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	<title>Nasty Donkey&#039;s Team &#187; moto</title>
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	<description>Hiiii hooooo!!!</description>
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		<title>Città Santa VI</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 23:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nasties on the road]]></category>
		<category><![CDATA[Enfield]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[moto]]></category>
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		<description><![CDATA[KOLHAPUR &#8211; ARPORA GOA Non è ancora l&#8217;alba ma ho già fatto colazione nel piccolo e modesto ma pulitissimo alberghetto di Kolhapur, piccola cittatidina del XIX secolo nel centro della quale c&#8217;è un bel palazzo abbandonato appartenuto al maràja Shivati. ieri notte prima di coricarmi ho fatto un 2 passi nel quartiere vecchio e ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>KOLHAPUR &#8211; ARPORA GOA</p>
<p>Non è ancora l&#8217;alba ma ho già fatto colazione nel piccolo e modesto ma pulitissimo alberghetto di Kolhapur, piccola cittatidina del XIX secolo nel centro della quale c&#8217;è un bel palazzo abbandonato appartenuto al maràja Shivati.<br />
ieri notte prima di coricarmi ho fatto un 2 passi nel quartiere vecchio e ho scorto un piccolo tempio dedicato ad Anuman, il dio che ho scelto come se fosse il mio Padre Pio (in india potete farlo) già 10 anni fa.<br />
Betta, che è il mio guro culturale per ciò che riguarda l&#8217;induismo e le sue divinità che sono millemila, mi svelò che potevo scegliarmi un dio protettore e mi fece vedere il catalogo spiegandomi le varie caratteristiche e gesta di questi dei indu e tra<br />
i moltissimi personaggi pittoreschi con 5 braccia o la testa da elefante, oppure mezzo corpo da pinna gialla e il resto da capretto che non mi ispiravano per niente, trovai Anuman, un fiero guerriero scimmia che sfidò i demoni per conto di Rama al quale avevano rapito la bellissima moglie e portata a Shri Lanka che vuol dire appunto, L&#8217;isola dei demoni.<br />
azz&#8230;ganzo pensai, così diventò il mio dio e ogni volta che vedo qualcosa dedicato a lui, mi fermo e faccio una piccola offerta.<br />
son sikurissimo che è stato Lui a scacciare i cagniacci che si stavano pappando il Rovagnati morto.</p>
<p>&#8221; oh grandissimo Anuman, io mi inginokkio a Te, concedimi qualche gniocca in più e n&#8217;artra ventina di anni in moto e ti compro un baobab altissimo con milliaglia di liane&#8221;.<span id="more-143"></span></p>
<p>sta sorgendo il sole, è l&#8217;orario giusto per partire, se tutto andrà per il verso giusto, stasera sarò ad Arpora nel mio ashram.</p>
<p>apro il rubinetto della benzina, dal sottile tubicino trasparente giallo,vedo la benzina scendere verso il carburatore e tiro la levetta dell&#8217;aria.<br />
controllo che lancetta sia posizionata al centro del voltometro e giro la leva alzavalvole mentre col piede destro spingo la la pedivella dell&#8217;accensione fino a trovare il punto morto poi la faccio risalire di un mezzo giro e&#8230;.</p>
<p>Trompfff&#8230;.gniente</p>
<p>rieseguo la lunga operazione</p>
<p>Trompfff&#8230;..gniente</p>
<p>risetto il tutto nuovamente</p>
<p>Trompffff&#8230;.gniente</p>
<p>chiudo l&#8217;aria</p>
<p>Trompfff&#8230;.gniente</p>
<p>alcune gocce di sudore mi scendono dalla fronte fino alla punta del naso e cadono sul serbatoio&#8230;azz mi ero appena fatto la doccia&#8230;ma ste kazzo di moto angloindiane sembrano aver proprio preso il peggio dei 2 paesi&#8230;<br />
rifaccio per l&#8217;ennesima volta la procedura stanno attentissimo a tutti i particolari.</p>
<p>trompfff&#8230;&#8230;GNIENTE</p>
<p>adesso sul serbatoio si spiaccicano mille gocce del mio sangue.</p>
<p>la strada su cui mi trovo non è asfaltata, spingere sulla terra sarebbe un massacro.<br />
