Mar 13 2009

Nasty Donkey’s manifesto

Nasty Donkey

Nasty Donkey Team

The Nasty Donkey Team
Is the team of the stubborn, fast and loyal with everyone, be it friend or foe.
The Nasty Donkey is recognized because it rarely does wheelies, is always out of line, hard to spot, creates tension because is always at the same distance, drives as he’s skiing, grazies the posts with the shoulder but never jumps it, and if he does and if he can, he gets up on his own, shrugs it off and goes on.

The Nasty Donkey respects the slow pokes who behave as such, recognizes real riders in less than 45 seconds, doesn’t engage only for the sake of it: carefully chooses his targets and he does only for the long pleasure shiver that starts from the nape and flows down his back every time that, staying behind, sees where he could have passed his opponent.

The Nasty Donkey doesn’t miss an approach, not even hammered, stop with class and starts again in safety; yields on zebras and raises the rythm only if it rains to keep training the mind body concentration and freshen up his feeling with his bike.

The Nasty Donkey can have any crap bike because he’s the special one.
The Nasty Donkey is capable of thousands fuckabouts, even falling from standing still, but no one around will have the courage to look him in the eyes and smile because everybody knows the Nasty Donkeys never laughs under 250.

The President
Bobo Blaster

Translated by Dedalus


Mar 10 2009

Città Santa IV

bobo blaster

azz…. ciao ragazzi, oggi e’ filato tutto liscio anche se sulla strada ho assistito a 2 incidenti, tra l’altro molto simili nella dinamica.
nel primo, un’auto che procedeva davanti a me, per cause ignote, e’ salita sullo spartitraffico di cemento e si e’ fermata rimanendoci a meta’ sopra.
nessun ferito(postero’ foto)
il secondo incidente e’ stato piu’ brutto perche’ se fossi passato qualche minuto prima in quel punto, sarebbero stati guai.
un grosso autotreno proveniente dalla corsia opposta alla mia, ha scavalcato il guardrail ed ha invaso completamente la corsia sulla quale stavo viaggiando bloccando il traffico.
anche questa volta, essendo prestissimo e nn essendo ancora trafficata la strada, non ha procurato feriti(postero’ foto).
stasera ho raggiunto senza problemi Puna, la strada era bella per almeno i 2/3 del percorso, fate conto una superstrada, in effetti e’ una autostrada a pagamento ma con i paesi e i mercati in mezzo da dove sbucano mezzi di qualsiasi tipo, dal super autotreno alla corriera scassata con apparizioni di ape, scoteer e bici, inzomma la nn regolamentazione allo stato puro.
la cosa bella e’ che le 2 e 3 ruote non pagano, la brutta e’ che ho assistito all’infrazione piu’ pazzesca che neanche avrei immaginato si potesse fare:
appena uscito da un casello a pagamento( se ne trovano ogni tanto) dove dall’altro senso di marcia c’era una coda kilometrica di camion che aspettavano di pagare(il tutto manualmente), mi vedo arrivare incontro(sull’autostrada, mica kazzi) un’auto il cui conducente per evitare la coda aveva ben pensato di bypassare tutti percorrendo i km di fila in contromano in corsia di sorpasso.
la cosa piu’ pazzesca e’ che nessuno diceva un cazzo
spero l’abbiano lapidato al casello, ma ne dubito, fara’ 10 reincarnazioni dimmerda in piu’.
magikka india.

PS: incomincio ad essere distrutto, la sera mi vibra il braccio destro finche’ nn mi addormento

