ott 28 2009

Tramonto in Oman

bobo blaster

dsc0353n

2002


ott 13 2009

La mia nuova auto

Sunny Temper

Vorrei comprare questa limousine settimana prossima a Marsiglia, apparteneva al cugino di Jean Gabin, servirà per portare le nostre ballerine a casa la notte.
Che ve ne pare?
Quanto può valere?
Scusate per la qualità delle foto ma sono state fatte col cellulare.

Si può mettere il gas?


ott 6 2009

Ti odio

kowalski

ti odio perchè mi hai sporcato di sangue l’impermeabile
la prima volta che ti ho vista
è stato subito amore
amore alla follia
Eri bella
Tanto bella che camminando per strada gli uomini ammutolivano
e le donne si giravano a guardarti
quanto eri bella
Iddio sa quanto ti ho amata
ogni mia azione, ogni mio pensiero, ogni singolo gesto
tutta la mia fottuta vita era in funzione del mio sconfinato amore per te
in nome tuo avrei fatto qualsiasi cosa
rinnegato me stesso, rubato, ucciso
ma ora ti odio
potevi fare di tutto
ma non dovevi cazzo sporcarmi di sangue l’impermeabile


ago 24 2009

Nasty on Riders

Nasty Donkey

E grazie a Rocket, il logo del Nasty Donkey’s Team gira anche sulle testate nazionali.

Speriamo ci porti nuovi adepti.

riders

Link al post originale


lug 2 2009

Donkey’s rain

titoi d.c.

Corniglio2

Corniglio1


giu 30 2009

La Cura

Rocket68

MV

A volte il mondo che ti circonda sembra grigio e senza colore, sembra che quello che mangi non abbia sapore e che le emozioni non arrivino a toccarti nel profondo come se fossi intorpidito anestetizzato, quello che ti circonda assomiglia ad una vecchia foto in Bianco e Nero.
Allora l’unica cura è salire in moto e accenderla, già il solo suono cupo ti risveglia qualcosa dentro, come un calore che si diffonde nel tuo corpo.
Chiudi il casco e per assurdo sotto al visiera scura il mondo inizia a colorarsi con migliaia di sfumature e appena inserisci la prima ecco che il mondo intorno inizia a muoversi e man mano che la velocità aumenta come in un paradosso gli oggetti immobili come i muretti delle case i marciapiedi i pali della luce prendono vita, si ti vengono incontro ad un velocità folle.
Ecco adesso ti senti vivo, quel calore che ti percorreva il corpo era l’adrenalina che metteva in allarme il tuo fisico rendendoti come un antenna che amplificatrice di tutto quello che ti circondava, ogni suono, visione e emozione riprendevano consistenza.
Ecco, quando vi sentite come in limbo senza via di uscita, provate questa cura.


giu 30 2009

Solo un attimo

kowalski

Rimasi immobile a lungo, dentro al film della vita che scorreva intorno.
Treno senza binari, nave senza timone e senza
ancore, in viaggio da stagioni immemorabili verso una meta sconosciuta.
Non importava quale fosse: era così scontato che prima o poi sarei
arrivato da qualche parte che avevo smesso presto di pensarci.
Mi nutrivo di viaggio.
Ne seguivo le tappe senza decidere itinerari,
senza fissare destinazioni, senza visitare stazioni o porti.
Li osservavo avvicinarsi, sempre uguali eppure sempre diversi, consapevole
che poi sarebbero stati alle mie spalle.

Mi lasciavo portare, cullato dal ritmo di un motore
che non sentivo mai il mio.
Come una cosa dimenticata su un seggiolino.
Ero una spugna che si imbeveva lentamente,
e lentamente gocciolava fuori di sé
tutte le emozioni terribili e meravigliose di cui si era
impregnata.

Avevo sviluppato, con gli anni, una sensibilità rivolta soprattutto
ai dettagli: le nervature di una foglia, lo sforzo immane di una
formica che trascinava una mosca gigantesca, un fugace sorriso, uno
sguardo carpito ad una foto. Movimenti fissati sul volto, e nelle mani,
e nel corpo di esseri sconosciuti, suggerivano storie che mi
raccontavo per non sentirmi solo, per cercare di non impazzire.

Usavo gli occhi come obiettivi di una macchina fotografica, il
cuore come un dito sul pulsante di scatto: ad ogni clic
imprimevo nella retina le cose appena intraviste e le fissavo in nitide
immagini presto dimenticate.
Poi le ripescavo intatte dal pozzo nero
della memoria, e le usavo per raccontarmi storie mai ascoltate prima.

Fuori dal tempo, fuori dal gioco della vita: senza memoria del
passato, senza desideri per il futuro, vivevo per ogni attimo, per ogni
respiro, senza chiedermi il perché.