faccio quello che so perfettamente che non dovrei fare, mi alzo dalla sella e con tutta la mia forza spingo sulla pedivella d&#8217;accensione&#8230;..</p>
<p>con la punta del piede sbatto contro una pietra e il rinculo del corsa lunga mi fa vibrare la rotula i menischi e tutto ciò di doloroso ci sta intorno.</p>
<p>nonostante tenti di trattenermi orgogliosamente perchè come al solito in india c&#8217;è sempre mezza folla che ti guarda, un latrato di dolore mi esce sibilando dalle labbra socchiuse e le mascelle serrate dalla sofferenza.</p>
<p>facendo finta di nulla, rieseguo l&#8217;operazione nonostante non abbia più forza nella gamba.</p>
<p>TROOOOOOOOOOOOOMPTTT&#8230;&#8230;.. TROOOOOOOOOOOOOOOOMPTTTTT&#8230;&#8230;. TROOOOOOOOOOOOOMPTTT</p>
<p>fan culo ANUMAN, iniziamo male.</p>
<p>il dolore al ditone del piede destro mi accompagnerà per tutta la giornata e dato che è proprio il piede del cambio, la cosa mi ha dato parecchio fastidio, in special modo in scalata dove dovevo usare la punta del piede, meno male che ormai il feeling con la moto è totale.<br />
adesso posso permettermi di scalare senza la frizione, conosco l&#8217;erogazione del vecchio motore inglese come se l&#8217;avessi progettato io, cambio rapporto esattamente al momento giusto pare abbia il cambio ravvicinato come le formula 1, non sforzo più inutilmente il corsa lunga Enfield ma lo sfrutto al meglio e tutto ciò che trovavo inefficiente (praticamente tutto) adesso l&#8217;ho tarato esattamente alle caratteristiche della moto.<br />
certo, i freni non si sono migliorati da soli, lo stesso dicasi per la ciclistica o le gomme, ma sono io che sono migliorato nel guidarla, compio manovre che avrei ritenuto impensabili fino a qualche giorno fa.<br />
quando gli indiani mi vedono arrivare da lontano a certe velocità, si siedono belli comodi per vedere come mi spiaccicherò alla curva in fondo al rettilineo, certi baracchini han fatto soldi con me, Mirande a vagonate nelle chicanes.<br />
praticamente, ormai mi si è chiusa la vena anche quì, con un po di vergogna confesso di aver ceduto a più di un ingarellamento con qualche smanettone indiano (ce ne sono pure qui) e a parte i primi due giorni dove tra guida a sinistra, scarsa conoscenza del mezzo, cambio e freni posizionati in maniera opposta alle nostre moto, dopo non ce n&#8217;era più per nessuno, se i loro mezzi erano più veloci, non facevo altro che aspettare le curve e swraaaaaaam, i miei pneumatici quadrati raggiungevano un limite mai visto prima a queste latitudini.<br />
25 cv alla ruota non sono uno scherzo, basta un po di brecciolino e finisci nel gange, mika pizza e fichi, quelli ci mettono un cazzo a tirare su una pira e darti fuoco.<br />
una volta ho raggiunto i cento all&#8217;ora.<br />
giuro.<br />
gli indiani hanno regole ben precise nel guidare e non si imparano certo nelle nostre scuola guida, ma una volta capite,<br />
si va sul l&#8217;olio.<br />
ad esempio, non bisogna pensare che dietro quella curva non ci saranno mai 2 camion in pieno sorpasso, mi è capitato più di una volta di assistere a sorpassi interminabili con i clakson pigiati tra pulman e camion che seminavano terrore sulla strade.<br />
tutto è possibile e l&#8217;impossibile lo pensi solo perchè non l&#8217;hai ancora visto, ma c&#8217;è.</p>
<p>dopo un primo tratto abbastanza noioso e molto trafficato di camion e corriere stracolme di gente, finalmente lascio la strada principale per seguire un percorso alternativo che mi hanno suggerito perchè più suggestivo e con meno traffico.<br />
dopo un po mi rendo però conto che le indicazioni sono scarse e scritte in indi, una scrittura tra l&#8217;arabo e il russo, mi faccio la rotta seguendo i numeri che indicano i km dalle città che poi ricavo consultando la cartina che ho con me.<br />
verso le 13,30 dopo soli 3 pit stop per bere e stare qualche minuto sotto un albero, decido di fermarmi in un ristorantino con una bella veranda sulla strada, ho percorso quasi 180 km in cinque ore.<br />