baci


Mar 9 2009

Città Santa III

bobo blaster

Tanto per ridere un po, vi aggiorno sul viale ops..beh, insomma sui tappi, o sulle tope(un chezz) o piu’ realisticamente sulle tappe
Oggi e’ stata la giornata della sfiga, ma anche della fortuna; un mix che in urdu antico si chiama ‘Ramavainculostiahchemal’.
Beh, andiamo con ordine.
Dopo che il mecca di fiducia (postero’ le photo’) mi ha rifatto a mano la leva del freno post. precisa come l’originale pure riproducendo le zigrinature antiscivolo del pedale e nonostante gli avessi detto che mi bastava mi saldasse un mestolone ricurvo purche’ facesse il suo lavoro!! invece un cazzo, ha impiegato quasi una mattina per rifare ad arte il pezzo, cosicche’son partito da Ajanda alla volta di Puna in ritardissimo.
350 km ca di paura e dolore coperti nel tempo record di 7 h 22 min e 16 sec. sporchi.
Si, ma molto sporchi e poco salutari. Adesso capisco perche’ tutti quelli che usano le moto per spostarsi girano con la nuca e il volto completamente fasciati lasciando solo una fessura sopra il naso da dove escono degli occhialoni di ogni forma e colore.
Essì perché nonostante questo tratto di strada sia per lo piu’ asfaltato(si fa per dire), la polvere finissima del territorio circostante, sollevata dal vento infuocato e perpetuo di queste zone desertiche riesce a penetrare ovunque(me sto ancora a grattà li cojoni dopo 2 docce).
Vabbé mo vi racconto.
Dopo circa un paio di ore di marcia, un fottutissimo insettone di origine sconosciuta mi ha centrato sulla guancia sinistra procurandomi un discreto dolore a cui in un primo momento nn ho fatto tanto caso pensando fosse la ovvia ripercussione alla botta ricevuta.
Col passare dei minuti mi sono pero’ reso conto che il dolore stava aumentando e che l’occhio sx cominciava a lacrimare.
La zona che stavo percorrendo era desertica e non c’era un posto per potermi fermare all’ombra.
Se mi fossi fermato sotto il sole sarei come minimo svenuto dal caldo e poi mangiato da qualche marabu’ di passaggio.
Ogni tanto incrociavo un camion, ma nulla piu’, cosi’ ho proseguito con un occhio chiuso per un’altra ora finche’ ho trovato un punto di ristoro con qualche albero rinsecchito attorno.
Sceso dalla moto mi son guardato il faccione nello specchietto e mi son reso conto di quanto ero gonfio.
La guancia era grossa come un pallone insensibile al tatto e dove aveva picchiato l’archeopicterus del Punjab c’erano 2 fori blue belli netti.
Merda che fare? beh per prima cosa chiedo all’uomo col turbante una coca o una fanta ma lui invece mi allunga una bottiglia dal tappo arrugginito con scritto MIRINDA…ma checazze’ una MIRINDA??? gia’ sono inacazzato e son costretto a bere una MIRINDA per giunta calda….vabbe’, mi porto la bottiglietta alla bocca e invece di sorseggiare me la rovescio sul collo perche’ nn ho piu’ la sensibilita’ della bocca…dire incazzatura e’ riduttivo, inizio a bestemmiare in aramaico.
Le persone intorno al baracchino incominciano a guardarmi e ridere mimando il mio faccione.
Mi avvicino e chiedo se c’e’ in zona una farmacia o almeno un veterinario. Nessuno capisce l’inglese ma la situazione sì così
tutti all’unisono mi indicano una baracca a qualche decina di metri.
Mi avvicino e mi rendo conto che e’ un barbiere…. ma checcazzo mi prendono per il culo??? eppoi che cazzo ci fa un barbiere nel deserto vicino ad un baracchino di ristoro?? mi sembra n’incubo.
Sulla soglia mi riceve un vecchio con gli occhialoni spessissimi e un camice bianco con una forbice e un pettine nel taschino.
Ma un barbiere cosi’ l’ho visto solo nei film di toto’, ma dove minchia ha trovato quella mise da cinecitta’??
Il vecchio mi fa cenno di entrare e di sedermi su una poltrona da barbiere in pelle color tabacco uguale a quella del film Al Capone.
Cazz ma a me fa male il faccione perche’ questo mi mette la salvietta intorno al collo e inizia a spennellarmi??
A gesti tento di fargli capire che io nn sono li per la barba, ma lui annuisce e mi fa cenno di pazientare.
Ormai sono rassegnato, mi taglieranno un pezzo di guancia e alla fine mi porteranno in ospedale, ma ormai sono privo di volontà e affronto il mio ineluttabile karma.
Inizio a fissare la pala che gira lentamente sul soffitto mentre il vecchio dopo aver affilato per bene il rasoio, inizia a radermi
con studiata lentezza professionale.
La rasatura dura piu’ di tre quarti d’ora: pelo, contropelo, basette, peli del naso, peli delle orecchie e sfilatina alle sopracciglia.
Quando oramai rassegnato faccio per alzarmi, il vecchio mi trattiene e tira fuori da un armadietto un barattolo di metallo da dove con due dita tira fuori una pasta scura e inizia a spalmarmela sulla guancia dolorante.
miracolo!! all’improvviso provo una sensazione di freschezza e il bruciore a poco, a poco, sembra sparire.
Il vecchio mi medica con una garza e mi mette in un barattolino dell’altra pasta da portarmi via.
Gli chiedo quanto devo.
-Up to you, are you satisfied? – mi risponde in inglese
-Great job I’m more than satisfied sir ”
Tiro fuori un pezzo da 500 rupie e gliele porgo.
Il vecchio non crede ai propri occhi, avrà visto poche volteuna banconota così (circa 30 euro) e mi ringrazia piu’ volte inchinandosi con le mani giunte.
Ma cazz… a milano mi avrebbero chiesto almeno 250 euro di visita specialistica piu’ i medicinali e magari il dolore nn mi sarebbe passato così velocemente.
Magica India.
Ritorno al baracchino e offro luna lattina di MIRINDA a tutti presenti poi accendo l’Enfield e riparto felice accennando una penna.
sdleng spatash perdo lo zaino che mi ero scordato di fissare.
Mi fermo raccolgo lo zaino tra le risate generali e riparto sgasando.
WRAAM…WRAAMMM infilo 2 pure sfollate di seguito.
Vaffanculo MIRINDA !!!


