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	<title>Nasty Donkey&#039;s Team &#187; Vita da Nasty</title>
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	<description>Hiiii hooooo!!!</description>
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		<title>Assaggia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 21:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/11/4eba4944bf.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-890 frame" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/11/4eba4944bf.gif" alt="" width="451" height="244" /></a></p>
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		<title>La classe non è acqua</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 22:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rocket68</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi sono recato al Circuito Internazionale di Siracusa in occasione della cerimonia per riqualificazione del circuito con la posa della prima pietra, un progetto da 20 milioni di euro . Detto questo, erano presenti molti appassionati e in questa folla di gente e mezzi a 2 e 4 ruote la mia attenzione è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/11/DSCN5450.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-866 frame" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/11/DSCN5450-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/11/DSCN5452.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-874 frame" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/11/DSCN5452-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/11/DSCN5451.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-868 frame" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/11/DSCN5451-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/11/DSCN5455.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-865 frame" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/11/DSCN5455-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Oggi mi sono recato al Circuito Internazionale di Siracusa in occasione della cerimonia per riqualificazione del circuito con la posa della prima pietra, un progetto da 20 milioni di euro .<br />
Detto questo, erano presenti molti appassionati e in questa folla di gente e mezzi a 2 e 4 ruote la mia attenzione è stata attirata da un MV F4 750, la guardo, gli giro intorno e vedo un segno distintivo quasi nascosto nella parte inferiore della carenatura &#8230;l&#8217;adesivo del Nasty Donkey Team</p>
<p>Un membro del più ristretto e elitario gruppo di motociclisti era nei paraggi, un rapido sguardo tra la folla e lo individuo &#8230;lui mi guarda e riconosce subito la mia appartenenza al Team .<br />
C&#8217;è poco da fare la classe non è acqua e si distingue sempre dalla massa.<br />
Ciao President <img src='http://www.nastydonkeysteam.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Una domenica qualunque</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 10:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=2tF69Hlcef8]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2tF69Hlcef8">http://www.youtube.com/watch?v=2tF69Hlcef8</a></p>
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		<title>La nevicata</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 18:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kowalski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>

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		<description><![CDATA[La neve era caduta abbondante e ininterrotta per due giorni, col risultato che lo spesso manto bianco aveva ricoperto tutto, rendendo il paesaggio uniforme. La città era semiparalizzata sotto quasi un metro di coltre candida, che aveva in qualche modo reso esotico il triste paesaggio urbano di una Milano periferica, venuta su nel secondo dopoguerra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La neve era caduta abbondante e ininterrotta per due giorni, col risultato che lo spesso manto bianco aveva ricoperto tutto, rendendo il paesaggio uniforme.<br />
La città era semiparalizzata sotto quasi un metro di coltre candida, che aveva in qualche modo reso esotico il triste paesaggio urbano di una Milano periferica, venuta su nel secondo dopoguerra in nome della speculazione edilizia.<br />
