mag 22 2010

I gemelli son tornati

Sunny Temper

La città trema, il quartiere è un deserto, gli informatori son spariti.
Non vola una mosca, solo l’eco rabbioso dei 2 dodici cilindri tra le viuzze prese in contromano, annuncia l’arrivo dei gemelli Bladzov.

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mag 20 2010

Gigo Gigolo’

bobo blaster

sono un gigolò, gigo gigolò, pupazzo nella neve
in mezzo ad un campo nella notteeeee

sono un gigolò, gigo gigolò, che canta con un fiore nella scarpaaaaa

cosa fai??
come fai??

oooooohhhhhhhhhhhhhhhhh I love you babeeeeeeeee
oooooohhhhhhhhhhhhhhhhh I love you babeeeeeeeee


mag 19 2010

il dubbio

bobo blaster

Avrò fatto bene? si capisce?


mag 18 2010

Il sonno dell’innocenza

kowalski

Conobbi Laura a cena in un Cinese, uno di quelli con quel favoloso tavolo rotante.
Laura era amica della fidanzata di un mio amico, laureata in Ingegneria Elettronica, rossa di capelli, belloccia, procace, single e scassacazzo. Almeno così dicevano.
Proveniva da una solida famiglia di ingegneri e imprenditori infulcrati nel centro delle Langhe, terra di grandi vini ma anche di grandi lavoratori della terra, caratteristica genetica che non si faticava a riconoscere nelle generose fattezze della bella Ingegnera.
Laura non mi piaceva. Vestita in modo approssimativo, niente trucco ne parrucco, la trovavo poco femminile, poco appariscente. Metteva avanti a se il suo prodigioso intelletto. L’estetica era per donne senza cervello. Continue reading


mag 15 2010

La benedizione dell’elefante

bobo blaster


mag 10 2010

L’agguato

bobo blaster

io sbiaggia con grande bisello, io trombare como riccio


apr 6 2010

The crash

bobo blaster

Doveva essere il giorno dell’arrivo a destinazione, l’ultima tappa, da Badami ad Arpora in Goa, 360 km che avevo previsto di coprire in 7/8 ore.
Dopo una sosta per mangiare a poco più di meta’ strada, verso le 16 attraversavo finalmente il confine tra il Karnakta e la regione di Goa.
Felice di aver finalmente concluso il viaggio, non vedevo l’ora di potermi finalmente tuffare in mare e rilassarmi un po’; negli ultimi 3 giorni quando andavo a dormire, il solo pensiero di montare in moto per ore ed ore da solo sotto un caldo allucinante mi metteva di cattivo umore.
Ormai mi mancavano solo 2 ore, neanche mi immaginavo quanto sarebbe successo di lì a pochi minuti.
Tutto accade in una frazione di secondo.
Dietro una curva, mi trovo una corriera proveniente in senso opposto, completamente nella mia corsia.
Il conducente aveva allargato la traiettoria per sorpassare un carretto trainato da buoi.
Istintivamente mi sono buttato all’interno per schivarlo, senza neppure avere il tempo di  decelerare.
STUMP! Sento un dolore lancinante al piede e la botta mi sposta di un metro fuori strada, sullo sterrato che costeggia la carreggiata.
Miracolosamente riesco a non cadere, il grosso paraurti della corriera mi ha colpito di striscio e il conducente nemmeno se n’è reso conto perché lo vedo proseguire nella sua corsa come se nulla fosse successo.
Scendo dalla moto ma non riesco a stare in piedi, mi sdraio sullo sterrato con le mani tra i capelli per il dolore.
Non so che fare… Il mio piede destro e’ gonfissimo, penso immediatamente di essermelo fratturato.
Fortunatamente l’incidente è accaduto vicino ad una casetta col tetto di palme abitata da una famiglia di contadini che accorre per soccorrermi.
Non parlano inglese ma riesco a farmi portare del ghiaccio ed una seggiola di plastica per tenere la gamba alzata.
Adesso anche la caviglia si e’ gonfiata a dismisura e mi trovo in mezzo al niente.
Il dolore è veramente tosto.
Una donna mi porta dell’acqua ed una coperta per appoggiare la schiena poi mi trovo attorniato da una decina di persone che parlano tra loro in un dialetto sconosciuto fissandomi dall’alto e scuotendo la testa.
Cerco il cellulare ma non riesco a trovarlo… Mi sollevo un poco e lo vedo in terra sotto la moto, lo indico ad un uomo con il turbante in testa che mi sembra il più civilizzato.
My mobile please… Look there close the motorbike… Please… Look the mobile….
Finalmente un ragazzino lo vede e me lo porta…
Cazzo, fà che non si sia rotto e ci sia la linea…..
Non e’ rotto e ci sono 2 tacche.
Rubrica…. Nomi…. Il numero di Betta… Invio la chiamata. Continue reading