mi trovo nel pieno dell&#8217;india rurale, forse la vera india, quella che ancora ognuno si immagina, l&#8217;india dai mille colori pastello, dagli odori intensi di spezie, dalle donne nei loro sari luccicanti, degli elefanti e dai loro padroni con grossi turbanti.<br />
se nelle grandi città è raro imbattersi a cerimoniali e usanze arcaiche, nell&#8217;india rurale, quella più povera, è ancora possibile imbattersi in santoni erranti, in pifferai, in persone che per poche rupie si trafiggono le carni o mangino spadoni<br />
roventi.<br />
oggi non ho visto una minkia di tutto ciò ma ho mangiato da dio, il fried rise vegetale era squisito e la macedonia che mi hanno fatto su richiesta penso sia stata la migliore che abbia mai mangiato fino ad oggi, del conto non ne parliamo neppure, ad occhio e croce mi costa di più la briosce e il cappucino che prendo tutte le mattine sotto casa.<br />
guardo l&#8217;ora, le 14,35, mi mancano ancora almeno 3/4 ore di strada, prima di partire mi fermo a fare il pieno, la benzina<br />
rispetto all&#8217;anno scorso è salita parecchio, adesso costa sui 70 centesimi di euro(aazzooo).<br />
ci sono parecchie mandrie di bufale sulla strada e devo fare molta attenzione ma la strada seppure mal ridotta è bellissima, ai lati da una parte ho un fiume e dall&#8217;altra una foresta verdissima.<br />
con il passare dei kilometri il paesaggio si fa sempre più familiare, segno che sto avvicinandomi alla costa, lascio il Maharastra ed entro nella regione di Goa, ormai è quasi il tramonto; ho le gambe e le braccia indolenzite, mi faccio forza pensando di essere quasi arrivato.<br />
improvvisamente, mentre sto procedendo lungo un rettilineo, a qualche centinaio di metri davanti a me, vedo un uomo attraversare la strada e stramazzare a terra senza un motivo apparente.<br />
decelerando, mi avvicino fino a fermarmi ad un paio di metri dal corpo del uomo.<br />
scendo dalla moto e mi avvicino, si tratta di un vecchio di circa una settantina di anni dai capelli e barba bianchi, è raggomitolato su se stesso ed è percosso da spasmi improvvisi, dalla bocca esce una bava giallognola schiumosa.<br />
accanto a lui 2 sacchetti di plastica trasparente contenenti in una, dei pescetti e nell&#8217;altra, della farina.<br />
intorno a me nessuno.<br />
non so che fare, mi rendo conto che il poveretto è quasi sicuramente in preda ad una crisi epilettica, ma non ho il coraggio di mettergli le mani in bocca senza dei guanti, in india la tubercolosi è diffusissima.<br />
riesco a trascinarlo sul ciglio della strada mentre vedo sopraggiungere una corriera che si ferma accanto alla moto che era rimasta in mezzo alla strada.<br />
spiego alla gente che mi si avvicina cosa è successo e qualcuno provvede a portare delle cipolle che vengono spezzate e messe sotto il naso del povero vecchio che dopo qualche istante, sembra riprendersi.<br />
prendo i 2 sacchetti e glieli porto vicino sussurrandogli &#8221; now it&#8217;s ok, your food it&#8217;s here&#8221;, ma il vecchio non mi risponde, i suoi occhi sono velati, sembra perso nel suo destino miserabile, un senso di enorme disagio e impotenza mi pervade mentre alzandomi saluto i soccorritori e mi rimetto in sella cercando inutilmente di fuggire il più lontano possibile dai tristi pensieri che quella scena ha impresso nella mia mente.<br />
superata una collina, vedo finalmente il mare all&#8217;orizzonte e ripenso a tutta la strada che ho fatto in questi 6 giorni di viaggio, alla fatica, al caldo e alla sete che ho patito, ma tutto adesso mi sembra lontano e sbiadito, la vicinanza alla meta mi fa dimenticare la fatica e lo stress<br />
degli ultimi 2 giorni di viaggio.<br />
il mare è sempre più vicino, lo scorgo a tratti tra la boscaglia, il sole prossimo al tramonto lo colora di un argento scintillante, decido di fermarmi su un&#8217;altura a picco sul oceano per godermi lo spettacolo del tramonto.<br />
