soccorso di fornovo dove una sedicente dottoressa russa alta 1,82 e con jeans attillati che ti siringa la testa per tirar fuori l’aria dal ematoma che ti sei fatto sull’ asfalto umido di pioggia” penso, sogghignando tra me e me…”le conosco già, ottime”

trascinandomi incazzato verso la cucina a piedi nudi, tanto per fare incazzare mia moglie, vedo attraverso i vetri della sala che dalla parte delle montagne è chiaro, se è chiaro laggiù, mi dico con ottimismo, fra un paio di ore esce il sole.

paraponziponzipò, checculo checciò 8)

prendo la tuta più leggera, sotto solo una t-shirt e il paraschiena, guanti e casco “BELL” LA LI che mi si scolla tutto, in carbonio vero però, leggerrrissimo anche con tutti pezzi, figguriamoci ora.

già che ci sono rabbocco l’olio dello speed, stando ferma giorni sul cavalletto laterale, mi sgocciola dalla parte sx, nn ci faccio molto caso, è giusto così.

appoggio zanna bianca al muro per tenerla dritta e guardo la spia sotto il carter : 0

appoggiandola su un fianco appena appena….. azz ci andrà almeno mezzo kilo :shock:

rabbocco, alla fine ci metto quasi settecento grammi, pulisco e guardo il cielo, come avevo detto, ecco i primi raggi di sole.

azz, però…ci saranno ancora le strade bagnate, aspetta un pò che ne approfitto per lucidarla per bene e fumarmi una sigaretta.

appena finito il lavoro, mi accorgo che sul serbatoio ci sono un sacco di goccie, ha iniziato nuovamente a piovere.

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mar 24 2009

Città Santa VI

bobo blaster

KOLHAPUR – ARPORA GOA

Non è ancora l’alba ma ho già fatto colazione nel piccolo e modesto ma pulitissimo alberghetto di Kolhapur, piccola cittatidina del XIX secolo nel centro della quale c’è un bel palazzo abbandonato appartenuto al maràja Shivati.
ieri notte prima di coricarmi ho fatto un 2 passi nel quartiere vecchio e ho scorto un piccolo tempio dedicato ad Anuman, il dio che ho scelto come se fosse il mio Padre Pio (in india potete farlo) già 10 anni fa.
Betta, che è il mio guro culturale per ciò che riguarda l’induismo e le sue divinità che sono millemila, mi svelò che potevo scegliarmi un dio protettore e mi fece vedere il catalogo spiegandomi le varie caratteristiche e gesta di questi dei indu e tra
i moltissimi personaggi pittoreschi con 5 braccia o la testa da elefante, oppure mezzo corpo da pinna gialla e il resto da capretto che non mi ispiravano per niente, trovai Anuman, un fiero guerriero scimmia che sfidò i demoni per conto di Rama al quale avevano rapito la bellissima moglie e portata a Shri Lanka che vuol dire appunto, L’isola dei demoni.
azz…ganzo pensai, così diventò il mio dio e ogni volta che vedo qualcosa dedicato a lui, mi fermo e faccio una piccola offerta.
son sikurissimo che è stato Lui a scacciare i cagniacci che si stavano pappando il Rovagnati morto.

” oh grandissimo Anuman, io mi inginokkio a Te, concedimi qualche gniocca in più e n’artra ventina di anni in moto e ti compro un baobab altissimo con milliaglia di liane”. Continue reading


mar 16 2009

Città Santa V

bobo blaster

ragazzi, ho avuto giornate d’inferno, in posti dove di internet nn gliene frega gniente a nessuno.
ma che bbbuono il montone con le pere 
vabbe’ anche stanotte ho avuto gl’incubi, sicuramente sono dovuti alle spezie, ma torniamo al viaggio

La giornata del Maiale.

Quarto giorno di viaggio.

La stanchezza inizia a farsi sentire, negli ultimi 3 giorni, ho percorso piu’ di 600 km ad una media di circa 35 km/h, bisogna pero’ tenere conto delle innumerevoli soste dovute al caldo, ai rifornimenti, alla secchezza delle fauci, ai crampi alle gambe ed alle braccia.
insomma non e’ l’autostrada dei fiori.
mi mancherebbero ancora due giorni per raggiungere la localita’ di Arpora in Goa, meta finale del mio viaggio, ma ho deciso che saltero’ una tappa intermedia, ho troppa voglia di tuffarmi nel Arabian Sea e cazzeggiare sotto una palma a godermi la brezza del oceano indiano e per farlo sono disposto a percorrere quasi il doppio dei kilometri in un solo giorno, piuttosto che farne due sotto un sole che scioglie l’asfalto.
La tappa che mi accingo a fare oggi e’ Pune- Kolhapur, 365 km di strada discreta come mi hanno detto alla concierge dell’albergo.
In effetti, le prime 2 ore di strada sono praticamente dritte e monotone e l’asfalto e’ molto sconnesso.
certo, i monsoni ogni anno distruggono queste strade ed infatti ovunque ci sono dei lavori in corso, senza pero’ una segnaletica adeguata, mettendo quasi sempre solo dei pietroni in mezzo alla strada e questo, se nn si e’ particolarmente attenti, puo’ essere pericoloso.
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mar 10 2009