Edifici tutti più o meno uguali, parallelepipedi fatti al risparmio, funzionali solo allo stivaggio di famiglie costrette a vivere in modeste metrature, dai colori smunti, privi di qualsiasi concessione allo stile e alla bellezza,<br />
Per questo noi giovani ribelli squattrinati delle Banlieues milanesi stavamo sempre fuori, al bar, ai giardinetti, sempre, anche sottozero.</p>
<p>La giornata si era conclusa con ampie schiarite a partire da Nord Ovest verso la penisola, aveva detto il telegiornale, infatti la sera si presentò ai nostri giardinetti con una magnifica stellata, che riverberando sulla coltre di neve che copriva tutto, rese la città incantevole, bellissima, immobile, sospesa nell&#8217;assenza quasi totale di traffico e di rumore, la raffineria, lo spedizioniere, le macchine parcheggiate, il Bar di Franco, la ferrovia, la casa della Tabaccaia, tutto era immerso in un&#8217;atmosfera magica, amplificata dalle tre o quattro canne che erano già girate in compagnia.</p>
<p>Mio padre sapendo della mia inclinazione alla guida, diciamo, sportiva, mi aveva saggiamente diffidato dal disseppellire la 127 di famiglia per andare a fare il pirla in giro.</p>
<p>Quanto mi sarebbe piaciuto fare un paio di bei traversi nel piazzale del cimitero, ma soldi ne giravano pochi, nessuno di noi aveva la macchina propria, tutti usavamo quella di nostro padre e tutti avevamo ricevuto il veto.<br />
Era ormai quasi mezzanotte, il deca di fumo era finito, così come le nostre stralunate allegrie, eravamo fradici e infreddoliti nei nostri quasi Moncler e quasi Timberland, cinque ragazzi senza una lira, senza una donna, ingobbiti dal freddo, silenziosi e sbuffanti, cercando di riscaldarsi al calore dell&#8217;ennesima sigaretta, gli irriducibili, decisi a non mollare, a non far sparire troppo presto nel buio delle nostre case una serata così speciale.</p>
<p>Nel silenzio nevoso della notte ci arrivò da dietro l&#8217;angolo della Farmacia dapprima il rumore di un motore imballato, poi un tonfo, poi niente, poi rumore di messa in moto, una volta, due volte,tre volte, dieci volte.<br />
Silenzio.<br />
Qualcuno era in difficoltà.<br />
Andiamo a vedere.<span id="more-841"></span></p>
<p>Come giriamo l&#8217;angolo, ci appare una Ford Escort mezza arrampicata sul montarozzo di neve che gli operai dello spedizioniere avevano spalato per liberare il passo carraio.<br />
Accucciato a guardare sotto la macchina c&#8217;è un uomo.<br />
Ci avviciniamo.<br />
L&#8217;uomo si alza e bestemmia a squarciagola.<br />
Lo conosco.<br />
Non è un uomo.<br />
E&#8217; Miki Manuzza.</p>
<p>Miki Manuzza. Articolo 102: Delinquente Abituale.<br />
Un criminale senza cervello, tutto istinto e follia. Uno dei guappi più conosciuti del quartiere, al punto che la madre fu costretta a trasferirsi a Cornaredo nella speranza che il figlio la smettesse di frequentare cattive compagnie.<br />
Ma la cattiva compagnia lui ce l&#8217;aveva dentro, frequentava sempre il Bar Mistero, una fucina di malfattori H 24, bar e biliardo sopra, bisca clandestina sotto.<br />
Miki era senza patente, gliela avevano revocata a vita. Ogni tanto mi capitava di incontrarlo la sera tardi mentre cercavo parcheggio e di sacrificare un ora di sonno per accompagnarlo a casa, mi raccontava sempre le stesse cose, risse, furti, rapine, arresti, botte, galera, io lo ascoltavo mentre guidavo, spesso si addormentava, diceva che guidavo bene, gli ero simpatico, mi chiamava O&#8217;Professore.<br />
Una vera mina vagante, a noi &#8220;bravi guaglioni&#8221; si divertiva ogni tanto a metterci paura ma suo modo ci voleva bene, eravamo diversi, avevamo ancora speranza, a lui la speranza gliel&#8217;avevano tolta a 18 anni a San Vittore.</p>
<p>Ci chiama per aiutarlo a liberare la macchina, è visibilmente ubriaco ma scherza, per salutarmi fa finta di tirarmi un cazzotto,&#8221;Uèè Professòòòòò&#8230;&#8221; ride&#8230;è in buona, meno male.</p>
<p>In pochi minuti la macchina è in strada, grazie anche alle gomme da neve al posteriore.<br />
Miki per ringraziarci ci offre una di fare canna di Hashish di quello giusto.<br />
Saliamo tutti e cinque in macchina, siamo felici, la serata non è ancora finita.</p>
<p>Mi siedo davanti, gli altri quattro ammucchiati dietro.<br />
Un groviglio di fili penzola da sotto il volante, lo guardo, ride mentre in meno di un minuto ha preparato una canna e me la passa da accendere.<br />
&#8220;Tranquillo Professò&#8230; con la neve &#8216;a Madama sta in caserma&#8221;<br />
