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	<title>Nasty Donkey&#039;s Team &#187; Enfield</title>
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		<title>Città Santa VI</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 23:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nasties on the road]]></category>
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		<category><![CDATA[india]]></category>
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		<description><![CDATA[KOLHAPUR &#8211; ARPORA GOA Non è ancora l&#8217;alba ma ho già fatto colazione nel piccolo e modesto ma pulitissimo alberghetto di Kolhapur, piccola cittatidina del XIX secolo nel centro della quale c&#8217;è un bel palazzo abbandonato appartenuto al maràja Shivati. ieri notte prima di coricarmi ho fatto un 2 passi nel quartiere vecchio e ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>KOLHAPUR &#8211; ARPORA GOA</p>
<p>Non è ancora l&#8217;alba ma ho già fatto colazione nel piccolo e modesto ma pulitissimo alberghetto di Kolhapur, piccola cittatidina del XIX secolo nel centro della quale c&#8217;è un bel palazzo abbandonato appartenuto al maràja Shivati.<br />
ieri notte prima di coricarmi ho fatto un 2 passi nel quartiere vecchio e ho scorto un piccolo tempio dedicato ad Anuman, il dio che ho scelto come se fosse il mio Padre Pio (in india potete farlo) già 10 anni fa.<br />
Betta, che è il mio guro culturale per ciò che riguarda l&#8217;induismo e le sue divinità che sono millemila, mi svelò che potevo scegliarmi un dio protettore e mi fece vedere il catalogo spiegandomi le varie caratteristiche e gesta di questi dei indu e tra<br />
i moltissimi personaggi pittoreschi con 5 braccia o la testa da elefante, oppure mezzo corpo da pinna gialla e il resto da capretto che non mi ispiravano per niente, trovai Anuman, un fiero guerriero scimmia che sfidò i demoni per conto di Rama al quale avevano rapito la bellissima moglie e portata a Shri Lanka che vuol dire appunto, L&#8217;isola dei demoni.<br />
azz&#8230;ganzo pensai, così diventò il mio dio e ogni volta che vedo qualcosa dedicato a lui, mi fermo e faccio una piccola offerta.<br />
son sikurissimo che è stato Lui a scacciare i cagniacci che si stavano pappando il Rovagnati morto.</p>
<p>&#8221; oh grandissimo Anuman, io mi inginokkio a Te, concedimi qualche gniocca in più e n&#8217;artra ventina di anni in moto e ti compro un baobab altissimo con milliaglia di liane&#8221;.<span id="more-143"></span></p>
<p>sta sorgendo il sole, è l&#8217;orario giusto per partire, se tutto andrà per il verso giusto, stasera sarò ad Arpora nel mio ashram.</p>
<p>apro il rubinetto della benzina, dal sottile tubicino trasparente giallo,vedo la benzina scendere verso il carburatore e tiro la levetta dell&#8217;aria.<br />
controllo che lancetta sia posizionata al centro del voltometro e giro la leva alzavalvole mentre col piede destro spingo la la pedivella dell&#8217;accensione fino a trovare il punto morto poi la faccio risalire di un mezzo giro e&#8230;.</p>
<p>Trompfff&#8230;.gniente</p>
<p>rieseguo la lunga operazione</p>
<p>Trompfff&#8230;..gniente</p>
<p>risetto il tutto nuovamente</p>
<p>Trompffff&#8230;.gniente</p>
<p>chiudo l&#8217;aria</p>
<p>Trompfff&#8230;.gniente</p>
<p>alcune gocce di sudore mi scendono dalla fronte fino alla punta del naso e cadono sul serbatoio&#8230;azz mi ero appena fatto la doccia&#8230;ma ste kazzo di moto angloindiane sembrano aver proprio preso il peggio dei 2 paesi&#8230;<br />
rifaccio per l&#8217;ennesima volta la procedura stanno attentissimo a tutti i particolari.</p>
<p>trompfff&#8230;&#8230;GNIENTE</p>
<p>adesso sul serbatoio si spiaccicano mille gocce del mio sangue.</p>
<p>la strada su cui mi trovo non è asfaltata, spingere sulla terra sarebbe un massacro.<br />
faccio quello che so perfettamente che non dovrei fare, mi alzo dalla sella e con tutta la mia forza spingo sulla pedivella d&#8217;accensione&#8230;..</p>