scendo dalla moto e mi siedo appoggiandomi ad una grossa palma curvata dal vento dei monsoni, il sole è una sfera rossa e il gracchiare dei corvi annuncia la fine del giorno mentre una brezza tiepida mi accarezza il volto.<br />
mi accendo una marlboro e penso a tutte le cose che ho fatto, ai momenti tristi ed ai momenti felici ma sopra tutto penso come mai mi è stato concesso così tanto nonostante durante la mia esistenza abbia sempre spinto al massimo sull&#8217;acceleratore della vita. eppure non ho mai preteso tanta grazia e il vedere tanti amici meno fortunati andarsene per molto, molto meno di quello che ho fatto io, non fa che convincermi di quanto possano essere complesse le combinazioni che regolano la nostra esistenza, è come se ci trovassimo in un labirinto dove la lunghezza del cammino della nostra vita dipende esclusivamente dalle strade che inconsapevolmente crediamo di scegliere,<br />
ma in realtà, quelle strade fino ad un determinato punto le abbiamo già percorse e di vita in vita, continueremo a percorrerle per piccoli tratti finchè troveremo con l&#8217;esperienza inconsapevole, l&#8217;uscita dal labirinto della vita terrena, il destino non esiste, negherebbe la ragione stessa della vita.<br />
Grazie India.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-145" src="http://www.69ers.it/nasty/wp-content/uploads/2009/03/dsc0241z_medium.jpg" alt="dsc0241z_medium" width="640" height="425" /></p>
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		<title>Città Santa III</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 19:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nasties on the road]]></category>
		<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Enfield]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
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		<description><![CDATA[Tanto per ridere un po, vi aggiorno sul viagra, ops sul viaje..beh, insomma sui tappi, o sulle tope(un chezz) o piu&#8217; realisticamente sulle tappe Oggi e&#8217; stata la giornata della sfiga, ma anche della fortuna; un mix che in urdu antico si chiama &#8216;Ramavainculostiahchemal&#8217;. Beh, andiamo con ordine. Dopo che il mecca di fiducia (postero&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per ridere un po, vi aggiorno sul viagra, ops sul viaje..beh, insomma sui tappi, o sulle tope(un chezz) o piu&#8217; realisticamente sulle tappe<br />
Oggi e&#8217; stata la giornata della sfiga, ma anche della fortuna; un mix che in urdu antico si chiama &#8216;Ramavainculostiahchemal&#8217;.<br />
Beh, andiamo con ordine.<br />
Dopo che il mecca di fiducia (postero&#8217; le photo&#8217;) mi ha rifatto a mano la leva del freno post. precisa all&#8217;originale pure nelle zigrinature antiscivolo del pedale, nonostante gli avessi detto che mi bastava mi saldasse un mestolone ricurvo purche&#8217; facesse il suo lavoro!! invece un cazzo, ha impiegato quasi na mattina per rifare ad arte il pezzo, cosicche&#8217;son partito da Ajanda alla volta di Puna in ritardissimo.<br />
350 km ca di paura e dolore coperti nel tempo record di 7 h 22 min e 16 sec. sporchi.<br />
Si, ma molto sporchi e poco salutari. adesso capisco perche&#8217; tutti quelli che usano le moto per spostarsi girano con la nuca e il volto completamente fasciati lasciando solo fuori una fessura sopra il naso da dove escono degli occhialoni di ogni forma e colore.<br />
Essì perché nonostante la strada sia per lo piu&#8217; asfaltata(si fa per dire), la polvere finissima del territorio circostante, sollevata dal vento infuocato e perpetuo di queste zone desertiche, riesce a penetrare ovunque(me sto ancora a grattà li cojoni dopo 2 docce).<br />
Vabbé mo vi racconto.<br />
Dopo circa un paio di ore di marcia, un fottutissimo insettone di origine sconosciuta mi ha centrato sulla guancia sinistra procurandomi un discreto dolore a cui nn ho fatto tanto caso pensando fosse la ovvia ripercussione alla botta ricevuta.<br />