Mar 7 2009

Città Santa II

bobo blaster

seconda tappa raggiunta, ma la moto incomincia a perdere dei pezzi…..per colpa di una capra sbucata dalla boscaglia sono entrato in una buca larga un paio di metri e profonda una ventina di centimetri, risultato: spezzata la leva del freno osteriore contro una pietra…..chissenefrega direte voi, tanto e’ quello dietro…si col chezzo, quello davanti sulla bullet non esiste, si frena solo col posteriore, tipo i 50ini di una volta….vabbe’, l’importante e’ che nn sia caduto sulle pietre xche’ viaggio in t-shirt e ginz e sarebbero stati cazzi…impossibile indossare qualcosa di piu’ pesante, il calore dopo le 10 di mattina e’ pazzesco, ogni mezz’ora son costretto a fermarmi sotto qualche albero o ad un Autogrill ( si fa x dire).
sono ad Auranghabad, 500 km ca dalla partenza.
siccome ho ritardato di 3h la tabella di marcia prevista, Betta stava gia’ x telefonare alla Farnesina poi finalmente ho raggiunto il check point.
domattina parto per Ajanta, tappa piu’ breve, 120 km ca, la media cmq nn supera i 40 km/h tirando nei pezzi dritti ed asfaltati, ho fatto il record di velocita’, 85all’ora sdraiato sul manubrio altro che haga 
dovevo portare il collirio cazzo come mi bruciano gl’occhi 
amme’ mi sembra la pariggi dakkar di una volta.
ma senza sponzzor, appoggi e kazzi e mazzi da fighette, na cartina, no zaino l’ippod e tanta allegria, tanto nn devo battere nessuno
ciao rega’ i video li sto facendo si!!!
n’abbraccio


Feb 19 2009

Il Nasty Donkey

bobo blaster

Nasty Donkey Team

E’ il team di chi è cocciuto, manico e leale con chiunque, sia esso amico o avversario.
Il Nasty Donkey si riconosce perchè raramente impenna, sta sempre fuori traiettoria, è difficile da individuare, mette tensione perchè è sempre alla stessa distanza, guida come se sciasse, sfiora i paletti con la spalla ma non inforca mai, e se lo fà e se può, si rialza da solo, minimizza l’accaduto, fa finta di nulla.
Il Nasty Donkey rispetta i paracarri che si comportano da tali, riconosce i veri motociclisti in meno di 45 secondi, non ingaggia per il solo gusto di farlo: sceglie con attenzione le sue comparse e lo fa esclusivamente per quel lungo brivido di piacere che gli parte dalla nuca e gli scorre lungo la schiena ogni qualvolta che, stando dietro, vede dove avrebbe potuto passare l’avversario.
Il Nasty Donkey non sbaglia un approccio, neanche se ubriaco fradicio, si ferma con classe e riparte con sicurezza; da la precedenza sulle strisce e alza il ritmo solo se piove per mantenere in allenamento la concentrazione psico-fisica e rinverdire il feeling con il suo mezzo.
Il Nasty Donkey può avere qualsiasi scarafone di moto perchè è lui lo speciale.
Il Nasty Donkey è capace di mille stronzate, anche di cadere da fermo, ma nessuno intorno avrà il coraggio di guardarlo negl’occhi e sorridere perchè il Nasty Donkey, tutti sanno che non ride mai sotto i 250.

Il Presidente
Bobo Blaster

Hiii Hooo


Feb 19 2009

Il manifesto del Nasty Donkey

Nasty Donkey

Nasty Donkey Team

E’ il team di chi è cocciuto, manico e leale con chiunque, sia esso amico o avversario. Il Nasty Donkey si riconosce perchè raramente impenna, sta sempre fuori traiettoria, è difficile da individuare, mette tensione perchè è sempre alla stessa distanza, guida come se sciasse, sfiora i paletti con la spalla ma non inforca mai, e se lo fà e se può, si rialza da solo, minimizza l’accaduto, fa finta di nulla. Il Nasty Donkey rispetta i paracarri che si comportano da tali, riconosce i veri motociclisti in meno di 45 secondi, non ingaggia per il solo gusto di farlo: sceglie con attenzione le sue comparse e lo fa esclusivamente per quel lungo brivido di piacere che gli parte dalla nuca e gli scorre lungo la schiena ogni qualvolta che, stando dietro, vede dove avrebbe potuto passare l’avversario. Il Nasty Donkey non sbaglia un approccio, neanche se ubriaco fradicio, si ferma con classe e riparte con sicurezza; da la precedenza sulle strisce e alza il ritmo solo se piove per mantenere in allenamento la concentrazione psico-fisica e rinverdire il feeling con il suo mezzo. Il Nasty Donkey può avere qualsiasi scarafone di moto perchè è lui lo speciale. Il Nasty Donkey è capace di mille stronzate, anche di cadere da fermo, ma nessuno intorno avrà il coraggio di guardarlo negl’occhi e sorridere perchè il Nasty Donkey, tutti sanno che non ride mai sotto i 250. Il Presidente Bobo Blaster 8450276148d1a24d1b8216bcs7