<p>con la punta del piede sbatto contro una pietra e il rinculo del corsa lunga mi fa vibrare la rotula i menischi e tutto ciò di doloroso ci sta intorno.</p>
<p>nonostante tenti di trattenermi orgogliosamente perchè come al solito in india c&#8217;è sempre mezza folla che ti guarda, un latrato di dolore mi esce sibilando dalle labbra socchiuse e le mascelle serrate dalla sofferenza.</p>
<p>facendo finta di nulla, rieseguo l&#8217;operazione nonostante non abbia più forza nella gamba.</p>
<p>TROOOOOOOOOOOOOMPTTT&#8230;&#8230;.. TROOOOOOOOOOOOOOOOMPTTTTT&#8230;&#8230;. TROOOOOOOOOOOOOMPTTT</p>
<p>fan culo ANUMAN, iniziamo male.</p>
<p>il dolore al ditone del piede destro mi accompagnerà per tutta la giornata e dato che è proprio il piede del cambio, la cosa mi ha dato parecchio fastidio, in special modo in scalata dove dovevo usare la punta del piede, meno male che ormai il feeling con la moto è totale.<br />
adesso posso permettermi di scalare senza la frizione, conosco l&#8217;erogazione del vecchio motore inglese come se l&#8217;avessi progettato io, cambio rapporto esattamente al momento giusto pare abbia il cambio ravvicinato come le formula 1, non sforzo più inutilmente il corsa lunga Enfield ma lo sfrutto al meglio e tutto ciò che trovavo inefficiente (praticamente tutto) adesso l&#8217;ho tarato esattamente alle caratteristiche della moto.<br />
certo, i freni non si sono migliorati da soli, lo stesso dicasi per la ciclistica o le gomme, ma sono io che sono migliorato nel guidarla, compio manovre che avrei ritenuto impensabili fino a qualche giorno fa.<br />
quando gli indiani mi vedono arrivare da lontano a certe velocità, si siedono belli comodi per vedere come mi spiaccicherò alla curva in fondo al rettilineo, certi baracchini han fatto soldi con me, Mirande a vagonate nelle chicanes.<br />
praticamente, ormai mi si è chiusa la vena anche quì, con un po di vergogna confesso di aver ceduto a più di un ingarellamento con qualche smanettone indiano (ce ne sono pure qui) e a parte i primi due giorni dove tra guida a sinistra, scarsa conoscenza del mezzo, cambio e freni posizionati in maniera opposta alle nostre moto, dopo non ce n&#8217;era più per nessuno, se i loro mezzi erano più veloci, non facevo altro che aspettare le curve e swraaaaaaam, i miei pneumatici quadrati raggiungevano un limite mai visto prima a queste latitudini.<br />
25 cv alla ruota non sono uno scherzo, basta un po di brecciolino e finisci nel gange, mika pizza e fichi, quelli ci mettono un cazzo a tirare su una pira e darti fuoco.<br />
una volta ho raggiunto i cento all&#8217;ora.<br />
giuro.<br />
gli indiani hanno regole ben precise nel guidare e non si imparano certo nelle nostre scuola guida, ma una volta capite,<br />
si va sul l&#8217;olio.<br />
ad esempio, non bisogna pensare che dietro quella curva non ci saranno mai 2 camion in pieno sorpasso, mi è capitato più di una volta di assistere a sorpassi interminabili con i clakson pigiati tra pulman e camion che seminavano terrore sulla strade.<br />
tutto è possibile e l&#8217;impossibile lo pensi solo perchè non l&#8217;hai ancora visto, ma c&#8217;è.</p>
<p>dopo un primo tratto abbastanza noioso e molto trafficato di camion e corriere stracolme di gente, finalmente lascio la strada principale per seguire un percorso alternativo che mi hanno suggerito perchè più suggestivo e con meno traffico.<br />
dopo un po mi rendo però conto che le indicazioni sono scarse e scritte in indi, una scrittura tra l&#8217;arabo e il russo, mi faccio la rotta seguendo i numeri che indicano i km dalle città che poi ricavo consultando la cartina che ho con me.<br />
verso le 13,30 dopo soli 3 pit stop per bere e stare qualche minuto sotto un albero, decido di fermarmi in un ristorantino con una bella veranda sulla strada, ho percorso quasi 180 km in cinque ore.<br />
mi trovo nel pieno dell&#8217;india rurale, forse la vera india, quella che ancora ognuno si immagina, l&#8217;india dai mille colori pastello, dagli odori intensi di spezie, dalle donne nei loro sari luccicanti, degli elefanti e dai loro padroni con grossi turbanti.<br />