Col passare dei minuti mi sono pero&#8217; reso conto che il dolore stava aumentando e che l&#8217;occhio sx cominciava a lacrimare.<br />
<span id="more-109"></span>La zona che stavo percorrendo era desertica e non c&#8217;era un posto per potermi fermare all&#8217;ombra.<br />
Se mi fossi fermato sotto il sole sarei come minimo svenuto dal caldo e poi mangiato da qualche marabu&#8217; di passaggio.<br />
Ogni tanto passava un camion, ma nulla piu&#8217;, cosi&#8217; ho proseguito con un occhio chiuso per un&#8217;altra ora finche&#8217; ho trovato un punto di ristoro e qualche albero.<br />
Sceso dalla moto mi son guardato il faccione e mi son reso conto di quanto ero gonfio.<br />
La guancia era grossa come un pallone e insensibile al tatto e dove aveva picchiato l&#8217;archeopicterus del Punjab c&#8217;erano 2 fori blue belli netti.<br />
Merda che fare? beh per prima cosa chiedo una coca o una fanta ma invece mi danno una MIRANDA&#8230;ma checazze&#8217; una MIRANDA??? gia&#8217; uno e&#8217; incazzato e si deve bere una MIRANDA per giunta calda&#8230;.vabbe&#8217;, mi porto la lattina alla bocca e invece di sorseggiare me la rovescio sul collo perche&#8217; nn ho piu&#8217; la sensibilita&#8217; della bocca&#8230;dire incazzatura e&#8217; riduttivo, inizio a bestemmiare in aramaico.<br />
Le persone intorno al baracchino incominciano a guardarmi e ridere mimando il mio faccione.<br />
Mi avvicino e chiedo se c&#8217;e&#8217; in zona una farmacia o almeno un veterinario.<br />
Mi indicano una baracca a qualche decina di metri.<br />
Mi avvicino e mi rendo conto che e&#8217; un barbiere&#8230;. ma checcazzo mi prendono per il culo??? eppoi che cazzo ci fa un barbiere nel deserto vicino ad un baracchino di ristoro?? mi sembra n&#8217;incubo.<br />
Sulla soglia mi riceve un vecchio con gli occhialoni spessissimi e un camice bianco con una forbice e un pettine nel taschino.<br />
Ma un barbiere cosi&#8217; l&#8217;ho visto solo nei film di toto&#8217;, ma dove minchia ha trovato quella mise da cinecitta&#8217;??<br />
Il vecchio mi fa cenno di entrare e di sedermi sulla poltrona da barbiere in pelle uguale a quella del film Al Capone.<br />
Cazz ma a me fa male il faccione perche&#8217; questo mi mette la salvietta intorno al collo e inizia a spennellarmi??<br />
A gesti tento di fargli capire che io nn sono li per la barba, ma lui annuisce e mi fa cenno di pazientare.<br />
Ormai sono rassegnato, mi taglieranno un pezzo di guancia quando alla fine mi porteranno in ospedale.<br />
Inizio a fissare la pala che gira lentamente sul soffitto mentre il vecchio dopo aver affilato per bene il rasoio inizia a radermi<br />
Con studiata lentezza professionale.<br />
La rasatura dura piu&#8217; di tre quarti d&#8217;ora: pelo, contropelo, basette, peli del naso, peli delle orecchie e sfilatina alle sopracciglia.<br />
Quando oramai rassegnato faccio per alzarmi, il vecchio mi trattiene e tira fuori da un armadietto un barattolo di metallo da dove con due dita tira fuori una pasta scura e inizia a spalmarmela sulla guancia dolorante.<br />
miracolo!! all&#8217;improvviso provo una sensazione di freschezza e il bruciore sembra sparire.<br />
Il vecchio mi medica con una garza e mi mette dell&#8217;altra pasta per me.<br />
Gli chiedo quanto devo.<br />
-fai tu &#8211; mi dice<br />
Tiro fuori un pezzo da 500 rupie e gliele porgo.<br />
Il vecchio non crede ai propri occhi e mi ringrazia piu&#8217; volte inchinandosi a mani giunte.</p>
<p>Ma cazz&#8230; a milano mi avrebbero chiesto almeno 250 euro di visita specialistica piu&#8217; i medicinali.<br />
Magica India.<br />
Ritorno al baracchino e offro luna lattina di MIRANDA a tutti presenti poi accendo l&#8217;Enfield e riparto felice accennando una penna.<br />
sdleng spatash perdo lo zaino che mi ero scordato di fissare.<br />
Mi fermo raccolgo lo zaino tra le risate generali e riparto sgasando.<br />