La canna è di ottima qualità, i delinquenti avendo i ganci giusti si drogano sempre bene e in abbondanza, non fumano certo la segatura mista a bitume che fumiamo noi.<br />
In breve la macchina è un delirio di risa, urla, fumo, frasi sconnesse, lacrime agli occhi, un casino.</p>
<p>Gianni, uno di quelli dietro, in un impeto di coraggio se ne esce con un:</p>
<p>- &#8220;Miki per favore fammi provare la macchina, dai&#8221;</p>
<p>- &#8220;Tu sì Pazz&#8217;&#8221; &#8220;Tu ce vò fa ammazzà&#8221;</p>
<p>- &#8220;Miki dai, solo il giro della casa&#8221;</p>
<p>Miki era veramente in buona, gli lasciò il posto di guida, prese il mio, io mi infilai nel carnaio di finti Monclèr dietro e partimmo.</p>
<p>Miki era in vena di scherzare, Gianni non fece in tempo a mettere la seconda che Miki cominciò a torturarlo, tirava il freno a mano, faceva partire il tergicristallo, gli strizzava i coglioni, suonava il clacson, gli gridava nell&#8217;orecchio, finchè lo obbligò a fermarsi per far attraversare suo nonno morto in guerra, noi dietro giuro stavamo quasi morendo dal ridere&#8230;</p>
<p>Si gira e fa:</p>
<p>- &#8220;Professò guida tu!&#8221;</p>
<p>Cazzo, un trazione posteriore sulla neve&#8230; con un bel peso dietro&#8230; non mi pareva vero!!!</p>
<p>Gianni mi cedette il posto con aria frustrata, mi misi al volante, partìì piano, temendo gli scherzi con assalto ai coglioni di Miki, ma fui lasciato in pace, mi rilassai e piano piano cominciai a prenderci gusto, feci la rotonda di Piazza Caserta tutta in un traverso unico per quattro volte, la ciurma sguaiata di drogati cominciò a gridare come fossero su un ottovolante, Miki rideva sotto i baffi e rollava un&#8217;altra canna, si fidava, ero gasatissimo.<br />
Cominciai ad aumentare la velocità, quello che facevo in seconda ora lo facevo in terza, godevo come un matto, ero Walter Rohrl che volava di notte fra i tornanti del Col de Turini, ero Hannu Mikkola che sfidava le leggi della fisica e gli alberi al Rally di Svezia&#8230;</p>
<p>Mi infilo in una 90° davanti all&#8217;Ospedale Maggiore a velocità tanta roba&#8230; troppa roba&#8230; la macchina parte in un testacoda interminabile, il tempo si dilata come in uno slow motion drogato&#8230; wow &#8211; wow &#8211; wow &#8211; wow&#8230;</p>
<p>Vedo i giardinetti avvicinarsi davanti a me, il tempo riprende a velocità normale&#8230;</p>
<p>Prendo frontalmente in un boato il muretto di neve a lato strada che ricordai essere bello alto, voliamo nei giardinetti a 60 all&#8217;ora, atterrando nella neve fresca fino ai finestrini.</p>
<p>Silenzio.<br />
Fumo dal radiatore.<br />
Fine della corsa.<br />
La ciurma non mi amava più.<br />
Miki Manuzza mi guardò, non disse una parola, con un calcio aprì la portiera e sparì nella notte in cerca di un&#8217;altra macchina.</p>
<p>Questo racconto è frutto della fantasia di chi scrive.<br />
Ogni riferimento a cose, persone, fatti realmente accaduti è puramente casuale.</p>
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		<title>I fratelli Espadrillas</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 21:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>

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		<description><![CDATA[Impresari da generazioni, portano con successo il cinema hard in giro per il mondo. Saranno in Italia da settembre. Non lasciate lo stereo in macchina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Impresari da generazioni, portano con successo il cinema hard in giro per il mondo.</p>
<p>Saranno in Italia da settembre.</p>
<p>Non lasciate lo stereo in macchina</p>
<p><img src="http://img687.imageshack.us/img687/9889/igemelliedited.jpg" alt="" width="489" height="399" /></p>
<p><img class="frame" src="http://img836.imageshack.us/img836/5894/006686d6ad.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<p><img class="frame" src="http://img811.imageshack.us/img811/5592/21fad3157c.jpg" alt="" width="480" height="507" /></p>
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		<title>Donkeys in love</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 13:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nasty Donkey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone frame" title="Donkeys in love" src="http://farm5.static.flickr.com/4144/4983916011_c20e2f2b20_o.jpg" alt="" width="1024" height="682" /></p>