se nelle grandi città è raro imbattersi a cerimoniali e usanze arcaiche, nell&#8217;india rurale, quella più povera, è ancora possibile imbattersi in santoni erranti, in pifferai, in persone che per poche rupie si trafiggono le carni o mangino spadoni<br />
roventi.<br />
oggi non ho visto una minkia di tutto ciò ma ho mangiato da dio, il fried rise vegetale era squisito e la macedonia che mi hanno fatto su richiesta penso sia stata la migliore che abbia mai mangiato fino ad oggi, del conto non ne parliamo neppure, ad occhio e croce mi costa di più la briosce e il cappucino che prendo tutte le mattine sotto casa.<br />
guardo l&#8217;ora, le 14,35, mi mancano ancora almeno 3/4 ore di strada, prima di partire mi fermo a fare il pieno, la benzina<br />
rispetto all&#8217;anno scorso è salita parecchio, adesso costa sui 70 centesimi di euro(aazzooo).<br />
ci sono parecchie mandrie di bufale sulla strada e devo fare molta attenzione ma la strada seppure mal ridotta è bellissima, ai lati da una parte ho un fiume e dall&#8217;altra una foresta verdissima.<br />
con il passare dei kilometri il paesaggio si fa sempre più familiare, segno che sto avvicinandomi alla costa, lascio il Maharastra ed entro nella regione di Goa, ormai è quasi il tramonto; ho le gambe e le braccia indolenzite, mi faccio forza pensando di essere quasi arrivato.<br />
improvvisamente, mentre sto procedendo lungo un rettilineo, a qualche centinaio di metri davanti a me, vedo un uomo attraversare la strada e stramazzare a terra senza un motivo apparente.<br />
decelerando, mi avvicino fino a fermarmi ad un paio di metri dal corpo del uomo.<br />
scendo dalla moto e mi avvicino, si tratta di un vecchio di circa una settantina di anni dai capelli e barba bianchi, è raggomitolato su se stesso ed è percosso da spasmi improvvisi, dalla bocca esce una bava giallognola schiumosa.<br />
accanto a lui 2 sacchetti di plastica trasparente contenenti in una, dei pescetti e nell&#8217;altra, della farina.<br />
intorno a me nessuno.<br />
non so che fare, mi rendo conto che il poveretto è quasi sicuramente in preda ad una crisi epilettica, ma non ho il coraggio di mettergli le mani in bocca senza dei guanti, in india la tubercolosi è diffusissima.<br />
riesco a trascinarlo sul ciglio della strada mentre vedo sopraggiungere una corriera che si ferma accanto alla moto che era rimasta in mezzo alla strada.<br />
spiego alla gente che mi si avvicina cosa è successo e qualcuno provvede a portare delle cipolle che vengono spezzate e messe sotto il naso del povero vecchio che dopo qualche istante, sembra riprendersi.<br />
prendo i 2 sacchetti e glieli porto vicino sussurrandogli &#8221; now it&#8217;s ok, your food it&#8217;s here&#8221;, ma il vecchio non mi risponde, i suoi occhi sono velati, sembra perso nel suo destino miserabile, un senso di enorme disagio e impotenza mi pervade mentre alzandomi saluto i soccorritori e mi rimetto in sella cercando inutilmente di fuggire il più lontano possibile dai tristi pensieri che quella scena ha impresso nella mia mente.<br />
superata una collina, vedo finalmente il mare all&#8217;orizzonte e ripenso a tutta la strada che ho fatto in questi 6 giorni di viaggio, alla fatica, al caldo e alla sete che ho patito, ma tutto adesso mi sembra lontano e sbiadito, la vicinanza alla meta mi fa dimenticare la fatica e lo stress<br />
degli ultimi 2 giorni di viaggio.<br />
il mare è sempre più vicino, lo scorgo a tratti tra la boscaglia, il sole prossimo al tramonto lo colora di un argento scintillante, decido di fermarmi su un&#8217;altura a picco sul oceano per godermi lo spettacolo del tramonto.<br />
scendo dalla moto e mi siedo appoggiandomi ad una grossa palma curvata dal vento dei monsoni, il sole è una sfera rossa e il gracchiare dei corvi annuncia la fine del giorno mentre una brezza tiepida mi accarezza il volto.<br />