mar 30 2010

A night in the jungle

bobo blaster

Beh, procediamo con ordine…
Ritirata a Bangalore l’Enfield che lascerò in seguito a Goa all’amico che mi ha organizzato la cosa con il concessionario, munito di mappa e zaino contenente qualche cambio di vestiario, dopo qualche difficoltà per uscire dalla città, imbocco la strada per Mysore.
Durante questa tappa di circa 180 km, ho previsto una sosta a Srirangapatna dove sorge un antico tempio gianista con la più alta statua monolitica in india dedicata a Brama.
La strada non è male per gli standard indiani e riesco a tenere una media di 50 km/h.
Arrivo al tempio alle 14 circa, l’orario meno consono per scalare i 640 scalini che portano alla statua in cima alla collina, la temperatura è approssimativamente 38/40gradi.
Dopo aver mangiato un’insalata di pollo al curry accompagnata da una king fisher (ottima birra locale), verso le 16.30 mi rimetto in cammino per Mysore.
Il caldo opprimente mi costringe a fermarmi ogni mezz’ora per bere e riposarmi sotto i grandi alberi di sandalo che costeggiano la strada.
Durante il tragitto a circa una 30ina di km dalla destinazione il motore della mia Bullet 500 incomincia a singhiozzare come se nn arrivasse benzina al carburatore finché si spegne definitivamente.
Accosto e metto la moto sul cavalletto per capire cosa può essere successo.
Problemi meccanici sono da escludere, il motore girava perfettamente e non ho avvertito nessuna vibrazione o rumore sospetto provenire dal motore.
Controllo quindi i cavi della batteria e quelli del blocchetto di accensione e paiono tutti a posto.
Smonto la candela e la controllo tenendola inserita nella pipetta appoggiata al cilindro se fa scintilla agendo sulla pedivella d’accensione: niente corrente.
Cazzo, incomincio a preoccuparmi perché sta tramontando il sole e su questo short cut che mi hanno consigliato di fare da Srirangapatna a Mysore non passa quasi nessuno, solo qualche rara corriera e qualche carro trainato da bufali con sopra contadini che tornano dai campi e che non parlano una parola d’inglese.
Decido di proseguire spingendo la moto nella speranza di arrivare ad un villaggio. Continue reading


mar 5 2010

E se lei spruzza?

bobo blaster

Ieri sera,dopo una settimana di corteggiamenti ed uscite varie, finalmente Lei accetta di venire a casa mia a bere qualcosa. Eccitatissimo, seguo il vecchio consiglio di masturbarmi prima che lei arrivi per evitare di eiaculare troppo in fretta.
Quando suona il campanello e vado ad aprire la porta, me la vedo comparire in mini inguinale di trucidex e mini toppino che mette in mostra un ombelichino capriccioso impreziosito da un piercing di brillantini. Rimango qualche istante immobile come un deficiente a guardare quel musetto da cerbiatta su quel corpicino da urlo e poi la faccio accomodare sul divano.
Metto un pò di musica, parliamo un pò e poi la bacio cominciando ad accarezzarle i seni.
Ci trasciniamo seminudi sul letto dove la penetro con forza e a lungo finchè lei mi urla “SPRUZZO; SPRUZZO” e decido di lasciarmi finalmente andare anch’io.
Mentre vengo, lo tiro fuori e mi accorgo che mentre a me erano fuoriuscite poche gocce, lei spruzzava dalla vagina fiotti di sperma caldi che mi inondavano le gambe.
Ma è normale? Non avevo mai visto spruzzi simili da una donna.

Grazie in anticipo per le risposte.

Aronne


mar 4 2010

Fly Robin Fly

bobo blaster

Fly Robin Fly!

imparate a volare…