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		<title>Il vecchio e lo sportello</title>
		<link>http://www.nastydonkeysteam.it/2010/06/08/il-vecchio-e-lo-sportello/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 07:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rocket68</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina vado al centro commerciale a fare un po di spesa &#8230;lunedi mattina , presto parcheggio semivuoto. Io finisco di caricare i sacchetti in macchina e mi avvio a posare il carrello , lascio lo sportello aperto &#8221; tanto non do fastidio &#8221; ho pensato . Con la coda dell&#8217;occhio vedo un auto avvicinarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/06/anziano_g.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-774" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2010/06/anziano_g-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a></p>
<p>Questa mattina vado al centro commerciale a fare un po di spesa &#8230;lunedi mattina , presto parcheggio semivuoto.<br />
Io finisco di caricare i sacchetti in macchina e mi avvio a posare il carrello , lascio lo sportello aperto &#8221; tanto non do fastidio &#8221; ho pensato .<br />
Con la coda dell&#8217;occhio vedo un auto avvicinarsi , con un vecchio alla guida ..mi volto lo guardo , guardo lo sportello , e penso &#8221; stai a vedere che con tutto lo spazio che c&#8217;è si viene a posteggiare accanto a me , e che lo portiera gli da fastidio&#8221;<br />
Infatti dopo qualche momento e considerazione su dove fermarsi il vecchio decide &#8230;..si proprio li vicino , la manovra gli viene anche un pelo difficoltosa , visto che sembra litigato con lo sterzo .<br />
Io osservo tutto da lontano ,mi avvicino e lui mi guarda stizzito e mi fa cenno verso lo sportello &#8230;certo ha ragione, <strong>non c&#8217;era spazio dove parcheggiare</strong>&#8230;&#8230;&#8230; ma va va !!!!!</p>
<p>Quando elimini ogni più plausibile opzione &#8230;l&#8217;impossibile sarà l&#8217;unica soluzione possibile</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ma pecchè, pecchè?</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 08:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo essermi rifocillato dal Tacco, decido di andare a vedere dal verniciatore a che punto è con la Mondial. Durante il tragitto son stato bersagliato da mosconi così irritanti che mio malgrado ho dovuto schiacciare. Come il primo, un moscone con una lacoste(?) rosa che ronzava come un forsennato appena mi ha visto arrivare da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo essermi rifocillato dal Tacco, decido di andare a vedere dal verniciatore a che punto è con la Mondial.<br />
Durante il tragitto son stato bersagliato da mosconi così irritanti che mio malgrado ho dovuto schiacciare.<br />
Come il primo, un moscone con una lacoste(?) rosa che ronzava come un forsennato appena mi ha visto arrivare da dietro grazie ai suoi grandi occhi esagonali.<br />
Il rumore ciofetico del marmittone assai più grande del suo spooterone avrebbe irritato anche ecclestone con le cuffie.<br />
Il casco nero momo designe oscillava in continuazione da destra a sinistra benchè nn facesse il minimo scarto per districarsi dall&#8217;autobus e le 2 auto che da più di un semaforo lo facevano proseguire a scatti assordanti.<br />
Siccome normalmente do la chance a chi mi procede, sono stato bello quieto per alcuni minuti finchè capito lo spiraglio che si sarebbe aperto nel giro di qlc secondo, apro il gas per togliermi di torno.<br />
E invece no! Quando sono praticamente con l&#8217;anteriore a fianco del suo marmittone, mi rendo conto che anche lui ha capito da che parte passare.<br />
lo lascio fare xchè lui nn s&#8217;immaginava neppure quanto gli fossi vicino e mi sembrava troppo sporca; tanto dopo ci sono 200 mt liberi e me lo tolgo dalle palle lì, in modo pulito.<br />
Macchè!!! Il moscone fa lo spocchioso e invece di darmi strada, apre a manetta e se ne sta sulla corsia di sorpasso.<br />
Colto di sorpresa, non riesco a superarlo in modo pulito.<br />
Davanti c&#8217;è la coda di auto che procedono parallele, se arriva prima lui, non me ne libero più per altri 3 semafori.<br />
Beh, vediamo quando frena&#8230;<br />
Lo vedo chiedersi &#8220;ma dove cazzo è finito quello con la bmw? era sulla sx&#8230;.no è a destra&#8230;ma nn c&#8217;è neppure a destra, dov&#8217;è adesso??&#8221;<br />