mi accendo una marlboro e penso a tutte le cose che ho fatto, ai momenti tristi ed ai momenti felici ma sopra tutto penso come mai mi è stato concesso così tanto nonostante durante la mia esistenza abbia sempre spinto al massimo sull&#8217;acceleratore della vita. eppure non ho mai preteso tanta grazia e il vedere tanti amici meno fortunati andarsene per molto, molto meno di quello che ho fatto io, non fa che convincermi di quanto possano essere complesse le combinazioni che regolano la nostra esistenza, è come se ci trovassimo in un labirinto dove la lunghezza del cammino della nostra vita dipende esclusivamente dalle strade che inconsapevolmente crediamo di scegliere,<br />
ma in realtà, quelle strade fino ad un determinato punto le abbiamo già percorse e di vita in vita, continueremo a percorrerle per piccoli tratti finchè troveremo con l&#8217;esperienza inconsapevole, l&#8217;uscita dal labirinto della vita terrena, il destino non esiste, negherebbe la ragione stessa della vita.<br />
Grazie India.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-145" src="http://www.69ers.it/nasty/wp-content/uploads/2009/03/dsc0241z_medium.jpg" alt="dsc0241z_medium" width="640" height="425" /></p>
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		<title>Città Santa V</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 22:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nasties on the road]]></category>
		<category><![CDATA[arabian sea]]></category>
		<category><![CDATA[asfalto]]></category>
		<category><![CDATA[Enfield]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[kolhapur]]></category>
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		<description><![CDATA[ragazzi, ho avuto giornate d&#8217;inferno, in posti dove di internet nn gliene frega gniente a nessuno. ma che bbbuono il montone con le pere  vabbe&#8217; anche stanotte ho avuto gl&#8217;incubi, sicuramente sono dovuti alle spezie, ma torniamo al viaggio La giornata del Maiale. Quarto giorno di viaggio. La stanchezza inizia a farsi sentire, negli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ragazzi, ho avuto giornate d&#8217;inferno, in posti dove di internet nn gliene frega gniente a nessuno.<br />
ma che bbbuono il montone con le pere <br />
vabbe&#8217; anche stanotte ho avuto gl&#8217;incubi, sicuramente sono dovuti alle spezie, ma torniamo al viaggio</p>
<p>La giornata del Maiale.</p>
<p>Quarto giorno di viaggio.</p>
<p>La stanchezza inizia a farsi sentire, negli ultimi 3 giorni, ho percorso piu&#8217; di 600 km ad una media di circa 35 km/h, bisogna pero&#8217; tenere conto delle innumerevoli soste dovute al caldo, ai rifornimenti, alla secchezza delle fauci, ai crampi alle gambe ed alle braccia.<br />
insomma non e&#8217; l&#8217;autostrada dei fiori.<br />
mi mancherebbero ancora due giorni per raggiungere la localita&#8217; di Arpora in Goa, meta finale del mio viaggio, ma ho deciso che saltero&#8217; una tappa intermedia, ho troppa voglia di tuffarmi nel Arabian Sea e cazzeggiare sotto una palma a godermi la brezza del oceano indiano e per farlo sono disposto a percorrere quasi il doppio dei kilometri in un solo giorno, piuttosto che farne due sotto un sole che scioglie l&#8217;asfalto.<br />
La tappa che mi accingo a fare oggi e&#8217; Pune- Kolhapur, 365 km di strada discreta come mi hanno detto alla concierge dell&#8217;albergo.<br />
In effetti, le prime 2 ore di strada sono praticamente dritte e monotone e l&#8217;asfalto e&#8217; molto sconnesso.<br />
certo, i monsoni ogni anno distruggono queste strade ed infatti ovunque ci sono dei lavori in corso, senza pero&#8217; una segnaletica adeguata, mettendo quasi sempre solo dei pietroni in mezzo alla strada e questo, se nn si e&#8217; particolarmente attenti, puo&#8217; essere pericoloso.<br />
<span id="more-138"></span>Questa attidune singolare, retaggio culturale di questa gente si evidenzia anche quando si deve segnalare un veicolo fermo in mezzo alla carreggiata, sia esso un autotreno o un motorino.<br />
eppure, quasi tutti i camion o le corriere, espongono il triangolo appeso sotto il radiatore o sul retro del automezzo.<br />