Città Santa IV

bobo blaster

azz…. ciao ragazzi, oggi e’ filato tutto liscio anche se sulla strada ho assistito a 2 incidenti, tra l’altro molto simili nella dinamica.
nel primo, un’auto che procedeva davanti a me, per cause ignote, e’ salita sullo spartitraffico di cemento e si e’ fermata rimanendoci a meta’ sopra.
nessun ferito(postero’ foto)
il secondo incidente e’ stato piu’ brutto perche’ se fossi passato qualche minuto prima in quel punto, sarebbero stati guai.
un grosso autotreno proveniente dalla corsia opposta alla mia, ha scavalcato il guardrail ed ha invaso completamente la corsia sulla quale stavo viaggiando bloccando il traffico.
anche questa volta, essendo prestissimo e nn essendo ancora trafficata la strada, non ha procurato feriti(postero’ foto).
stasera ho raggiunto senza problemi Puna, la strada era bella per almeno i 2/3 del percorso, fate conto una superstrada, in effetti e’ una autostrada a pagamento ma con i paesi e i mercati in mezzo da dove sbucano mezzi di qualsiasi tipo, dal super autotreno alla corriera scassata con apparizioni di ape, scoteer e bici, inzomma la nn regolamentazione allo stato puro.
la cosa bella e’ che le 2 e 3 ruote non pagano, la brutta e’ che ho assistito all’infrazione piu’ pazzesca che neanche avrei immaginato si potesse fare:
appena uscito da un casello a pagamento( se ne trovano ogni tanto) dove dall’altro senso di marcia c’era una coda kilometrica di camion che aspettavano di pagare(il tutto manualmente), mi vedo arrivare incontro(sull’autostrada, mica kazzi) un’auto il cui conducente per evitare la coda aveva ben pensato di bypassare tutti percorrendo i km di fila in contromano in corsia di sorpasso.
la cosa piu’ pazzesca e’ che nessuno diceva un cazzo
spero l’abbiano lapidato al casello, ma ne dubito, fara’ 10 reincarnazioni dimmerda in piu’.
magikka india.

PS: incomincio ad essere distrutto, la sera mi vibra il braccio destro finche’ nn mi addormento

baci


mar 9 2009

Città Santa III

bobo blaster

Tanto per ridere un po, vi aggiorno sul viagra, ops sul viaje..beh, insomma sui tappi, o sulle tope(un chezz) o piu’ realisticamente sulle tappe
Oggi e’ stata la giornata della sfiga, ma anche della fortuna; un mix che in urdu antico si chiama ‘Ramavainculostiahchemal’.
Beh, andiamo con ordine.
Dopo che il mecca di fiducia (postero’ le photo’) mi ha rifatto a mano la leva del freno post. precisa all’originale pure nelle zigrinature antiscivolo del pedale, nonostante gli avessi detto che mi bastava mi saldasse un mestolone ricurvo purche’ facesse il suo lavoro!! invece un cazzo, ha impiegato quasi na mattina per rifare ad arte il pezzo, cosicche’son partito da Ajanda alla volta di Puna in ritardissimo.
350 km ca di paura e dolore coperti nel tempo record di 7 h 22 min e 16 sec. sporchi.
Si, ma molto sporchi e poco salutari. adesso capisco perche’ tutti quelli che usano le moto per spostarsi girano con la nuca e il volto completamente fasciati lasciando solo fuori una fessura sopra il naso da dove escono degli occhialoni di ogni forma e colore.
Essì perché nonostante la strada sia per lo piu’ asfaltata(si fa per dire), la polvere finissima del territorio circostante, sollevata dal vento infuocato e perpetuo di queste zone desertiche, riesce a penetrare ovunque(me sto ancora a grattà li cojoni dopo 2 docce).
Vabbé mo vi racconto.
Dopo circa un paio di ore di marcia, un fottutissimo insettone di origine sconosciuta mi ha centrato sulla guancia sinistra procurandomi un discreto dolore a cui nn ho fatto tanto caso pensando fosse la ovvia ripercussione alla botta ricevuta.
Col passare dei minuti mi sono pero’ reso conto che il dolore stava aumentando e che l’occhio sx cominciava a lacrimare.
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mar 7 2009

Città Santa II

bobo blaster

seconda tappa raggiunta, ma la moto incomincia a perdere dei pezzi…..per colpa di una capra sbucata dalla boscaglia sono entrato in una buca larga un paio di metri e profonda una ventina di centimetri, risultato: spezzata la leva del freno osteriore contro una pietra…..chissenefrega direte voi, tanto e’ quello dietro…si col chezzo, quello davanti sulla bullet non esiste, si frena solo col posteriore, tipo i 50ini di una volta….vabbe’, l’importante e’ che nn sia caduto sulle pietre xche’ viaggio in t-shirt e ginz e sarebbero stati cazzi…impossibile indossare qualcosa di piu’ pesante, il calore dopo le 10 di mattina e’ pazzesco, ogni mezz’ora son costretto a fermarmi sotto qualche albero o ad un Autogrill ( si fa x dire).
sono ad Auranghabad, 500 km ca dalla partenza.
siccome ho ritardato di 3h la tabella di marcia prevista, Betta stava gia’ x telefonare alla Farnesina poi finalmente ho raggiunto il check point.
domattina parto per Ajanta, tappa piu’ breve, 120 km ca, la media cmq nn supera i 40 km/h tirando nei pezzi dritti ed asfaltati, ho fatto il record di velocita’, 85all’ora sdraiato sul manubrio altro che haga 
dovevo portare il collirio cazzo come mi bruciano gl’occhi 
amme’ mi sembra la pariggi dakkar di una volta.
ma senza sponzzor, appoggi e kazzi e mazzi da fighette, na cartina, no zaino l’ippod e tanta allegria, tanto nn devo batte nessuno
ciao rega’ i video li sto facendo si!!!
n’abbraccio