ed ecco che fa l&#8217;errore: gira la testa per capirci qualcosa e si trova con il mio casco a 3 dita dai peli del suo avambraccio sinistro che immediatamente gli si rizzano come la pelle d&#8217;oca che gli vedo sul braccio mentre un pò di traverso per via della scalata col cardano, gli passo davanti in mezzo alla coda di auto.</p>
<p>SDENG&#8230;CRACK&#8230;SDENG&#8230;</p>
<p>Guardo dallo specchietto: una la lacoste rosa si sta rialzando agitando un braccio per il bruciore, mentre l&#8217;altro lo sorregge con la mano all&#8217;altezza de gomito&#8230;<br />
SBUZZIATURA AHi AHI???</p>
<p>Ma moscone, perchè ti giri se hai gli occhi esagonali??</p>
<p>Gli altri, non sono neanche stato li a pormi il problema, SCIAFF e morta lì, così nessuno si è sbucciato.</p>
<p>Eppoi, uno col casco così se avessi uno spooterone, starei skiazzato <img src='http://www.nastydonkeysteam.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.nastydonkeysteam.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.nastydonkeysteam.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img class="alignnone frame" title="BMW Mamola" src="http://img714.imageshack.us/img714/8875/immag0391.jpg" alt="" width="600" height="800" /></p>
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		<title>Il sonno dell&#8217;innocenza</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 09:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kowalski</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>

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		<description><![CDATA[Conobbi Laura a cena in un Cinese, uno di quelli con quel favoloso tavolo rotante. Laura era amica della fidanzata di un mio amico, laureata in Ingegneria Elettronica, rossa di capelli, belloccia, procace, single e scassacazzo. Almeno così dicevano. Proveniva da una solida famiglia di ingegneri e imprenditori infulcrati nel centro delle Langhe, terra di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conobbi Laura a cena in un Cinese, uno di quelli con quel favoloso tavolo rotante.<br />
Laura era amica della fidanzata di un mio amico, laureata in Ingegneria Elettronica, rossa di capelli, belloccia, procace, single e scassacazzo. Almeno così dicevano.<br />
Proveniva da una solida famiglia di ingegneri e imprenditori infulcrati nel centro delle Langhe, terra di grandi vini ma anche di grandi lavoratori della terra, caratteristica genetica che non si faticava a riconoscere nelle generose fattezze della bella Ingegnera.<br />
Laura non mi piaceva. Vestita in modo approssimativo, niente trucco ne parrucco, la trovavo poco femminile, poco appariscente. Metteva avanti a se il suo prodigioso intelletto. L’estetica era per donne senza cervello.<span id="more-711"></span><br />
A cena nonostante ci misero vicini apposta, non feci nulla per ingraziarmela, anzi, polemizzavo apposta su ogni cosa uscisse dalla sua bocca, vincendo numerosi alterchi opponendo alla sua cultura e raziocinio la mia sagacia, buttandola in caciara, generando ilarità fra i commensali e guadagnandomi i loro consensi come conseguenza.<br />
Ci salutammo a fine serata con un certo rispetto, come due generali nemici ma che hanno combattuto con onore; seppi poi dalla fidanzata del mio amico, che questo tenerle testa la portò a generare un certo interesse nei miei confronti, ma Laura continuava a non piacermi.<br />
La rividi un paio di volte, lei e la coppia di miei amici, fra cui un’uscita in moto in cui l’ebbi come felice passeggera.<br />
Laura adorava la moto, pur non possedendone una, in quanto non aveva neanche la patente.<br />
Ricordo la pressione delle sue tette enormi sulla mia schiena e il calore che ne proveniva, seppur mitigato dai non proprio leggeri indumenti, lo percepivo nettamente soprattutto in discesa, dove Laura mi si incollava e mi surriscaldava letteralmente col suo corpaccio da Ingegnere Contadino.<br />
Mi rimase qualcosa da tutto quel calore animale, tanto che a fine giro le chiesi il telefono.<br />
Uscimmo a cena due forse tre volte, la sua vita era stata un sacrificio nel nome della scienza, animale da biblioteca, Laurea, Master negli States, dove aveva vissuto per cinque anni, lavorava presso la filiale italiana di un’industria aerospaziale, aveva a che fare coi satelliti, provò a spiegarmi ma non ci capii un cazzo. Capii però che Laura non aveva praticamente mai avuto un fidanzato e che erano anni che non scopava.<br />