dopo una sosta per sgranchirmi le gambe e fumare una sigaretta, ne approfitto per comprare quattro litri di benzina in 2 bottiglie d&#8217;acqua da 2 litri e rabbocco il serbatoio rovente sotto il sole di mezzogiorno, meno male che ai lati ci sono due grosse gomme poggia ginocchia.<br />
dopo i primi giorni dove faticavo non poco ad accendere la Enfield specialmente la mattina a freddo, adesso con la procedura che mi hanno insegnato, mi parte al 3&gt;4 colpo di pedivella.<br />
quando invece il motore e&#8217; ancora caldo, mi parte al primo colpo.<br />
e sono soddisfazioni.<br />
faccio a tempo a percorrere qualche decina di kilometri che il paesaggio cambia totalmente, adesso e&#8217; piu&#8217; verde, sto scendendo a sud.<br />
percorro strade ai cui lati ci sono lunghissime file di bajani, degli alberi enormi e pieni di liane i cui rami, congiungendosi da un lato all&#8217;altro della strada la rendono ombreggiata e fresca, il tutto rende questo tratto di strada molto suggestivo, tanto che mi fermo a scattare qualche foto a questi alberi maestosi.<br />
all&#8217;orizzonte sgorgo delle montagne piatte che ricordano alcuni paesaggi dell&#8217;arizona.<br />
dopo circa una mezz&#8217;ora le raggiungo mentre la strada incomincia a salire e disegnare curve e controcurve a vista e bellissime con quasi sempre un raggio morbido che ti invita a giocherellare con la moto.<br />
anche il clima e&#8217; completamente cambiato, dai 39/40 gradi della pianura adesso stimo ce ne siano almeno 7/8 meno, la guida e&#8217; piacevolissima, nn mi accorgo nemmeno che per attraversare le montagne ho impiegato quasi due ore, anche il motore della Bullit girava meglio, si sentiva nettamente che aveva guadagnato in prontezza ed in allungo.<br />
alla fine dell&#8217;ultimo e lunghissimo discesone, mi trovo davanti ad una pianura verdissima e piacevole con tanti alberi che ombreggiano la strada.<br />
decido di farmi una sosta e bere dal thermos che mi son comprato a Pune e che mi mantiene l&#8217;acqua decentemente fresca.<br />
mi fermo sotto una acacia enorme e metto la moto sul cavalletto e mi guardo intorno per vedere se c&#8217;e&#8217; qualcosa da fotografare e mi accorgo che ad un centinaio di metri alle mie spalle si sono radunati una dozzina o forse piu&#8217; di cani randagi che stanno mangiando un grosso maiale morto.<br />
in india c&#8217;e&#8217; solo un tipo di cane autoctono, e&#8217; simile ad un piccolo terrier forse un po piu&#8217; massiccio e a pelo corto, diciamo di stazza media, di solito sono marroni ma ce ne sono pure di pezzati bianchi.<br />
sono magrissimi ma belli tozzi, durante tutti questi anni nn mi hanno mai dato fastidio, ma tra di loro sono ferocissimi, li ho visti azzuffarsi e nn e&#8217; rassicurante, incominciano a far vedere i denti e a batterli tenendo serrate le mascelle tipo le iene.<br />
penso che nn devo perdermi la scena e quando faccio per aprire lo zaino e prendere la nikon con lo zoom da 300mm, noto che i cani hanno smesso di mangiare<br />
e mi fissano.<br />
il mio sesto senso mi dice che quel atteggiamento nn promette nulla di buono e mentre decido di desistere dal fare la foto, uno dei cani, probabilmente il capo branco, si stacca dal gruppo e, a testa bassa e passo breve, viene verso la mia direzione seguito a ruota da tutto il gruppo.<br />
porca puttana.<br />
so che devo stare calmo, nn devo fare movimenti bruschi ne fissarli, come se nn mi curassi di loro.<br />
ho il cuore in gola.<br />
i cani sono ancora abbastanza lontani e non si avvicinano correndo, ringrazio dio che le chiavi sono inserite nel cruscotto.<br />
dio, fa che la Enfield parta al primo colpo.<br />
mentre salgo in moto mi guardo dietro, i maledetti hanno iniziato a trotterellare saltellando tra gli ultimi 50 metri di cespuglietti secchi che ci separano.<br />
giro la chiavetta posta sopra il vecchio faro nero e cromato.<br />