WRAAM&#8230;WRAAMMM infilo 2 sfollate di seguito.<br />
Vaffanculo MIRANDA</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La capitale morale, le poste e l’evoluzione metropolitana.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 17:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeClou</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da Nasty]]></category>
		<category><![CDATA[adrenalina]]></category>
		<category><![CDATA[gomma]]></category>
		<category><![CDATA[moto]]></category>
		<category><![CDATA[motociclisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Bonjour Messieurs Faccaldo a Milano, nell’industriosa capitale morale l’aria del mattino è giallognola, appiccicaticcia di notti a boccheggiare sul materasso sudato, manco fosse Saigon nei giorni della liberazione. Da una settimana ho ricevuto l’avviso di giacenza di una raccomandata speditami dal profondo Veneto. Via Sabotino, ufficio postale Milano 9. Quando trovo l’avviso di giacenza nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone frame" src="http://www.vespaforever.net/manifestazione_milano_file/Traffico.jpg" alt="" width="385" height="242" /></p>
<p>Bonjour Messieurs<br />
Faccaldo a Milano, nell’industriosa capitale morale l’aria del mattino è giallognola, appiccicaticcia di notti a boccheggiare sul materasso sudato, manco fosse Saigon nei giorni della liberazione.<br />
Da una settimana ho ricevuto l’avviso di giacenza di una raccomandata speditami dal profondo Veneto. Via Sabotino, ufficio postale Milano 9. Quando trovo l’avviso di giacenza nella buca delle lettere l’iter emotivo è sempre lo stesso: sudore freddo e terrore di notifica del verbale, spasmodica ricerca, le meningi sudate, del ricordo dell’ultima cagata acquistata su e bay e poi, in base al risultato della ricerca di cui sopra, un misto di malinconia mortifera o una leggera eccitazione.<br />
Poi si entra nello sconforto di via Sabotino. Come sempre la raccomandata non c’è.<br />
Lunedì assemblea.<br />
Martedì “ritorni alle 10, sig. LeClou”<br />
Mercoledì “non capisco dovrebbe essere qui, può passare domani?” “Sicuro!”<br />
Giovedì “La sua raccomandata sta tornando a Pad*va, non so dirle il perché, chiami l’803160, il prooosimoooooo!”<br />
Sconforto a parte, sono anni ormai che non mi incazzo più per una raccomandata non recapitata (soprattutto nel caso del verbale), l’uscita dall’ufficio postale Milano 9 si svolge sempre nello stesso modo: caffé, brioche, due madonne ben assestate, casco in testa e tripla borbottante.<br />
La strada da Via Sabotino all’ufficio mi impone un percorso meno lineare del solito, con il ponte di via Ripamonti che è una vera e propria istigazione a delinquere.<br />
Lunedì: verde, monoruota, semaforo rosso. Ed il tassista di fianco: “Bella penna sig. Leclou, di seconda?” “Di seconda…” “Buona giornata!” sbrrrraaaaat!<br />
Martedì: verde, monoruota, semaforo verde, semaforo rosso. Ed il tizio con l’Hypermotard: “Bella penna sig. Leclou, di seconda?” “Ho appoggiato la terza…” “Buona giornata!” sbrrrraaaaat!<br />
Mercoledì: : verde, monoruota, semaforo verde, semaforo rosso. Scarabeo 50 abbronzato a vitabassa, ballerine ed un sorriso sbarazzino: “Bella penna sig. Leclou, mi fa un autografo?” “Va bene qui?” “Preferisco sul seno!” “ok!” . Sbraaaaat!<br />
Giovedì: THA PERFECT ONE. Il giorno in cui trovi il compare, motard sbregato, gomma fumante, eterno rispetto. Verde, impenna lui, verde, impenno io, un duetto perfetto, uno scherzo motociclistico in una Saigon al risveglio, un assolo suo, una glissata mia. Alla faccia di Michielon, Cassinelli e a tutti i postini della zona 4. Fino all’epilogo inevitabile. Il terzo incomodo. Non un Jap, come da copione, non uno Yuppie, come ci si potrebbe immaginare. Aprilia Tuono e la replica di Haga in sella, gambe storte e denti sporgenti. Si immette nello scherzo da Viale Cassala e subito va ad importunare il mio compagno di percorso con un passaggio radente. Accenna una ripartenza al verde dove ferma il 15, ma il mio compagno è scaltro, lo infila all’interno. Haga ha un momento di defaillance e gli si riempiono gli occhi della mia schiena: saludos gringo!<br />