Immobile com’ero, mi sentivo felice solo per il fatto di esistere.
Solo per un attimo.


giu 19 2009

La notte

bobo blaster

Non so perché ma a me è sempre piaciuta più la notte del giorno, forse perché la notte fin da bambino mi faceva riflettere intensamente su ciò che mi era capitato durante la giornata e su quello che avrei affrontato l’indomani.
Della notte mi piace sopratutto il silenzio, i colori soffici delle cose, i rumori attenuati, i profumi più intensi, la calma che fa riaffiorare i ricordi lontani nella mente.
Non mi è mai piaciuto dormire per il dormire,
Dormirei tantissimo solo se potessi sognare ciò che voglio.
Allora preferisco sognare da sveglio, con l’aiuto di buona musica e di un buon bicchiere di vino.
Di solito, in vacanza, quando tutti gli altri vanno a letto, prendo un mezzo, macchina o moto, e vado a farmi un giro con i miei pensieri.
A notte fonda, quando non c’è più nessuno in giro, guidare ascoltando della musica che ha accompagnato qualcosa di importante, mi fa rivivere i momenti più intensi della mia vita.
Allora non si ha più bisogno di nessuno.
Non vuoi nessuno, vuoi stare solo con i tuoi pensieri.
Nessuno potrebbe condividerli, sono i tuoi ricordi più intimi.
Fuori la strada scorre via veloce come la vita che fugge crudele.
A volte mi capita di guidare con gli occhi lucidi, per un pensiero dolce, per un amore lontano, per un amico perso, per un pezzo di vita felice che sai che non  tornerà più.
Allora inconsciamente, spingo a fondo l’acceleratore quasi a voler correre più veloce del tempo per poter rivivere ancora per qualche istante quei momenti.
E’ una sorta di sfida persa contro l’ irragionevolezza dell’esistenza.
La notte risalta il legame indissolubile che c’è tra la vita e la velocità con la quale essa stessa scorre via.
Poi di colpo, come se il tempo avesse iniziato a scorrere nuovamente, t’accorgi che il cielo è diventato chiaro, delle prime macchine che ritornano a circolare, della vita degli altri, delle emozioni che si sono persi quella notte.

bobo blaster


giu 18 2009

Il terrore della bassa

kowalski

Di solito sono felice di saltare su una moto per farci un giretto, ma questa e’ un’altra cosa.

E’ li che mi aspetta, minacciosa e gialla.
Tocca di provarla se va bene.
La tiro giu’ dal ponte.
CBR 954, PCIII, KN, completo Arrow titanio , kit DID 520 corsa + 2 denti.

Fa caldo.
Tanto in strada piu’ di tot non puoi andare…faccio una sparata e torno.
Parto.
Prima seconda terza…
Fino a 5000 e’ addirittura user friendly, non fosse per la posizione impiccata sarebbe quasi bella da guidare.

Esco di seconda da una rotonda, Temp 85 gradi. Strada libera, non ci sono nemici.
Giro la manopola della giostra.
Il mostro si sveglia e ulula sotto il mio culo.
La roba si fa seria.
Spingere sulle pedane e peso tutto avanti.
A 12000 metto la terza senza pensarci, l’avantreno si alleggerisce, vado avanti, butto un’occhio al digitale… vedere un 228…capire che tutto cio non ha senso.

L’utenza normale della strada mi rallenta l’andatura, mi concedo solo qualche improbabile sorpasso a 6/7 macchine alla volta.
E apro.
E piu’ apro , piu’ mi piace.
Il sibilo rauco di aspirazione, il rombo belluino dello scarico libero.
Sono un’onda anomala sulla statale in un pomeriggio infuocato di luce.
Sono una mandria di cavalli inferociti.
Sono il demone della velocita’.
Sono il terrore della bassa.

Sono il terrone della bassa.


giu 9 2009

Il Dirt Track della Bassa

kowalski

Sono fuori a fumare una sigaretta.
Frastuono, roba da due cilindri marmitte aperte.
Si avvicina.
Il frastuono mi entra nel parcheggio.
Ruggine, no parafanghi, no luci, no sella, no targa, fumo nero, esplosioni.
Bene, e’ un Harley.
1200 Sporty, lega, doppio disco, tabella portanumero anteriore, Supertrapp.
Spegne.
Silenzio.
Aggiustate le moto?
Si.
L’ho iniziata ma non riesco piu’ a finirla, la voglio da dirt track, ho quasi tutti i pezzi, non ho tanti soldi.
Ok portami i pezzi poi decidiamo cosa fare.
Sta arrivando mia moglie in macchina, i pezzi li ha lei, la voglio ignorante brutta e scorbutica, si deve vedere piu’ ferro possibile, con lo sporco, con la ruggine, via le chiavi, via i fili che non servono.
Ok. Continue reading