la lancetta del piccolo strumento rotondo che segnala la capacita&#8217; di corrente in grado di far scattare la scintilla nel cilindro, deve trovarsi esattamente al centro<br />
dei 2 riferimenti di scala con il + e il &#8211; e per far si che cio&#8217; avvenga, bisogna prima tirare una leva posta sotto la leva della frizione.<br />
ma non basta, perche&#8217; quando con il piede destro fai forza sulla pedivella d&#8217;accensione, lo devi fare pianissimo al fine di sentire gli ingranaggi arrivare al punto morto.<br />
ma non basta.<br />
i cani adesso sono vicinissimi, nono li vedo ma li sento.<br />
ho il cuore a mille e anche la testa ho la sensazione che inizi a mancare.<br />
gia&#8217;, non basta perche&#8217; dopo che hai trovato il punto morto, devi far risalire la pedivella di un mezzo giro, solo mezzo giro perche&#8217; uno e&#8217; troppo e la moto non parte.<br />
tiro la leva, la lancetta si pone al centro dello strumento, faccio pressione sulla pedivella, trovo il punto morto mentre vedo con la coda dell&#8217;occhio i primi cani<br />
sopraggiungere ringhiando.<br />
lascio salire la pedivella di mezzo giro e non tocco il gas come mi hanno insegnato.</p>
<p>WRON&#8230;WRON&#8230;WRON&#8230; il corsa lunga della Bullit pare non avere nessuna fretta mentre dolcemente apro il gas per assecondare l&#8217;allungo del motore<br />
WRON WROON WROOON WROOOON WROOOOONNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN<br />
BAU&#8230; BAU&#8230;..GRRRRRRR&#8230;&#8230;.GRRRRRRRR&#8230;..BAU&#8230;&#8230;.GRRRRRRRRRRRRRRRRR</p>
<p>mi volto, i cani si sono fermati quasi subito, appena hanno visto che me ne stavo andando, li vedo trotterellare nuovamente verso il maiale azzuffandosi per avere il posto migliore.<br />
penso proprio che quando raggiungero&#8217; Kolhapur, mi faro&#8217; una doppia Miranda con ghiaccio e soda.<br />
magari con 20 gocce di Valium.</p>
<p>un abbraccio<br />
nudo<br />
e crudo</p>
<p>vacca boia che giornata.</p>
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		<title>Città Santa III</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 19:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Enfield]]></category>
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		<category><![CDATA[Nasty Donkey]]></category>
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		<description><![CDATA[Tanto per ridere un po, vi aggiorno sul viagra, ops sul viaje..beh, insomma sui tappi, o sulle tope(un chezz) o piu&#8217; realisticamente sulle tappe Oggi e&#8217; stata la giornata della sfiga, ma anche della fortuna; un mix che in urdu antico si chiama &#8216;Ramavainculostiahchemal&#8217;. Beh, andiamo con ordine. Dopo che il mecca di fiducia (postero&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per ridere un po, vi aggiorno sul viagra, ops sul viaje..beh, insomma sui tappi, o sulle tope(un chezz) o piu&#8217; realisticamente sulle tappe<br />
Oggi e&#8217; stata la giornata della sfiga, ma anche della fortuna; un mix che in urdu antico si chiama &#8216;Ramavainculostiahchemal&#8217;.<br />
Beh, andiamo con ordine.<br />
Dopo che il mecca di fiducia (postero&#8217; le photo&#8217;) mi ha rifatto a mano la leva del freno post. precisa all&#8217;originale pure nelle zigrinature antiscivolo del pedale, nonostante gli avessi detto che mi bastava mi saldasse un mestolone ricurvo purche&#8217; facesse il suo lavoro!! invece un cazzo, ha impiegato quasi na mattina per rifare ad arte il pezzo, cosicche&#8217;son partito da Ajanda alla volta di Puna in ritardissimo.<br />
350 km ca di paura e dolore coperti nel tempo record di 7 h 22 min e 16 sec. sporchi.<br />
Si, ma molto sporchi e poco salutari. adesso capisco perche&#8217; tutti quelli che usano le moto per spostarsi girano con la nuca e il volto completamente fasciati lasciando solo fuori una fessura sopra il naso da dove escono degli occhialoni di ogni forma e colore.<br />
Essì perché nonostante la strada sia per lo piu&#8217; asfaltata(si fa per dire), la polvere finissima del territorio circostante, sollevata dal vento infuocato e perpetuo di queste zone desertiche, riesce a penetrare ovunque(me sto ancora a grattà li cojoni dopo 2 docce).<br />