Al prossimo semaforo ha l’adrenalina a 1000. Sembra pronto per la partenza del prossimo GP del mondiale, occhio iniettato di sangue… Sbbbbbrrrraaaaaattttt! Fino all’agognato momento, seconda, frizione e penna in faccia al Sig.LeClou e allo scudiero Motard. Ma oggi non è il suo giorno, non è una seconda quella che entra prima della sfrizionata. Una folle, algida, neutrale ed immobile folle, col bicilindrico di Noale che batte il record di rotazioni per minuto superato solo dal rumore dei denti che si infrangono sul manubrio. Neanche il tempo di vergognarsi, che con sta storia delle Poste sono in ritardo per l’ufficio. Un cenno allo scudiero… saludos.<br />
Per chi fosse interessato domani si replica, Via Sabotino, ore 8.30.<br />
Biglietti in prevendita su Motard.it.</p>
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		<title>Lupara Bianca</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 19:14:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rocket68</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi muovo tra le strade di montagna come un killer, con il rombo del 3 cilindri a carburatori che riempie l&#8217;a ria, un suono pieno e corposo, simile a quello di un Porsche, che avverte del tuo arrivo con congruo anticipo quasi come un temporale che incombe. Quelle sono le zone migliori per trovare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-74 frame" title="pict0013-copia" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2009/03/pict0013-copia-1024x768.jpg" alt="pict0013-copia" width="819" height="614" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p>Mi muovo tra le strade di montagna come un killer, con il rombo del 3 cilindri a carburatori che riempie l&#8217;a</p>
<p style="text-align: center;">
<p>ria, un suono pieno e corposo, simile a quello di un Porsche, che avverte del tuo arrivo con congruo anticipo quasi come un temporale che incombe.<br />
Quelle sono le zone migliori per trovare le proprie prede, le vittime della mia voglia di velocità e di rivaleggiare con degni avversari.<br />
La battaglia sembra sempre persa in partenza, muovendomi con un cancello che ha almeno due lustri sulle spalle, il divario tecnico si fa sentire tutto con le odierne moto, ma è qui che viene il bello.<br />
Riuscire ad andare forte e bastonare gli altri con una moto che non va, che piegare in curva è come lottare con un toro, che quando la vuoi fermare è una roulette russa per non arrivare lungo, da maggiore gusto, quasi una goduria.<br />
Ma è questo che a me piace la lotta maschia e riuscire dove altri hanno fallito.<br />
Le vittime negheranno sempre di averle prese da un bilico su due ruote, ed è proprio per questa presunta assenza di cadaveri sul ciglio della strada che l&#8217;ho chiamata &#8220;Lupara Bianca&#8221;, la mia moto, tipico prodotto della mia terra.<br />
Non è perchè non si vede il corpo che il delitto non è stato compiuto.<br />
Rocket68</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-76 frame" title="pict0004" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2009/03/pict0004-1024x768.jpg" alt="pict0004" width="819" height="614" /></p>
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		<title>Rain, baniato, umido, wet, gocciolantes</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 14:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giocare con l&#8217;acqua mi è sempre piaciuto, fin da piccolo. Quindi pozzanghere, acqua e viscido, mi fanno un baffo, e poi ci si abitua dopo qualche kilometro, non è come il freddo, allora sì che magari rinuncio al mio rituale giro settimanale. Il we scorso che pioveva, l&#8217;ho occupato con il rimessaggio della mondial ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="postbody">Giocare con l&#8217;acqua mi è sempre piaciuto, fin da piccolo.<br />