A fine cena, la trascinai con l’inganno a casa mia, oddio, se glielo avessi chiesto, ci sarebbe pure venuta volentieri, solo che non volevo metterla in imbarazzo, recitai così la parte del solito maschio mascalzone italiano.<br />
Mi inventai di aver lasciato a casa il portafogli con dentro la patente, lei si offrì pure di pagare il conto ma non fu necessario perché da sempre porto i soldi nella tasca anteriore dei pantaloni, come avevo visto fare ai malavitosi del mio quartiere.<br />
Quello che successe dopo ve lo lascio immaginare.</p>
<p>Laura, come tutte le donne, aveva dei pregi e dei difetti.<br />
E’ aritmetica, quando la somma dei difetti supera quella dei pregi, è meglio mollare il colpo.<br />
I pregi erano che era colta, ricca di famiglia, aveva due tette enormi e aveva sempre voglia di scopare.<br />
I difetti erano che paradossalmente lei e la sensualità erano due universi paralleli, che non si sarebbero mai incontrati, se non in un telefilm di Star Trek.<br />
A dispetto del suo aspetto procace, era, diciamo, poco comunicativa, non collaborava, era come in un terreno sconosciuto, poveretta non aveva la minima idea. Salvo poi al raggiungimento improvviso dell’orgasmo, trasfigurare completamente e prorompere in impressionanti urla da mattatoio, con mio grande sgomento e preoccupazione per i vicini. E questo era un altro difetto.<br />
Una volta addirittura smisi di fare quello che stavo (evidentemente bene) facendo e fra l’infastidito e il dispiaciuto le chiesi spiegazioni sulle sue emissioni sonore, lei rispose semplicemente che lo sapeva e le dispiaceva, ma che non ci poteva fare niente.</p>
<p>Pregi e difetti.</p>
<p>Abbandonai così il progetto Laura.<br />
Lei capì e dopo qualche telefonata e qualche piagnucolata sulle spalle della coppia dei miei comuni amici, mi lasciò in pace definitivamente.<br />
Fino a un sabato pomeriggio.<br />
Avete presente quegli oscuri sabati pomeriggio milanesi di metà novembre, senza famiglia, senza donna, senza amici, troppo freddo per andare in moto, niente in televisione, solo come un cane, quando è troppo pesante fare i conti con te stesso? Li avete presente?<br />
Quando fai scorrere freneticamente la rubrica del cellulare e in un attimo arrivi alla Z di Zia Maria non trovando la benché minima soluzione umana a un sabato pomeriggio disastroso?<br />
Allora che fai, rifai scorrere la rubrica con un approccio diverso, più umile, se vogliamo, con una rete a maglia sempre più stretta, fino all’ignominia, fino a grattare il fondo del barile pur di non passare il fine settimana da solo con la tua depressione.<br />
Ecco che il pollice si blocca su un nome.<br />
Laura Ing.<br />
Chissà come sta?<br />
Ma va… lascia perdere, si sarà fidanzata con un intellettuale audioleso…<br />
Eppure…<br />
Vediamo un po’…</p>
<p>“Ciao Laura sono Kowalski, come stai?”<br />
“Ciao Kowalski, io sto bene, ma sai che sei uno stronzo, che fine hai fatto, non hai mai risposto alle mie chiamate…”<br />
“Avevo finito il credito”<br />
Silenzio.<br />
Risata soffocata. La ragazza aveva spirito.<br />
L’avevo agganciata all’amo.<br />
Non le diedi il tempo di dire niente.<br />
“Senti, ma tu ce l’hai sempre la casa di Sanremo?”<br />
“Sì perché?”<br />
“Non è che ti piacerebbe andarci per fuggire da questa giornata uggiosa insieme a me?”<br />
Non le diedi il tempo di rispondere.<br />
“Dai, ti passo a prendere fra un’ora e stasera cena a base di pesce in ristorantino vista mare, va bene ?”<br />
“Mah non so devo preparare una relazione che martedì vengono gli Americani…”<br />
“Ecco appunto martedì, ora ti rilassi al mare così lunedì gli prepari una bella relazione…ciao, a dopo!”<br />
Avevo risolto, avrei ammazzato la solitudine a colpi di Laura e le sue tettone.<br />
Povera Laura, doveva sentirsi anche lei sola come un cane.<br />
Dopo tutto quello che le avevo fatto, anzi, non fatto, dopo averla ignorata per mesi, rispondere positivamente e immediatamente alla mia ricomparsa improvvisa…<br />
Non ce n’è, la solitudine è proprio una brutta bestia.<br />
Facemmo il viaggio verso Sanremo chiacchierando amabilmente, come due vecchi amici, o come una vecchia coppia, senza ammiccamenti, niente di sessuale, si vedeva che anche lei aveva bisogno come me di evadere, o forse non avevo mai smesso di piacerle.<br />