Vabbé mo vi racconto.<br />
Dopo circa un paio di ore di marcia, un fottutissimo insettone di origine sconosciuta mi ha centrato sulla guancia sinistra procurandomi un discreto dolore a cui nn ho fatto tanto caso pensando fosse la ovvia ripercussione alla botta ricevuta.<br />
Col passare dei minuti mi sono pero&#8217; reso conto che il dolore stava aumentando e che l&#8217;occhio sx cominciava a lacrimare.<br />
<span id="more-109"></span>La zona che stavo percorrendo era desertica e non c&#8217;era un posto per potermi fermare all&#8217;ombra.<br />
Se mi fossi fermato sotto il sole sarei come minimo svenuto dal caldo e poi mangiato da qualche marabu&#8217; di passaggio.<br />
Ogni tanto passava un camion, ma nulla piu&#8217;, cosi&#8217; ho proseguito con un occhio chiuso per un&#8217;altra ora finche&#8217; ho trovato un punto di ristoro e qualche albero.<br />
Sceso dalla moto mi son guardato il faccione e mi son reso conto di quanto ero gonfio.<br />
La guancia era grossa come un pallone e insensibile al tatto e dove aveva picchiato l&#8217;archeopicterus del Punjab c&#8217;erano 2 fori blue belli netti.<br />
Merda che fare? beh per prima cosa chiedo una coca o una fanta ma invece mi danno una MIRANDA&#8230;ma checazze&#8217; una MIRANDA??? gia&#8217; uno e&#8217; incazzato e si deve bere una MIRANDA per giunta calda&#8230;.vabbe&#8217;, mi porto la lattina alla bocca e invece di sorseggiare me la rovescio sul collo perche&#8217; nn ho piu&#8217; la sensibilita&#8217; della bocca&#8230;dire incazzatura e&#8217; riduttivo, inizio a bestemmiare in aramaico.<br />
Le persone intorno al baracchino incominciano a guardarmi e ridere mimando il mio faccione.<br />
Mi avvicino e chiedo se c&#8217;e&#8217; in zona una farmacia o almeno un veterinario.<br />
Mi indicano una baracca a qualche decina di metri.<br />
Mi avvicino e mi rendo conto che e&#8217; un barbiere&#8230;. ma checcazzo mi prendono per il culo??? eppoi che cazzo ci fa un barbiere nel deserto vicino ad un baracchino di ristoro?? mi sembra n&#8217;incubo.<br />
Sulla soglia mi riceve un vecchio con gli occhialoni spessissimi e un camice bianco con una forbice e un pettine nel taschino.<br />
Ma un barbiere cosi&#8217; l&#8217;ho visto solo nei film di toto&#8217;, ma dove minchia ha trovato quella mise da cinecitta&#8217;??<br />
Il vecchio mi fa cenno di entrare e di sedermi sulla poltrona da barbiere in pelle uguale a quella del film Al Capone.<br />
Cazz ma a me fa male il faccione perche&#8217; questo mi mette la salvietta intorno al collo e inizia a spennellarmi??<br />
A gesti tento di fargli capire che io nn sono li per la barba, ma lui annuisce e mi fa cenno di pazientare.<br />
Ormai sono rassegnato, mi taglieranno un pezzo di guancia quando alla fine mi porteranno in ospedale.<br />
Inizio a fissare la pala che gira lentamente sul soffitto mentre il vecchio dopo aver affilato per bene il rasoio inizia a radermi<br />
Con studiata lentezza professionale.<br />
La rasatura dura piu&#8217; di tre quarti d&#8217;ora: pelo, contropelo, basette, peli del naso, peli delle orecchie e sfilatina alle sopracciglia.<br />
Quando oramai rassegnato faccio per alzarmi, il vecchio mi trattiene e tira fuori da un armadietto un barattolo di metallo da dove con due dita tira fuori una pasta scura e inizia a spalmarmela sulla guancia dolorante.<br />
miracolo!! all&#8217;improvviso provo una sensazione di freschezza e il bruciore sembra sparire.<br />
Il vecchio mi medica con una garza e mi mette dell&#8217;altra pasta per me.<br />
Gli chiedo quanto devo.<br />
-fai tu &#8211; mi dice<br />
Tiro fuori un pezzo da 500 rupie e gliele porgo.<br />
Il vecchio non crede ai propri occhi e mi ringrazia piu&#8217; volte inchinandosi a mani giunte.</p>
<p>Ma cazz&#8230; a milano mi avrebbero chiesto almeno 250 euro di visita specialistica piu&#8217; i medicinali.<br />
Magica India.<br />