Quindi pozzanghere, acqua e viscido, mi fanno un baffo, e poi ci si abitua dopo qualche kilometro, non è come il freddo, allora sì che magari rinuncio al mio rituale giro settimanale.<br />
Il we scorso che pioveva, l&#8217;ho occupato con il rimessaggio della mondial ma questo, avevo già deciso che se non ci fosse stato il sole, amen, l&#8217;effequattro usciva lo stesso.<br />
E&#8217; stato fantastico, adrenalina sempre bella alta, come i giri del quattro settemezzo per sfruttare al massimo il freno motore.<br />
Che goduria viaggiare sempre in coppia con gli scarichi racing e sul bagnato, sei l&#8217;unica moto in giro (ho incrociato solo 2 gruppi di tedeschi in bmw e 1 disperso sempre tedesco da solo).<br />
Ho avuto solo 2 momenti bruttini, un coglionazzo che ha bloccato l&#8217;auto davanti a me e meno male che era l&#8217;ingresso di un paese e andavo piano, e quando mi sono accorto che avevo sbagliato una curva mentre ero in piega in terza.<br />
Lì mi son visto maluccio perché non mi sentivo di piegare di più col viscido così mi son trovato con la lingua fuori a frenare sofficissssimamente con l&#8217;anteriore e il posteriore giusto per rallentare quel pelino per non uscire<br />
e non sono uscito.<br />
Wetty is better than sunny</span><span class="postbody"><strong></strong></span></p>
<p><span class="postbody"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-33 frame" src="http://www.nastydonkeysteam.it/wp-content/uploads/2009/02/29kujag.jpg" alt="MV F4" width="553" height="386" /></strong></span></p>
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		<title>Effetto suolo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 19:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bobo blaster</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tute in pelle]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="postbody">E&#8217; quello che tutti i motociclisti vorrebbero avere sui propri giubbotti o tute in pelle; un pò come le gomme consumate ai bordi o le famose pedivelle strusiate.<br />
Delle saponette, non parliamo neppure, dj ringo mi han detto che le ha più consumate di capirossi.<br />
Certo, adesso con le piste aperte, è molto più facile vedere dei cipressi circolare in strada con le gomme coi riccioli.<br />
La cosa più bella è osservarli quando arrivano al bar e posteggiano la moto il più vicino possibile alla gente in modo che qualche boccalone noti le sue gomme e lo guardi ammirato; chissamai che li vicino ci sia pure n&#8217;altra idiota magari pure stivalata, pensa, mentre con la mano destra continua a ravanarsi il culo.<br />
La sua tuta non ha l&#8217;effetto suolo ma suola.<br />
Infatti è consumata sul culo e sui gomiti, le parti della tuta più usate sedendosi spesso nei bar e appoggiandosi al bancone.<br />
Probabilmente l&#8217;ha comprata usata da uno come lui e l&#8217;effetto suola sulla tuta di questi personaggi è ancor più vistoso.<br />
il fatto è che lui è seriamente orgoglioso della sua tuta, sa che è una tuta consumata e questo gli basta, nessuno gli ha mai spiegato l&#8217;effetto suolo, anzi, il suolo lui non l&#8217;ha mai toccato con le mani se non per raccogliere le chiavi della moto, a lui bastano i ricciuoli per togliere ogni ombra di dubbio agl&#8217;altri pecoroni ossequiosi del bar e fare il ganassa.<br />
Ma il vero nasty se ne fotte delle gomme, anzi non le guarda neppure, il nasty guarda l&#8217;insieme, da come arriva a come spegne e posteggia la moto.<br />
Se lo ritiene degno di uno sguardo, lo guarda togliersi il casco e quando gli sguardi s&#8217;incrociano, conta i secondi prima che lui abbassi gl&#8217;occhi.<br />
Se arriva a sei si potrebbe anche credergli, ma difficilmente trovi tipi da cinque.</span></p>
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