Arrivammo in Riviera giusto per ora di cena, trovammo un posto niente male, e ci demmo parecchio da fare con quello che dal mare era arrivato nei nostri piatti e soprattutto con un paio di bottiglie di ottimo Pigato.<br />
La serata si prospettava tutta in discesa, invece forse per la stanchezza del viaggio, l’abbondante mangiata di pesce, le due bocce di Pigato, o forse per il fatto che avevo già ammazzato il mio demone della solitudine, come toccai il letto, tempo di dirle buonanotte e caddi immediatamente in un sonno profondo e colpevole.<br />
Lasciai la povera Laura sola a rimuginare sulla stronzaggine mia e dell’universo maschile, triste sposa bianca di una notte senza ne sesso ne amore, a fissare una schiena russante, in dispregio ultimo della sua femminilità mortificata dalla mia indifferenza.<br />
Ma il bello doveva ancora venire.</p>
<p>Quella notte non ebbi il favore di un sonno tranquillo: mi ritrovai a rigirarmi nel letto in uno stato di semincoscienza in preda a uno strano disagio… forse che mi sono mangiato mezza pescheria, forse il Pigato… minchia che buono che era… bello fresco… andava giù che era un piacere…<br />
Nel mio stato di semincoscienza percepii che stava per succedere qualcosa, e come in sogno, mi abbandonai.<br />
Mollai una di quelle bombe che capitano raramente nella vita. Dovettero sentirmi fino ad Albenga.<br />
La bomba fu così forte che mi svegliai, così passando dal sonno alla veglia in una frazione di secondo mentre la bomba ancora riecheggiava nella stanza, vidi le tende che non erano le mie, il comodino che non era il mio, la tappezzeria che non era la mia…<br />
Ommadre Benedetta!!! Non ero a casa mia&#8230; e non ero solo!!!</p>
<p>Cristo!! Laura!!! L’ho combinata… Che figura di merda!<br />
In pochi decimi di secondo passai dal sonno alla veglia, allo sgomento, alla vergogna.<br />
Dovevo fare qualcosa per rimediare.<br />
E dovevo farlo subito.<br />
In un attimo ebbi l’intuizione di far finta di dormire, così cominciai a far finta di russare, con un orecchio teso a sentire ogni minima reazione da parte della povera Ingegnera bombardata.<br />
Per qualche minuto stetti in ascolto senza ricevere alcun segnale.<br />
O era sorda, o era morta sotto i bombardamenti, oppure mi amava e mi aveva perdonato.</p>
<p>Ricordo la mattina mi svegliai col rumore di Laura in cucina che preparava la colazione. Mi alzai e la raggiunsi con un certo imbarazzo, era impossibile che non mi avesse sentito, ma dovevo dissimulare, io non sapevo niente, ero innocente, dormivo.<br />
Lei fece finta di niente, io pure.<br />
Vidi che aveva già preparato la sua borsa.<br />
Bevvi un caffè orrendo mentre lei cancellava dalla casa le tracce del nostro passaggio.<br />
Mi chiese se potevamo tornare subito a casa. Le risposi che non c’era problema.<br />
Al ritorno feci Primo di Classe fino a 1300 cc.<br />
Non la rividi mai più.<br />
A posto così.</p>
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		<title>Messaggio subliminale</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 11:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>titoi d.c.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina, come tutti i sabati mattina vado dalla Rita, la mia panettiera di Borgo Santa Caterina. Siamo amici, molto amici da tempo. E&#8217; una MILF. La conosco perchè mia sorella teneva suo figlio all&#8217;asilo. Sovente ci scambiamo CD e DVD. Stamattina però, soli in panetteria, mi ha raccontato che ieri sera, tutta sola in casa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina, come tutti i sabati mattina vado dalla Rita, la mia panettiera di Borgo Santa Caterina. Siamo amici, molto amici da tempo. E&#8217; una MILF. La conosco perchè mia sorella teneva suo figlio all&#8217;asilo. Sovente ci scambiamo CD e DVD. Stamattina però, soli in panetteria, mi ha raccontato che ieri sera, tutta sola in casa, ha messo nel lettore DVD un film horror che gli ha prestato un cliente/spasimante. Ma dopo pochi minuti si è stufata, era un filmaccio. Allora si è messa su GOLA PROFONDA. Con Linda Lovelace. Anno domini 1972. Mi racconta la trama. Sono uscito dal negozio con il leggerissimo dubbio che sotto sotto ci fosse un messaggio subliminale&#8230;..</p>
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