Ritorno al baracchino e offro luna lattina di MIRANDA a tutti presenti poi accendo l&#8217;Enfield e riparto felice accennando una penna.<br />
sdleng spatash perdo lo zaino che mi ero scordato di fissare.<br />
Mi fermo raccolgo lo zaino tra le risate generali e riparto sgasando.<br />
WRAAM&#8230;WRAAMMM infilo 2 sfollate di seguito.<br />
Vaffanculo MIRANDA</p>
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		<title>L&#8217;Ovo di Sunny</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 14:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sunny Temper</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sunny's tale]]></category>
		<category><![CDATA[Enfield]]></category>
		<category><![CDATA[miglio marino]]></category>
		<category><![CDATA[Nasty]]></category>
		<category><![CDATA[Sunny Temper]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono anni e anni che vado a Punta Murena a fare il mio miglio marino a nuoto. In quel tratto di mare non nuota mai nessuno perchè le correnti sono fortissime e perchè è infestato da squali bianchi. Siamo rimasti solo in tre a nuotare in quelle acque: Bingo un grosso delfino maschio, Zoe un&#8217;orca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="postbody">Sono anni e anni che vado a Punta Murena a fare il mio miglio marino a nuoto.<br />
In quel tratto di mare non nuota mai nessuno perchè le correnti sono fortissime e perchè è infestato da squali bianchi.</span><span class="postbody"><br />
Siamo rimasti solo in tre a nuotare in quelle acque: Bingo un grosso delfino maschio, Zoe un&#8217;orca di oltre 15 metri e Sunny Temper detto Pinna Dorada per via dei capelli che al mare diventano color oro.<br />
Il segreto sta tutto nella prima colazione che dev&#8217;essere fatta all&#8217;alba quando gli squali si ritirano in profondità e composta da:</span></p>
<p>1 uovo crudo di gabbiano<br />
2 manciate di bacon fritto<br />
1 filetto di manzo al sangue<br />
1 caffè nero in tazza grande<br />
1 spremuta di mango e papaya</p>
<p>Con una colazione così e dopo esserti fumato della buona ganja, degli squali e delle correnti te ne fai un baffo.<br />
Già ma chi ti fa una simile colazione all&#8217;alba? Semplice il mio vecchio amico Gorgo che ha il Gabbiano, un baracchino sulla spiaggia fatto di rami e foglie di banano.</p>
<p><span id="more-18"></span>Come ogni mattina anche ieri all&#8217;alba mi presento da Gorgo e cosa ti vedo?<br />
L&#8217;insegna nuova con scritto:</p>
<p>I Gemelli del Danubio Cafè</p>
<p>Colazion: OVA DI GABBIANO, CARNEROS, PESCEROS, FRITTOS, FRUTTAS 24h/24</p>
<p>Makekazzo Gorgo non m&#8217;aveva detto niente, possibile?<br />
Posteggio l&#8217;Enfield ed entro.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20 frame" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2009/02/9vfh8h.jpg" alt="Gemelli" width="223" height="209" /></p>
<p>Ciao amigo, stessa faccia stessa razza, prendi qualcosa?</p>
<p>-Stessa che? Dov&#8217;è Gorgo?-</p>
<p>-Lui ceduto, noi comprare, noi kusinar, noi kuoki, tu mangiar, se piacer tu pagar, si no tu no pagar i gemelli.-</p>
<p>Qualcosa non mi convinceva&#8230;.</p>
<p>-Bene, portatemi un uovo di gabbiano, 2 manciate di bacon fritto, un filetto al sangue, un buon caffè nero e una spremuta fresca di manghi e papaja.-</p>
<p>-Me disgusta amico ma abbiamo appena aperto e posso portarle solo l&#8217;ovo.-</p>
<p>Trattenendo a stento la rabbia sibilo:<br />
-Che sia freschissimo.-</p>
<p>Dopo mezz&#8217;ora non mi avevano ancora portato niente; ormai il sole era alto e il pericolo degli squali era già aumentato sensibilmente.<br />
-Caproni del danubio dove siete spariti? Vi spezzo il culo se non mi portate l&#8217;uovo immediatamente.-</p>
<p>-Eccoci sior eccoci &#8211; ecco l&#8217;ovo frieschisimo.-</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21 frame" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2009/02/pqx_rvi.jpg" alt="Uovo" width="207" height="240" /></p>
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